martedì, 24 novembre 2009
Su Facebook non solo indignazione, ma anche buoni propositi.
Cambiare Carpino? E' possibile. Tutto sta ad impegnarsi.
E' questo il titolo di una discussione aperta sulla pagina di Carpino su Facebook curata da Domenico Sergio Antonacci e Giuseppe Bruno.

"Con questa discussione, vogliamo raccogliere quelle che sono le prime esigenze dei carpinesi che, forse, l'amministrazione comunale non ha sufficientemente ascoltato e risolto.
PER FAVORE niente frasi sui politici di ora, ma solo proposte, che saranno inoltrate ai politici e non solo: diventeranno il manifesto della Carpino e del Gargano che vuole cambiare, vuole migliorare.

Ed ora pronti, partenza, VIA! Cominciamo ad immaginare una Carpino migliore."

L'idea è quella di individuare le proposte possibili. Quindi lavorare sulle linee di finanziamento per renderle praticabili. Infine organizzare un convegno con gli amministratori e la classe dirigente locale per prendere impegni.
Potremmo provare ad aiutarli, in fondo non ci costa nulla e forse il nostro impegno potrebbe tornarci utile.

Bisogna cliccare qui e scrivere i tuoi buoni propositi

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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 20:42 | categoria:carpino
martedì, 24 novembre 2009
In esecuzione della delibera di Giunta n. 812 del 13 maggio 2009 che prevedeva lo stanziamento di € 3.900.00,00 da assegnare ai Comuni per gli interventi in materia di eliminazione delle barriere architettoniche previsti dalla legge. n. 13 del 9 gennaio 1989, articoli 10 e 11, per le annualità 2005-2006-2007, è ora disposta la liquidazione e la ripartizione tra gli stessi Comuni di tale somma con atto dirigenziale.
Si tratta della determinazione della dirigente del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria n. 111 del 15 ottobre 2009 che nell’Allegato “A” riporta, nella colonna “Totale da erogare”, gli importi destinati ai singoli Comuni per la copertura delle domande di contributo ritenute ammissibili per gli anni 2005, 2006 e 2007, presentate per piccoli interventi infrastrutturali nelle abitazioni di residenza di nuclei familiari di cittadini diversamente abili.
Il Comune di Carpino, che aveva fatto una richiesta di 9310,97 €uro, riceve 8930,48.
Determina ed allegato sono pubblicati nel Bollettino ufficiale regionale n. 186 del 20 novembre 2009.
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 14:07 | categoria:carpino, gargano
lunedì, 23 novembre 2009
Ancora una volta bruciati in vari punti del paese i contenitori utilizzati per la raccolta dei rifiuti.
Ancora altre auto rubate a fini di estorsione.

Mentre si cercano i colpevoli sale l'indignazione dei cittadini su Facebook.

Chi sa, andasse dai Carabinieri e presentasse un esposto, chi ha dei legittimi timori, facesse pervenire alle forze dell'ordine quanto sa.
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 11:53 | categoria:carpino, carpinesi
lunedì, 23 novembre 2009
Venerdi e Sabato 20/21.11.2009 si è svolto il Forum regionale del Turismo in Puglia
Di seguito il discorso di Magda Terrevoli, Assessore al Turismo e Industria Alberghiera, in apertura dei lavori di Sabato.
Quindi tutte le relazioni rese pubbliche.


Questa seconda giornata di Forum ha per me un significato importante: serve a mettere in contatto i bisogni e le domande degli operatori che vivono e lavorano nel settore del turismo con il mondo della politica e dell’amministrazione pubblica: questo rapporto, io credo, deve cercare di essere il più possibile aperto e bidirezionale.
Persona, qualità, sostenibilità e formazione, i quattro nuclei tematici attorno cui il Forum del Turismo 2009 è stato pensato, si possono senz’altro annoverare anche tra gli obiettivi di questa amministrazione regionale – e speriamo anche della prossima – : da questi punti di contatto mi auguro possano continuare a svilupparsi sinergie e progetti comuni.
Il primo elemento che vorrei mettere in risalto è proprio la centralità del turismo all’interno di un piano più ampio di sviluppo e innovazione per la nostra regione. Il turismo è stato per anni considerato un’attività quasi residuale di fronte ai ben più rilevanti – così erano considerati - settori primario e secondario. Sempre di più oggi, di fronte alla dura crisi che agricoltura e industria pugliese si trovano ad affrontare, soffrendo la congiuntura internazionale, il turismo emerge come settore in controtendenza e in viva crescita. Non riporterò i dati citati ieri e che ci confortano sui risultati degli ultimi anni: quello che è certo è che sempre più il turismo rappresenta una centralità economica da sostenere e a cui dedicare interesse.

Innanzitutto credo che lo si possa leggere come una delle possibili vite del territorio e nel territorio. Con questo voglio dire che il turismo è economia nel senso migliore del termine, capace di produrre coscienza di sé, individuale e delle collettività. Per fare un esempio pensiamo al valore identitario del fenomeno del tarantismo e allo straordinario successo degli eventi connessi al ballo della pizzica: si è trattato di un brand esportato in tutto il mondo, nato dal tradurre un fenomeno di valore antropologico – e che ha diffuso insieme a una musica, l’identità e la tradizione migliore di un luogo, il Salento.
Turismo dunque come realizzazione dei luoghi e delle persone, perché è realizzazione all’interno del proprio contesto, della propria terra, per la propria terra e soprattutto con la propria terra.
In questo orizzonte di significati ci è apparso naturale proporre e sostenere una collaborazione per i prossimi mesi: sono felice di chiamare sul palco Flavia Pennetta con cui stiamo per avviare un progetto pilota per veicolare il marchio turistico della Puglia durante alcuni tornei ai quali lei parteciperà. Il suo straordinario successo ci parla di una donna giovanissima, pugliese, che con il talento e l’impegno si è affermata in una disciplina sportiva estremamente competitiva: ci è sembrata la candidata ideale per rappresentare il meglio della nostra regione nelle occasioni nazionali e internazionali.
Ma torniamo alla centralità del settore del turismo nella nostra attuale economia regionale: si tratta di un sistema produttivo “leggero” e diversificato, che difficilmente entrerà in crisi tutto insieme, che ha futuro e si rivolge a mercati altrettanto plurali, reggendosi su un sistema di reti. Questi elementi si intrecciano poi con la realizzazione di processi come quelli delle Aree Vaste, dei Sistemi Turistici Locali, dei Polimuseali e dei Sistemi turistici di prodotto, dei POIN PAIN e FAS che stanno intervenendo con modalità diverse sui territori.
Naturalmente se dobbiamo pensare al modo migliore di governare e sviluppare un fenomeno, non possiamo prescindere dal valutarne l’impatto, sia nel senso positivo delle scelte da compiere, che negativo delle criticità da sciogliere.
Partiamo dalle scelte: occorre che l’offerta turistica pugliese tenga conto di tre elementi diversi: innanzi tutto sia in grado di stare nel mercato e di relazionarsi con i competitors diretti, mantenendosi cioè una scelta economicamente sostenibile per l’utente in relazione all’offerta. In secondo luogo bisogna che i viaggiatori siano messi di fronte a motivazioni forti, significative per scegliere la Puglia come meta e in ultimo occorre che si agevoli al massimo il processo decisionale del viaggiatore. Si tratta di rendergli il più semplice possibile reperire informazioni sulla sua meta di viaggio, a partire dai trasporti, dall’accoglienza e ricettività, fino all’offerta culturale e ricreativa secondo i suoi gusti e desideri.

Questi tre elementi su cui è possibile lavorare e che devono naturalmente essere affinati su più livelli devono integrarsi in una cornice più ampia che è quella dell’accoglienza nella terra di Puglia. Come ho già accennato nel discorso di ieri per me accoglienza significa innanzi tutto che le tre necessità appena citate sono utili a valorizzare qualcosa che già c’è e che aspetta solo di essere reso fruibile al meglio. Sviluppare il turismo in Puglia non significa creare alcunché di artificioso o costruito su modelli del divertentismo. Nella sua pluralità di espressioni l’accoglienza è un fatto storico di questa terra, si lega al suo dna, al suo vissuto, fatto di incontri tra genti diverse e tra diverse povertà, nel senso più profondo di semplicità. Non solo: accoglienza è anche integrazione di processi produttivi come somma di esperienze pregresse che mettono in contatto una pluralità di settori: l’artigianato, l’agricoltura, l’architettura, l’enogastronomia.
Ma veniamo all’impatto del sistema-turismo e ad alcune delle tante opportunità che occorre cogliere. Innanzitutto è prioritario cercare di distribuire al meglio i viaggiatori nel tempo e nello spazio: il che significa destagionalizzare da un lato, e dall’altro incentivare progetti che valorizzino nuovi itinerari: penso alla grande crescita nella nostra regione del cicloturismo, al recupero dei percorsi dei treni storici, alla riscoperta della via Francigena del Sud.
D’altra parte la destagionalizzazione, che ha già portato ottimi risultati negli ultimi anni nella nostra regione, richiede un forte coordinamento con altri assessorati: in questo senso è stato importante il lavoro con l’assessorato alle attività culturali per la creazione di un unico cartellone di eventi regionali e l’attrazione dei grandi eventi, ma si può fare molto anche con l’assessorato all’agricoltura – i nostri prodotti infatti hanno una forte valenza nell’indicare la Puglia come meta turistica - . Sempre in questa direzione è andata anche la collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili, che sta realizzando il primo Meeting Internazionale dei giovani che si svolgerà in Puglia nel mese di gennaio e per il quale offriremo ospitalità ai partecipanti.
Destagionalizzare significa inoltre coinvolgere nelle attività della nostra regione viaggiatori che già di per sé non scelgono come periodi di vacanza i mesi estivi, come i turisti provenienti dall’Europa del Nord, target peraltro molto interessante in quanto tradizionalmente dotati di maggiore capacità di spesa e attento a standard qualitativi elevati in termini di servizi e sostenibilità.
 
Veniamo alle criticità: l’impatto del turismo su un territorio può anche avere conseguenze negative. Lo si vede bene in alcune località del turismo estivo in cui il numero dei visitatori fa entrare in crisi la rete idrica, quella dei trasporti, le strutture mediche e di assistenza e così via.
Si tratta di elementi che solo in piccola parte competono all’assessorato di cui mi occupo, ma che hanno il loro peso nel decretare il successo di una vacanza o di un viaggio, e sono fondamentali per tenere alto il livello della qualità dell’offerta.
Un altro nodo interessante da affrontare è quello dell’efficienza versus standardizzazione. Il fatto di essere qui a parlarne segnala già di per sé che un risultato nel senso dell’ottimizzazione dei servizi e della ricettività è stato raggiunto. Quello che bisogna evitare è di offrire un prodotto standardizzato, un prodotto che si possa trovare ovunque.
La Puglia è e deve restare il più possibile una meta autentica, dove l’autenticità si legge nei menù, nelle musiche, negli arredi, non rappresentando affatto una chiusura ma la migliore coscienza della propria ricchezza.
Grazie a tutti.

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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 11:52 | categoria:gargano
lunedì, 23 novembre 2009
Dal 5 all’8 Dicembre e il 6 di ogni mese da gennaio ad aprile 2010, 18 città saranno coinvolte da "Puglia Show Time, una poltrona per cinque", la grande festa del Teatro promossa dall'Assessorato al Turismo della Regione Puglia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.
La Puglia ospiterà la nuova drammaturgia teatrale regionale e giornate tematiche, dall'arte circense al teatro di parola, a quello fisico o per l'infanzia, la musica, la danza, le orchestre. Gli spettacoli saranno tutti ad ingresso libero.    
Tra le compagnie, le formazioni, gli attori in scena  a dicembre:  i Clown-ludobus di Opopò, il Granteatrino, Maccabbèteatro, Anonima Gr, il Cerchio di Gesso, Burambò, Bottega degli Apocrifi, Crest, Kismet, Koreja, Fibre Parallele, Mario Perrotta, Nunzia Antonino, Ippolito Chiarello, Diaghilev, La Luna nel Letto, La luna nel pozzo, Armamaxa, Teatro Scalo, Principio Attivo, Teatro Minimo, Compagnie delle formiche, Don Pasta, Giusi Frallonardo, La differance, Nicholas Joos, Gruppo Abeliano. 
Un elenco lungo di 59 formazioni teatrali, più di 100 spettacoli.
Programma Dicembre
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 11:51 | categoria:gargano
lunedì, 23 novembre 2009

 Peschici lancia la “Prima Edizione del Concorso di Arte Presepiale” organizzato dall'Associazione Culturale “Punto di Stella” (con la collaborazione della sig.ra Laura Maggiano) e ospitato nella Galleria “don Achille” (Via Castello - Centro Storico).

La partecipazione è aperta a tutti coloro (bambini, scuole, privati, dilettanti, scultori, artigiani, gruppi, associazioni, famiglie, ecc.) che intendono presentare al concorso presepi di ogni tipo (dimensione massima richiesta: cm 50 x 100), secondo estro e gusto proprio con materiali e tecniche a scelta dell'artista.

Le iscrizioni sono gratuite, ma obbligatorie, e aperte fino al 15 dicembre 2009. Le opere dovranno essere consegnate alla Galleria “don Achille” entro le ore 12 del 18 dicembre 2009, dove resteranno esposte al pubblico per l’intero periodo natalizio (e oltre).

Una seconda tranche del Concorso sarà dedicata a poesie, racconti, disegni e quadri sul tema del Natale.

I visitatori della mostra decreteranno, con apposita votazione, il presepe più bello.

Per ulteriori informazioni: info@puntodistella.it - artdad2009@gmail.com - tel. 0884-96.44.18 - cell. 349.51.36.057

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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 08:59 | categoria:gargano
lunedì, 23 novembre 2009
Non si faceva altro che parlare, a ragion veduta, di sprechi e di privilegi della politica.
La discussione era stata innescata dalla pubblicazione del libro di Gian Antonio Stella e di Sergio Rizzo, "La Casta", che sul retro della copertina era così presentato:
"Che futuro ha un paese dove la fame di poltrone ha spinto a inventare le comunità montane a livello del mare? Dove il Quirinale spende il quadruplo di Buckingham Palace?
Dove una "lasagnetta al ragù bianco e scamorza" dello chef del Senato costa la metà di una pastasciutta alla mensa degli spazzini? Dove ci sono partiti nati dalla mutazione genetica di una bottega di cuoio o ombrelli?
Dove conviene fiscalmente regalare soldi a una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi?
Che futuro ha un paese così?"
Un confronto che ha alimentato, non a torto, il sentimento di antipolitica di vasti settori della società italiana e che ha costretto tutti i partiti, nelle successive campagne elettorali, a promettere di correre ai ripari rispetto ad una politica che non aveva, e non ha, come obiettivo il bene comune e la sana amministrazione e che ripropone ad ogni atto la grande e irrisolta “Questione morale”. Promesse, possiamo di nuovo dirlo e ripeterlo ad alta voce, da “marinaio”.
Pertanto, non ci siamo sentiti affatto amareggiati, quando le vicende politiche della nostra regione hanno prodotto la soppressione di tutte le comunità montane in Puglia.

Le comunità montane del mare e delle colline non erano forse diventate l’emblema di una politica sempre più ingorda e desiderosa di dispensare posti di sottogoverno, sottraendo risorse alla vera montagna?
Non avevamo detto che i nostri comuni garganici potevano essere gestiti tranquillamente, e forse meglio, dagli altri enti: comuni, provincia, Parco, Regione?
Non fece bene l'assessore regionale alla gestione delle risorse, Guglielmo Minervini, a ritirare il disegno di legge di riordino, facendo decadere le comunità montane e, in tal modo, combattendo gli sprechi e i privilegi di una classe politica che costituisce sempre più un'oligarchia insaziabile e auto-referente?
Per una volta che la politica aveva selezionato le parole giuste a generare fatti concreti chiudendo il cerchio tra parole e fatti, ci è toccato subire a malincuore la decisione della Corte Costituzionale di riaprire anche la comunità montana del Gargano.
Questa sì che è una decisione che ci ha amareggiati!
Una decisione che ci riporta indietro ad un passato senza arte né parte, inglorioso e non limpido.
Un’amarezza che cresce di giorno in giorno, rispetto alla totale indifferenza dell’Ente riguardo alla richiesta di commissariamento alla regione Puglia, presentata dal Prefetto di Foggia a causa della totale incapacità e volontà di applicare la nuova legge regionale.
Ancora una volta, il buon giorno non si è visto dal mattino! Solo gli ingenui possono sperare di vederlo al calar delle tenebre.

Vieste, 21 novembre 2009
Articolo di Michele Eugenio Di Carlo
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pubblicato dal nostro inviato: Crono88 alle ore 01:06 | categoria:gargano
lunedì, 23 novembre 2009
Superstrada del Gargano (Ssv; ndr): interrogativi a non finire. Le prospettive di vedere completata questa importante opera pubblica non sono per niente incoraggianti. Sia per il tratto Nord, da Vico a Vieste, sia per quello Sud, Mattinatella-Vieste, siamo davvero all’anno zero. Potrebbe sembrare strano, ma i fatti stanno proprio così. Dopo tanti anni, sembra non esista un futuro in particolare per ciò che riguarda il segmento Vico-Vieste, che invece sembrava dovesse realizzarsi in poco tempo.
Infatti, dopo la bocciatura di un primo progetto redatto dall’Anas, che tra l’altro prevedeva la realizzazione di un grosso viadotto in “zona 1” del Parco, si cercò una soluzione alternativa che potesse evitare impatti ambientali e contenere contestualmente i costi di costruzione. Le amministrazioni comunali di Vieste, Peschici e Vico, assieme a Parco e Provincia, firmarono in merito un protocollo d’intesa col quale si dava mandato a uno studio associato marchigiano, diretto dall’ingegner Santagata, docente universitario, di redigere un progetto che potesse contemperare le esigenze manifestate da più parti.
Il progetto, realizzato con grande capacità, fu ritenuto molto valido perché più che rispettoso dell’ambiente. In sostanza, si evitavano grossi interventi, mentre si favoriva l’attuale percorso della statale adeguandolo alle esigenze per una viabilità più moderna e veloce. Tutto sembrava pronto perché si partisse con l’avallo dell’Anas, che avrebbe poi dovuto farsi carico dell’opera, ma di quell’idea oggi non rimane che un labile ricordo.
Come pure tale è rimasto il tentativo dell’ex presidente della Provincia, Carmine Stallone che, nel riprendere il discorso nel tentativo di raggiungere positivi risultati a favore del Gargano, si fece promotore di una ulteriore iniziativa nei confronti dell’Anas chiedendo la riattivazione delle procedure per il completamento del tratto nord Vico-Vieste.
Stallone chiedeva di conoscere le iniziative dell’Anas riguardo alla futura programmazione concernente il prolungamento della Ssv garganica e in particolare del tratto Vico-masseria Mandrione, in agro di Vieste. Una richiesta, anche quella, rimasta lettera morta come tante altre. Ora pare che la Provincia voglia ritornare alla carica con la riformulazione di un progetto di completamento della strada da inserire in uno dei programmi di area vasta che tanto vanno di moda negli ultimi tempi e per i quali le cifre si sprecano.
Si parla di percorsi alternativi a quelli finora pensati che potrebbero trovare il giusto finanziamento. Non si tratterebbe dei soliti tentativi per tenere buone le popolazioni, in particolare di Vieste e Peschici, uniche due cittadine tagliate fuori dal collegamento a scorrimento veloce, nonostante la loro indiscussa importanza dal punto di vista economico nel contesto provinciale, e non solo.
E’ del tutto evidente che la gente è ormai stufa di sentir parlare dei problemi infrastrutturali del Meridione, del Gargano e delle enormi potenzialità turistiche del nostro territorio, se poi alle parole non vede seguire i fatti. E’ più che giusto e indifferibile rappresentare a tutte le istituzioni governative, regionali e nazionali, l’importanza del completamento di una strada attesa ormai da troppi anni.

Gianni Sollitto

 OndaRadio


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pubblicato dal nostro inviato: Crono88 alle ore 01:05 | categoria:gargano
sabato, 21 novembre 2009
Anche a Carpino la manifestazione di raccolta dei fondi per il telefono azzurro si terra il 21-22 novembre in Piazza del Popolo
Ecco gli orari dell'appuntamento:
sabato 21  mattina dalle ore 9:00 alle ore 12:30,  pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 20.00
domenica 22 mattina dalle ore 9:00 alle ore 12:30, pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 20:00

partecipano:
Comune di Carpino
A.G.A.P.E. di Carpino
Associazione Corpo Musicale Carpinese
Associazione Culturale il Castello
Associazione Don Bosco
Pro-Loco di Carpino

Il Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia quest'anno compie 10 anni.
10 anni di rigorose analisi sul complesso e delicato mondo di infanzia e adolescenza, 10 anni di ascolto su ciò che bambini e ragazzi pensano della vita e del mondo che sta loro intorno. Un documento ricco di dati e valutazioni che servono non solo a stimolare la riflessione sulla condizione dei bambini e degli adolescenti in Italia, ma anche a promuovere una sempre maggiore diffusione della cultura dei loro diritti. Il Rapporto si pone come un valido strumento di conoscenza delle principali trasformazioni, delle linee di tendenza, delle potenzialità e dei rischi che caratterizzano l'età evolutiva nel nostro Paese.
Le 40 schede che compongono il Rapporto approfondiscono macro-tematiche che vanno dall'abuso e disagio alla salute, dall'utilizzo dei nuovi media ai principali cambiamenti intervenuti a modificare taluni comportamenti delle agenzie di senso e di orientamento come la famiglia e la scuola, ma anche i luoghi della cultura e della fruizione del tempo libero. Le due grandi indagini svolte all'interno del mondo scolastico hanno interessato circa 2.500 bambini e ragazzi in 33 scuole di ogni ordine e grado.
L'identikit del bambino è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini con un'età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe della scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado. L'Identikit dell'adolescente, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di II grado. I questionari analizzati sono stati 1.090 per quanto riguarda l'infanzia e 1.373 per l'adolescenza.
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 00:13 | categoria:carpino
venerdì, 20 novembre 2009

Per un migliore ascolto bloccate l'audio della radio qui a sinistra.

Programma di Sabato 21 novembre 2009

9.00 Presenta
Antonio Stornaiolo
Le nuove linee per lo sviluppo turistico della Puglia
Introduce
Magda Terrevoli Assessore al Turismo e Industria alberghiera Regione Puglia

9.30 – Il Confronto con la Politica
Testimonianze videoregistrate di rappresentanti istituzionali
Commentano gli Assessori regionali
Fabiano Amati Opere Pubbliche
Angela Barbanente Assetto del territorio
Loredana Capone Sviluppo economico
Elena Gentile Solidarietà
Onofrio Introna Ecologia
Mario Loizzo Trasporti e vie di comunicazione
Michele Losappio Lavoro, cooperazione e formazione professionale
Guglielmo Minervini Trasparenza e cittadinanza attiva
Michele Pelillo Bilancio e Programmazione
Dario Stefano Risorse agroalimentari
Gianfranco Viesti Sud e diritto allo studio
Modera
Vincenzo Del Giudice Giornalista Il Sole 24 ore

12.00 Intervento di Michela Vittoria Brambilla Ministro del Turismo

12.30 Conclusione dei lavori
Nichi Vendola Presidente Regione Puglia
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 12:50 | categoria:
venerdì, 20 novembre 2009
Piccininno a Sanremo
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 12:45 | categoria:carpino, gargano
venerdì, 20 novembre 2009

L'artista torna in scena con l'ultima parte del suo "Solo Show"

Capossela incontra Nonno Gelo
in scena i "miti" del Natale

di PIETRO D'OTTAVIO

Capossela incontra Nonno Gelo in scena i "miti" del Natale SPETTRI, licantropi, spiriti solitari. E ancora: un San Nicola che riprende le origini dell'Asia Minore. Più Babbo Gelo, la figura della tradizione invernale della Russia. Sono le nuove "attrazioni" del Solo Show di Vinicio Capossela, il più eclettico dei cantautori italiani che torna in scena con l'ultima parte del suo spettacolo, immortalato anche in un dvd appena uscito. Sei tappe a partire da martedì 24 al teatro Sistina di Roma, passando per Milano (il 3 dicembre), La Spezia (il 5), Verona (il 7), Firenze (il 13) e Padova (il 15).

"Avevamo interrotto il tour proprio al Sistina. E da lì riprendiamo per 'un ultimo giro di manovella', prima di smontare l'allestimento. Oltre alle nuove figure restano il mago, il maiale a due teste, l'insegna luminosa..." racconta Capossela reduce dalla "data zero" di Bagnocavallo. "Anche la scaletta delle canzoni è completamente scompaginata rispetto alla prima parte del tour, i brani di Da solo come Il Gigante e il Mago non sono più all'inizio dello spettacolo".

Come nasce l'idea di coinvolgere le figure dei "miti" natalizi?
"Essendo pensato come un "side show", uno spettacolo collaterale come quelli che vanno in scena nei tendoni secondari dei grandi circhi americani, perché non ospitare le creature dell'inverno che sta per arrivare? È giusto che anche loro si affaccino intorno al bidone del fuoco. D'inverno bisogna scaldarsi, i fortunati hanno la casa, gli altri si devono accontentare di un bivacco con il fuoco. E quando i lapilli non vanno nel camino, ma direttamente nel cielo, si 'materializzano' gli spiriti. Anche grazie al suono dei tanti strumenti 'immateriali' che usiamo sul palco, dal teremin al 'cristallarmonium'".

Chi sono i nuovi protagonisti?
"Ad esempio la 'human pignatta' diventa 'Christmas pignatta': quando viene percossa regala strenne, nate come balzello per decisione degli imperatori. E inizialmente la Chiesa aveva abolito questa tradizione bollandola come rito pagano. Poi ci sono diverse figure delle tradizioni natalizie dell'Est, da San Nicola, arrivato a Bari dall'Asia Minore, fino al Nonno Gelo russo".

Cioè?
"Nonno Gelo, nella tradizione russa, ingaggia la sua battaglia con il lupo grigio, che gli fa i buchi nel sacco. Ma è una figura che regala il ghiaccio più che i doni, per far rinnovare il letargo, il miracolo dell'inverno, la catarsi del nuovo anno. In scena facciamo arrivare Nonno Gelo a bordo di una casa con le zampe di gallina, con la sua conterranea Babayaga. Una figura che protegge e appartiene all'immaginario polare, una sorta di strega, ma di cui ci si può fidare più delle sirene che invece ti ingannano. Questo mondo fiabistico russo da cui prendiamo spunto, diventerà anche una favola, Il Gigante e il Mago, che andrà in onda a dicembre alla radio".

Riguardo la Russia c'è anche l'omaggio al poeta cantautore Vitsosky.
"Nel concerto canto in russo Gimnastika mentre mi costruiscono una gabbia intorno, come dire che mentre si pensa al benessere fisico ci si può distrarre sul resto. Avevo omaggiato questo artista già nel '94 al club Tenco, con la traduzione di Il pugile sentimentale. È uno di quegli artisti straordinari di cui non hai bisogno di capire quello che dice, o che ci sia orchestra particolare ad accompagnarlo. Basta sentirlo come un bardo che declama, appena percuotendo la chitarra. Quando, più volte, sono stato in Russia, ho sentito spessissimo le sue canzoni dalle radio nei taxi e in molti altri posti. Mi è venuta la tentazione di dipanare la matassa di quella lingua sconosciuta. Due anni fa, ad Atene, avevo già cantato Gimnastika con musicisti di rebetico con un tempo in 9/8: è stata la piroetta più alta che mi è riuscita di fare, cantando in russo in un tempo dispari e facendo esercizi ginnici, pur non essendo un funambolo... Grazie a quell'esperienza in Grecia è nato anche Rebetico's Gimnastas, un nuovo disco con inediti che uscirà a maggio".

Ci sarà anche quest'anno il concerto di Natale?
Certo, si legherà alla fine di questo tour. Andrò in scena al Fuori Orario di Taneto di Gattatico, il 25 e il 26, per il decimo anno. Sono sagittario, è un appuntamento che sento particolarmente. E forse l'anno prossimo registrerò il disco delle feste".
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 12:40 | categoria:
giovedì, 19 novembre 2009

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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 20:20 | categoria:gargano
giovedì, 19 novembre 2009

Dal 26 al 28 novembre riparte la rassegna internazionale del turismo religioso Aurea nel quartire fieristico di Foggia. Anche quest'anno saranno presentati prodotti e servizi per il turismo religioso, delle aree protette, dei beni culturali e del marketing territoriale.
Sotto l’egida della Cei - Ufficio Pastorale del Turismo e del Tempo libero e del Pontificio Consiglio della Cultura, avvalendosi della collaborazione con lo SPI (Segretariato Pellegrinaggi Italiani), la Borsa è inserita nel calendario delle fiere specializzate dell’ Enit - l’Agenzia nazionale per il Turismo.
Su un’area espositiva di 5.000 mq i tour operator e le agenzie di viaggi, le organizzazioni di pellegrinaggi, le strutture di accoglienza, gli enti di promozione turistica, i luoghi di culto e i percorsi di fede, avranno la possibilità di presentare la propria offerta turistico-culturale e di partecipare a momenti di approfondimento su temi di particolare attualità legati al mondo del turismo religioso. Intenso il programma previsto nelle tre giornate, scandite, oltre che da convegni, seminari e focus, dall’organizzazione di due workshop rivolti alla domanda nazionale ed internazione.

Significativa la presenza dei principali tour operator italiani come Unitalsi, Brevivet, Opera Napoletana Pellegrinaggi, Eteria Viaggi, Kharisma Re, Seppi Tours, APM Group, Bisanum Viaggi così come la presenza estera rappresentata da due importanti tour operator polacchi Ivotrans e Copernicus Viaggi - dal Tour Operator tedesco Riccioli Travel e dagli Enti per la promozione del Turismo di Israele, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, nonchè della Prefettura di Kavala (Macedonia).
Saranno inoltre presenti le Regioni Piemonte, Molise, Calabria, Campania, Marche e Puglia, oltre a diverse realtà territoriali del Lazio e dell’Umbria

Sito web: www.aurea.spazioeventi.org
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 10:48 | categoria:gargano
mercoledì, 18 novembre 2009
Il presente lavoro, prendendo le mosse da indicazioni contenute nel Piano Strategico di area Vasta dell’alto Tavoliere e del Gargano, nella provincia di Foggia, relative ad una pista ciclabile, verifica la possibilità di rendere lo stesso percorso verde o greenway al fine di esaltare le funzioni di salvaguardia ambientale e di promozione-valorizzazione delle risorse endogene.  Infine si sono descritte modalità di intervento e materiali per la realizzazione dei diversi tratti in cui si suddivide l’intero tracciato della greenway


Continua qui....
 
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pubblicato dal nostro inviato: Crono88 alle ore 02:33 | categoria:gargano, cagnano varano
martedì, 17 novembre 2009
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pubblicato dal nostro inviato: Crono88 alle ore 14:46 | categoria:gargano, cagnano varano
martedì, 17 novembre 2009
Aveva 101 anni. Nato il 15 febbraio 1908
Era stato al Carpino Folk Festival nel 2007 con Salvatore Russo e i suoi amici Pio Gravina e Nunzio Mangiacotti.


Francesco Crisetti,  che non sapeva né leggere e né scrivere, ha avuto dalla moglie Carmela De Mita (classe 1915)  ben 19 figli, dei quali 6 ancora in vita, e 40 nipoti e pronipoti.

Nella sua lunga esistenza Francesco ha svolto vari mestieri legati al mondo della pastorizia e dell'agricoltura. Morto il papà quando aveva appena 4 anni, fu inviato dalla madre a fare il "pastorino" alla masseria Paglicci, in territorio di Rignano. Passò l'infanzia e l'adolescenza senza mai andare a scuola, in un periodo dove i bambini venivano impiegati nel lavoro per sostenere i bisogni economici familiari.

Grazie ad uno zio e al patrigno Nicola, Francesco imparò l'arte del canto; così, divenne animatore di tante serenate in una San Giovanni Rotondo che contava negli anni Trenta circa 9000 abitanti.

La serenata sangiovannese si apriva sempre con un sonetto iniziale:

"Bellà mo' më në venghë chianë chianë / dretà la porta tójë m'avvëcinë / tróvë la porta apertë e më në traskë / tróvë la siggiulèlla e më rëposë / cë në vânë la padrona dë 'sta casa / giuvënottë che va' fa' 'nturnà 'sti rosë / jé so' vënutë pë' darëtë onôrë / se tu më dà' figghjëtë te chiamë mamma / se no të chiamë 'cifërë dëll'Infernë".

In questo modo l'uomo chiedeva in sposa la ragazza amata alla suocera. Se questa acconsentiva il matrimonio era cosa fatta e lo sposo poteva chiamare "mamma" la suocera; in caso contrario,  apostrofava la donna con l'appellativo di "Lucifero dell'Inferno". I canti per l'innamorata potevano cambiare di caso in caso, a seconda di chi ci si ritrovava di fronte. Anche alla sua amata Carmela Francesco aveva in mente di dedicare una lunga serenata, ma non la inscenò mai, per paura della reazione dei suoi genitori; infatti, i genitori di Carmela erano contrari al "parentato", perché benestanti e non volevano assolutamente che la loro figliuola sposasse un pastore analfabeta. Alla fine, però, Francesco riuscì a sposare Carmela a 23 anni.

Da allora visse nella località "Valle dell'Inferno", a pochi chilometri dal paese. Qui, nei lunghi anni che lo videro a "padrone" o come libero pastore, riuscì a metter su una piccola fortuna, formata da 520 pecore, 50 capre e 40 vaccini (mucche da carne e da latte). In un giorno, a piena attività, riusciva a produrre fino a 12 kg di ricotta, 20 kg di formaggio e tantissime mozzarelle e caciocavalli.

Per questioni legate al furto di alcuni capi di bestiame fu anche imprigionato e passò otto lunghi mesi tra le sbarre. Lui si è sempre dichiarato innocente. Si trattava, a suo dire, di una vendetta ordita ai suoi danni da un suo ex-dipendente. Accadde tutto durante il fascismo. Per fortuna, però, anche questa volta gli andò bene. Infatti, la moglie, che sapeva leggere e scrivere, sentito il parere del podestà sangiovannese (in realtà trattò con la consorte del capo fascista), inviò una missiva direttamente a Benito Mussolini, chiedendo la grazia per suo marito. Il Duce, stando alla versione di Crisetti, firmò l'atto di scarcerazione dopo alcuni giorni e lui fu subito libero di ritornare a casa ad accudire i figli e l'amata Carmela.

Per l'accaduto pensò di confessarsi da Padre Pio. La prima volta il futuro Santo del Gargano rifiutò di accoglierlo, perché stanco o perché occupato con altri fedeli. La seconda volta, invece, lo fece accomodare al confessionale accogliendolo con tanta allegria, come fossero amici fraterni. San Pio gli disse di non lamentarsi per aver passato quei mesi in galera da innocente, perché anche Cristo fu crocifisso senza peccato. Soddisfatto se ne ritornò a casa.

Tornando alle serenate, la scena canora, accompagnata il più delle volte dalla sola chitarra battente o anche da tamburello, armonica e "bughëdëbù" (tamburo a frizione: un strumento tipico della tradizione popolare pugliese e meridionale, fatto con un recipiente in creta o in metallo e una pelle ben tesa e dotata di un foro centrale, attraverso cui veniva issata un'asticella, la stessa che, fatta vibrare con un movimento sussultorio, produceva un tipico suono cupo dalle basse tonalità), veniva chiusa con un canto di "bona sera":

"Iammëcë a rëtërà iè fattë notta / li bellë ci stannì aspëttannë / allà fënästra cicata dë sônnë / tu donnë che sta' fa perdë sônnë / jì quannë vaj'a casa e jabb' a mamma / ritornë alli tuo fianch'a farëmë nu sônnë / më vurria fa nu sônnë alli toi fianchë / se ji më putèssë rëpusà / la vucëlla indë la macchia / volë e zompë 'm pèttë a te / vajë a casa e lu dichë a mamma / quannë më 'nzorë më pigghj'a té / bonasera  padronë dë ca'/ cë vulimë a ié rëtërà / lu bonasera e ijé lu lascië a tuttë / lu padronë dëlla casë chiù dë tuttë".

Con questa "strapuletta conclusiva" l'uomo augurava ogni bene alla cara amata e al padrone di casa, sempre nella speranza che quest'ultimo decidesse di dargliela in sposa.

"Per chiedere in sposa mia moglie - ci spiegava Francesco - le ho regalato una 'palma penda' (un rametto d'ulivo lavorato e intrecciato a mo' di cuore) e un anello d'oro. Il papà non l'ha gradito, così me l'ha rispedito indietro. Prima di me l'ha chiesta in sposa un altro pretendente, ma questa volta è stata Carmela a rifiutarlo, perché il suo cuore mi era già stato promesso. Infatti, dopo alcuni giorni, diede un ultimatum alla madre e al padre. Chiese loro di sposarmi o di avere il permesso di farsi suora. Fu così che i suoi decisero di concedermela.".

Non sempre le serenate avevano uno sfondo amoroso. Alcune "strapulette di sdegno" (i sonetti di scontro) venivano inscenate in disprezzo di qualcuno. Spesso le si metteva in scena semplicemente per scherzare o per sbeffeggiare il "cornuto" di turno, tradito dalla moglie e incapace di reagire.

E le tarantelle?
"Di tarantelle ne ho ballate tante - ricorda Francesco - da giovane salivo a piedi la montagna per venire qui a San Giovanni a casa di qualche amico; lo facevo per passare qualche momento in spensieratezza, soprattutto dopo ore e ore, giorni e giorni, passati a spaccarmi la schiena tra campi, formaggi e animali. Venivo in paese ogni quindici giorni. Ne approfittavo anche per rifornire la mia famiglia di viveri e vettovaglie necessari al sostentamento quotidiano".

Francesco ama stare tra ragazzi per insegnare la sua cultura: crea vere e proprie opere d'arte in legno. La sua abitazione è degna di un museo: qua e là per la casa si trovano cornici, piccoli altarini, edicole per santi, pesci, cavalli, collane, bastoni  fatti a mano. Ma l'oggetto più sorprendente è senza dubbio il cosiddetto "segna pane", una sorta di timbro utilizzato per distinguere le pagnotte. Finemente intarsiato, è certamente il suo più bel capolavoro: rappresenta un uccello che sormonta una gabbia, realizzato a punta di coltello.

"Prima quando si trombava il pane in casa e lo si cuoceva nei forni comuni - conclude il nostro interlocutore - per distinguere le pagnotte, ogni famiglia aveva il suo segno di riconoscimento. Il nostro era questo, semplice ma, senza ombra di dubbio, unico nel suo genere"

San Giuvànne, lu pajèse mia...
Spunti tratti da "garganopress.net"
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 09:00 | categoria:gargano
martedì, 17 novembre 2009
Scritto da Gianfranco Pazienza  
Il Diario Montanaro

Mentre il Paese, anche quello che ha votato per l'attuale Governo, è paralizzato dai problemi giudiziari e patrimoniali del nostro premier, sul Gargano si avviano le "riforme" sulla giustizia.

Nel 2004 le inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)di Bari, portavano in carcere la "Mafia Garganica" e pure qualche uomo dell'arma. Si parlava finalmente di una stagione nuova, capace di liberare il nostro territorio, anche di quegli intrecci tra affari e politica: malaffare e politica. Dopo quattro anni, celebrati i processi per i capi di imputazione minori, come il porto abusivo di armi, e scaduti i termini della carcerazione cautelare per i reati di mafia, per cui non possono essere celebrati i processi per quei reati, gli arrestati tornano in libertà.

Franco Romito (42 anni), non più amico della famiglia Libergolis, viene ucciso quasi subito, in un agguato eseguito nei pressi di Manfredonia. Era di martedì, il 21 aprile 2009. Anche Ciccillo Libergolis (67 anni) - il capo famiglia -viene sparato e ucciso di martedì, lo scorso 27 ottobre 2009.

Se si fossero celebrati quei processi, anche se lunghi, ma giusti, forse Romito e Libergolis sarebbero vivi; le loro famiglie non starebbero ora recuperando i corpi dei loro congiunti, crivellati dai proiettili. Forse (dico forse) la faida garganica avrebbe esaurito la linfa di odio, e forse, si sarebbe potuta arrestare. Così com'era nelle intenzioni della DDA. La celebrazione di quei processi avrebbe consentito di spiegare e far comprendere molte cose della degenerazione vissuta sul Gargano in quegli anni. Tra il 1998 e il 2004 il giro di miliardi immessi nel tessuto economico e sociale era ingente e appetibile al malaffare: non meno di duemila miliardi per il Contratto d'area di Manfredonia e li si sposta la faida e la mafia garganica; una settantina di miliardi per il Grande Giubileo del duemila e a san Giovanni Rotondo arriva la mafia dei parcheggi e dei santini e arrivano i primi morti ammazzati; qualche decina di miliardi per il Parco Nazionale del Gargano (e arriva Sgaramella).

Quella retata di arresti del 2004, aveva messo in difficoltà lo stesso Tribunale di Foggia, non certo dotato di un organico sufficiente per tutte quelle inchieste. Inoltre due sostituti procuratori della repubblica in servizio presso quel tribunale, risultavano coinvolti nell'inchiesta, giudicati vicini alle famiglie mafiose.

Sempre quell'estate, poche settimane prima degli arresti, il 15 luglio 2004, veniva coinvolto in un tragico e rocambolesco incidente tra cavalli e l'auto del Giudice Alessandro Galli, Presidente del Tribunale di Foggia.

Dunque, non si sono celebrati quei processi, ma si sono eseguite le sentenze.

Lo stile dei delitti mafiosi,inoltre, ha fatto scuola, coinvolgendo tragicamente anche molti ragazzi e ragazze, giovanissimi: aveva 15 anni Giusy Potenza, massacrata con un masso il 12 novembre 2004 (sospetto giro di prostituzione e droga) sulle scogliere dell'ex Enichem a Manfredonia; aveva 18 anni Giorgio Potenza, studente impegnato nel movimento contro tutte le mafie, dilaniato da un micidiale quanto perfetto pacco bomba (movente "ufficiale" un gesto di gelosia che era diretto al padre) arrivato a casa via posta ordinaria il 20 marzo 2006; ha 17 anni Alessandro Ciavarella di Monte Sant'Angelo, quando scompare la a sera dell'11 gennaio 2009 dopo essersi incontrato con i suoi amici (cattive compagnie?), e non rientra più a casa.

Oggi le associazioni dei giovani del gargano contro le mafie, l'associazione Libera e festAmbiente Sud (legambiente), Carpino Folk Festival, a San Nicandro, Manfredonia, Monte Sant'Angelo, ricevono dal Governo un'altra mazzata: con la finanziaria vengono venduti i beni confiscati alla mafia. Oltre al danno la beffa. Magari quei beni ora possono essere riacquistati con i soldi che anonimi rientreranno, "ripuliti", attraverso lo scudo fiscale. Comunque questi giovani sono migliori di quei politici e di quei sindaci che per rassicurarci di queste morti ammazzate, dicono che sono "normali", avvengono altrove. Ad ogni modo, se si fossero celebrati quei processi ne sapremmo di più, e potremmo dire a questi ragazzi del Gargano che il nostro stupendo e fragile promontorio non può morire di mafia, di speculazione edilizia, di incendi e aggressione alle coste. Ma c'è una nuova generazione, generosa e accogliente, che spera (e non spara) in un rinato Promontorio. Se solo quei processi, non brevi, avessero potuto aiutarci a svelare le verità.
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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 08:10 | categoria:gargano
lunedì, 16 novembre 2009

Mettetevi comodi prima di iniziare a leggere questa intervista. E fatelo per due ragioni: la prima, preliminare, perché l’intervista è lunga. La seconda perché, proprio per il dettaglio delle risposte, vi racconterà un pezzo di storia che sui giornali leggete di rado. Dovete andare a cercarvela, questa informazione, tra le rare incursioni sui quotidiani nazionali o nelle colonne della stampa quasi di nicchia.

Eppure Gianni Lannes, il giornalista che parla nelle righe che seguono, a qualcuno dà fastidio. Dà fastidio al punto che nei giorni scorsi ha subìto una nuova – e non di scarso rilievo – intimidazione. Come scrisse il giornalista Andrea Purgatori nella sceneggiatura del film Il muro di gomma, il racconto della sua indagine sull’abbattimento del DC9 dell’Itavia sui cieli di Ustica, «la notizia è finita a pagina 16, ma qualcuno l’ha letta». Non occorre conquistarsi le aperture delle prime pagine per dimostrare la propria professionalità. E non occorre conquistarsele nemmeno per vedersi minacciati di morte.

Insomma, prendetevi il tempo che vi serve per leggere quanto vi viene raccontato. Fatelo “a puntate”, nel caso non possiate farlo in un fiato, ma arrivate fino in fondo. Perché ci sono aspetti della vostra vita che non vi vengono raccontati. Eppure qualcuno paga per tutti scontando la “colpa” di ricostruirli, quei fatti. Paga anche per voi.

Un’auto incendiata a luglio, promesse di morte arrivata via mail e nei giorni scorsi l’esplosione della seconda vettura. Ma cosa stai scrivendo che dà così tanto fastidio?

Non ho bisogno e non mi interessa fare pubblicità, ma ho appena pubblicato un libro intitolato Nato: colpito e affondato relativo a una quasi sconosciuta Ustica bis – anche se ne avevo anticipato in sintesi i contenuti esplosivi il 4 novembre 2008 sul quotidiano La Stampa – relativa ai trattati segreti fra il nostro Paese e gli Usa, ma soprattutto l’Alleanza atlantica. Il 2 luglio mi sarei dovuto recare a Napoli per intervistare il professor Giulio Russo Krauss, docente all’Accademia navale di Livorno, all’università Federico II, nonché consulente giudiziario. Ma qualcuno ha pensato bene di disintegrare l’autovettura di mia moglie sotto la mia abitazione sconosciuta ai più...

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pubblicato dal nostro inviato: Crono88 alle ore 16:20 | categoria:gargano, associazionismo attivo
lunedì, 16 novembre 2009
Promossa dall'Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia la terza edizione del Forum  regionale del turismo in programma il 20 e 21 novembre a Bari.

"È - afferma l'assessore Terrevoli - la continuazione di un percorso di successo che, attraverso sessioni di lavoro ed incontri sul territorio, ha promosso un circuito virtuoso di ascolto e confronto con la partecipazione attiva di soggetti pubblici, Enti territoriali, operatori turistici, associazioni, imprese nazionali del settore e cittadini attraverso il quale valutare, individuare e raggiungere risultati certi a vantaggio di un settore trainante dell’economia locale.
Una partecipazione ampia e diversificata all’iniziativa consentirà di contribuire con idee, competenze, proposte ed esperienze, all’obiettivo finale: un turismo pugliese sempre più competitivo e di qualità".

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pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 09:44 | categoria:gargano