venerdì, 17 marzo 2006
Il grande patriarca dei Cantori di Carpino, la voce del Gargano, un grande della musica popolare oggi ci lascia.
Un uomo assolutamente fuori dal comune. Cantautore famoso di Carpino, ha partecipato a tutte le raccolte effettuate sul Gargano e con la dolcezza della sua chitarra battente e la forza poetica delle sue parole ci ha tramandato i segreti della nostra terra, dall'amore per le donne alla fatica del campi. Un uomo che sfugge a ogni regola e a ogni legge, arguto e imprevedibile, geniale e sregolato come un vero artista e incantatore come ogni uomo destinato al successo.
A breve distanza dalla scomparsa di Matteo Salvatore, viene a mancare un'altro grande della terra delle memoria del Gargano.
L'ultimo discendente di una tradizione popolare, fatta di suoni, di sogni e di fatiche spesso indescrivibili.
Andrea Sacco è nato 95 anni fa a Carpino (FG), dove ha vissuto la sua vita, con l’eccezione della lunga parentesi della II guerra mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare. Decine sono le versioni della sua montanara più famosa, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, conosciuta impropriamente come Tarantella del Gargano.È stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese.
Ciao zio andrea, come tu ci hai insegnato "chi suona e canta non muore mai".
L'Associazione Culturale Carpino Folk Festival nel salutarti è convinta che tu, la tua musica e le tue parole non morirete mai.

Si sono svolti i funerali di Andrea Sacco il più grande cantatore e sunatore di Carpino.
Tutto il Paese si è stretto intorno alla bara per dare l'ultimo saluto a zio Andrea. Tanti appassionati, artisti e musicisti nonchè esponenti politici, ma soprattutto tante persone semplici perchè Andrea Sacco non era altro che una grande persona semplice. Tanti i telegrammi pervenuti, moltissimi i messaggi di cordoglio sul nostro blog.

Ciao Andrea adesso ripotrai cantare la tua tarantella alla tua innamorata.

La prossima edizione del Carpino Folk Festival sarà tutto un omaggio alla tua musica e alle tue parole.

Ufficio stampa ass.cult. carpino folk festival - trattino

Scrivete nei commenti il vostro pensiero sul nostro artista scomparso.
Continua nei commenti (102)
Commenti
#1   17 Marzo 2006 - 11:34
 
Sono Raffaele Piemontese,
responsabile del portale ilGargano.info .
Da sempre seguo il Carpino Folk Festival sia in piazza che dal vostro sito e
in questa triste occasione ho ritenuto necessario pubblicare un articolo
sulla scomparsa del Grande Antonio Sacco utilizzando il vostro comunicato
stampa.

Condoglianze,
Raffaele Piemontese
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#2   17 Marzo 2006 - 11:35
 
ilGargano.info partecipa al dolore per la morte di Andrea Sacco, personaggio importantissimo per la diffusione non solo della musica popolare ma di tutta la cultura contadina del Gargano.
Ci auguriamo che l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival anche senza il Grande Cantautore e grazie al suo prezioso contributo, possa continuare l'opera di diffusione della cultura popolare garganica.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#3   17 Marzo 2006 - 12:02
 
Zii 'Ndrea pure si te ne si juto, certo nu te putimmo scurdà!
Tu ca nce miso 'o core e 'a vita pe nce ìmpara a cantà...
Si state 'a luce e ll'aria, e pure a chill'auto munno ca puozzo sempe aunnà


Pasquale TERRACCIANO & NapoliExtraComunitaria
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#4   17 Marzo 2006 - 12:12
 
non sono di carpino ma lo sono più di mia moglie che è carpinese
questa notizia mi rattrista ma le parole di zii'ndrea mi aiutano a
superare
questa triste giornata
salutando zii'ndrea lancio un messaggio all'associazione
il carpinofolkfestival suona e canta
ciao a tutti
enzo da sesto san giovanni
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#5   17 Marzo 2006 - 12:13
 
Vi ringrazio per il comunicato, e mi unisco alla commozione per la
morte di questo impareggiabile artista. Vorrei condividere con voi la
speranza che quella musica e quelle parole non moriranno mai. Forse
sarà così, nel senso che non smetteranno mai di essere suonate e
cantate. Ma saremo in grado noi di cantarle e suonarle e danzarle
dentro, come parte di noi, della nostra cultura profonda, delle
nostre radici? Oppure dovremo sentirle come echi di altra musica e di
altra gente? O peggio ancora come folklore da offrire ai turisti di
passaggio assieme alla bruschetta ed al moscato?
Vorrei che Matteo Salvatore e Andrea Sacco non diventassero
monumenti: le anime dei musicisti continuano a cantare eternamente,
finché ci saranno orecchie e cuori ad ascoltarli.
Ma siete rimasti voi, solo voi, cari amici e compagni di Carpino...
Finché posso, io sto dalla vostra parte. Hasta siempre, zio Andrea.
Geppe Inserra
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#6   17 Marzo 2006 - 12:14
 
Un abbraccio di cuore a tutti voi,
con affetto e mestizia per la scomparsa
di una delle pietre splendenti della nostra terra.
Che la sua musica continui a segnare
la strada della nostra memoria comune,
Giuseppe De Trizio
cupacupa
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#7   17 Marzo 2006 - 13:03
 
Ho letto la notizia su repubblica online...
Mi dispiace tanto..
angela di lella da parigi
utente anonimo

#8   17 Marzo 2006 - 13:10
 
Vi preghiamo di esternare alla famiglia la nostra solidarietà e l’impegno a mantenere vive quelle tradizioni per la quali artisti come Andrea hanno dedicato la vita.

franco lucà

Folkclub

Centro Regionale Etnografico Linguistico di Torino

Maison Musique di Rivoli (TO)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#9   17 Marzo 2006 - 13:11
 
Ricordiamo con affetto, la sua presenza al concerto di qualche anno fa
per le Solenni Celebrazioni dei Santi Teodoro e Lorenzo, protettori
della città di Brindisi.
La musica popolare perde un altro grande suo cantore.
Sentite Condoglianze
Roberto Caroppo
Direttore artistico delle Solenni Celebrazioni dei Santi Teodoro e
Lorenzo, protettori della città di Brindisi

Roberto Caroppo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#10   17 Marzo 2006 - 13:11
 
Profondamente commosso per la perdita del grande "Zi 'ndrea".

Ringrazio tutti gli amici di Carpino che per ben due volte mi hanno
dato la possibilità di dividere il palco del loro Festival con i Cantori,
veri maestri della tradizione pugliese.

Sono a vostra disposizione per qualsiasi iniziativa in memoria del Maestro.

Carlo Faiello
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#11   17 Marzo 2006 - 13:12
 
E' una grandissima perdita,ricordo quando nel lontano 1958,grazie a Lui,iniziò la mia conoscenza chitarristica. Le mie piu' sentite condoglianze. Antonio RUSSI MILANO.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#12   17 Marzo 2006 - 13:13
 
Aprendiamo triste notizia perdita di un cantore di grande valore culturale.
Formuliano a tutti Voi, alla famiglia di Andrea Saccò da parte di 460 gruppi folklorici italiani e di tutti i dirigenti della Federazione Italiana Tradizioni Popolari sentite condoglianze .
Dr. Lillo Alessandro
Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#13   17 Marzo 2006 - 13:19
 
MUSICA POPOLARE: MORTO ANDREA SACCO,PADRE CANTORI CARPINO

Andrea Sacco, 95 anni, considerato il padre dei "Cantori di Carpin", il gruppo di musica popolare del Gargano e' morto questa mattina nella sua abitazione del piccolo centro del foggiano. Sacco, conosciuto come "Zio Andrea" era da tutti considerato l'ultimo erede della tradizione musicale del Gargano ed e' stato alla guida delle varie formazioni musicali dei "Cantori di Carpino" che si sono succeduti in questi anni. Solo circa un anno fa era scomparso anche l'altro grande protagonista della tradizione della musica popolare del Gargano, Matteo Salvatore.
da repubblica online
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#14   17 Marzo 2006 - 13:21
 
Dopo aver invitato questa estate i Cantori al festival, la morte di Andrea Sacco ci rattrista ancora di più. La Carovana si unisce al cordoglio generale e, così come questo inverno abbiamo dedicato il festival Capodanze a Matteo Salvatore, questa prossima estate dedicheremo il festival Zingarìa ad Andrea Sacco cercando di fare il nostro meglio per farlo rivivere nei nostri cuori.

Francesco Marino e lo staff di Carovana Folkart
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#15   17 Marzo 2006 - 14:13
 
mi unisco al vostro dolore.la tarantella del gargano mi fa sentire bene ogni volta che l'ascolto...sento la terra del sud nelle vene,la libertà che si fa strada in me.. proprio l'altra sera leggevo un articolo su adrea sacco e pensavo di scendere quest'estate a carpino e magari conoscerlo..vuol dire che conoscerò la sua terra e la sua musica senza di lui.
Svampitella
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#16   17 Marzo 2006 - 14:29
 
Voglio fare le mie sentite condoglianze , a voi e alla sua famiglia. Mi mancherà la presenza dello Zio ANDREA.
gentileteo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#17   17 Marzo 2006 - 14:36
 
non solo il più grande cantautore del gargano, uno dei più grandi italiano. sognavo la sua serenata sotto il mio balcone. addio andrea
utente anonimo

#18   17 Marzo 2006 - 14:38
 
Muore Andrea Sacco, ultimo testimone della musica popolare garganica - Un volume ricorda la sua figura - 17/03/2006

Andrea Sacco Carpino. Se n'è andato Andrea Sacco, 95 anni, leader e fondatore dei Cantori di Carpino, uno degli ultimi eredi di una tradizione canoro-musicale ormai alla soglia dell'estinzione. Sacco è deceduto l'altro giorno. Viveva nella propria abitazione a Carpino, accudito da una delle figlie. Lo scorso ottobre la sua casa è stata sede di un mini-corso di musiche e danze della tradizione garganica. Una trentina di persone, provenienti dalle diverse latitudini italiane, ma anche dalla Spagna, dalla Francia, dalla Grecia e dalla Germania, hanno letteralmente invaso la dimora del "maestro" Sacco, salito agli onori della cronaca musicale di mezzo mondo grazie alla tarantella e ai sonetti carpinesi e montanari. Un volume di Enrico Noviello l’estate scorsa ha ripercorso le tappe principali della sua esistenza (Angelo Del Vecchio per Garganopress).
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#19   17 Marzo 2006 - 14:59
 
Questa mattina, appena saputa la notizia, una parte di me, come credo una parte di tutti coloro che credono in quei valori che ci sono stati tramandati, non c'è più. Forti e consapevoli che zio Andrea Sacco ci ha dato tanto, ci rimane solo ed esclusivamente di continuare a lottare per difendere la Nostra Terra e le Nostre Origini. Nicola Mitrione
utente anonimo

#20   17 Marzo 2006 - 15:05
 
Un abbraccio da parte di tutta la blond records e di Enrico Capuano.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#21   17 Marzo 2006 - 15:11
 
Al di là di ogni luogo comune in cui é molto rischioso ricadere quando si verificano certi eventi, in modo molto semplice e spontaneo sento il dovere di porgere il mio personale e ultimo saluto insieme a quello dei SOLISTI DI MONTEMARANO ad un grande uomo e ad un grande maestro: Sacco Andrea fondatore dei Cantori di Carpino. La grande famiglia della musica popolare perde oggettivamente una delle sue colonne più importanti. Grazie "Zio Andrea" la tua immortalità é nella musica che ci hai lasciato ........la tua anima, il tuo spirito, danzeranno con me ogni qual volta ascolterò le magiche melodie della tarantella del gargano.

Con affetto Beniamino

Beniamino Palmieri (coideatore de "I solisti di MOntemarano)

Responsabile www.promontemarano.it
utente anonimo

#22   17 Marzo 2006 - 15:28
 
i zi, si muort c' la ctarra mman. Ohi quanda belli sunat, ohi quanda belli cantat. Quanda uaglion e figliuol hai fatt' nammurà. E cumm'er cundend d' vre la terra toja, quand turnast dalla uerra.

E mo' chi adda sunà chiù? Chi adda fa nammurà sti figliuol?

Va zi Andrea, piglit la ctarra e va a sunà cu l'amic' toj. Va a sunà p' lu Prufssor, fallu abballà nata vota. E ogni tant' mena n'uocchj pur a sti uaglion.
L'avvocatista
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#23   17 Marzo 2006 - 15:36
 
carissimi, è un grande dolore sapere che andrea sacco non è più con
noi... ma la sua importanza nella musica popolare sarà per sempre,

un abbraccio

marialaura giulietti
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#24   17 Marzo 2006 - 15:57
 
CarpinoFolkFestival2005: Enrico Noviello presenta il suo libro su Andrea Sacco. Si parla tanto di lui quella sera. Zi’ Andrea, Andrea Sacco, non si vede più ai concerti da qualche anno. Non sta bene. Chi non ha avuto la fortuna di sentirlo suonare, di stringergli la mano, di guardargli il fondo degli occhi, non l’avrà più.
Io sto là, nella piazzetta. Con molto anticipo. Mi avvicino a Enrico, dopo un poco mi ricordo, da qualche parte già l’ho visto, non è una frase finta tanto per fare conoscenza, l’ho visto già. Abbiamo ballato insieme, io e te, qua, mi dice lui, è passato tanto tempo…

Si conosce la Puglia. Il mare, l’olio buono e il pane, si conosce il barocco leccese, e, le pizziche salentine, o qualche cosa che a esse provano a somigliare, entrano ormai da anni nelle discoteche delle grandi città del Nord Italia.
Carpino non si conosce.
Da Carpino non si passa.
Carpino te la devi trovare sulla carta e ci devi andare apposta. Carpino ha una musica struggente, dolce e dolorosa insieme, a volte dura, che si suona e si canta, e si balla, e non prova a sedurti, ti risucchia dentro o ti tiene fuori. Carpino sta nel cuore del Gargano, a una novantina di chilometri da Foggia e a poche curve dal mare. Eppure è un luogo a se, è come un’isola, con la sua storia, le sue fragilità, la sua ricchezza, le sue ferite, e il tutto sembra essere comunque in un equilibrio proprio, interno, che pare bastare a se stesso.
Io ci ero andata apposta là, sette anni fa come ora, per sentire suonare i Cantori, sono pugliese, sono di Foggia, ma il sapore di un certo vivere è estraneo anche a me, e distante è il modo in cui quelle storie si snodano da generazioni.
Avevo conosciuto per caso, anni prima, le musiche tradizionali Pugliesi e del sud Italia, e più in particolare dei Cantori di Carpino. Da quel momento le andavo cercando.
Mi sono tolta il cappotto e ho ballato a ridosso dei musicisti. Ballavano tutti, e i maschi, quelli giovani, quelli grossi, certi ballavano troppo forte, spingevano, saltavano, una cosa a metà tra la tarantella e il pogare da sotto palco. Ma lì non c’era un palco. I musicisti stavano a venti centimetri da noi.
Io non ho il passo aderente al suolo dei contadini, ma mi sento a disagio nella folla, coi volumi distorti.
Allora, nella piazza, solo vicina ai suonatori ero al sicuro.
Enrico Noviello, il suo nome l’ho saputo soltanto un mese fa, è lì. Pure lui stipato tra i suonatori anziani e i giovani entusiasti, senza età, senza mode, né contadino, né metropolitano. È lì, e sta dentro alla musica, un poco spaesato. Si capisce che non è di Carpino, ma non direi che è forestiero, balla con l’anima, non coi piedi, e ha una malinconia viva negli occhi che io, è passato tanto tempo, me la ricordo proprio bene. Gli chiedo da dove viene, o forse è lui che lo chiede a me per primo, e lui mi risponde da Roma, o da qualche parte d’Italia, ma, ci tiene a dirlo, è originario di queste parti.

La sera della presentazione del suo libro, sto seduta per conto per mio, guardo, guardo i gesti, i suoi, i suoi con gli altri. E mi è torna quella sensazione di sette anni fa, come se Enrico fosse senza tempo, senza età, senza una precisa e rigida collocazione, con una specie di trasparenza e di pulizia fuori moda, che oggi, tra i giovani, non la trovi spesso. Negli anziani, e nei bambini, è più facile.
Lo so, dovrei parlarvi del libro. Lo sto facendo.
Sto parlando di un uomo di 38 anni che ha saputo essere compagno di un altro uomo, di 94 anni, ora. Un vecchio, di paese, un contadino, un nonno, un malandro, un grande maestro, un musicista, un cantatore, un suonatore, il portatore di un pezzo di storia che non la trovi scritta da nessuna parte. Un compagno per lui. Più di tutto.
Il desiderio di conoscenza, il rigore della ricerca, la passione per la musica, non basta a farti fare questo. Ancor meno sarebbe bastata la smania di appropriarsi di brandelli di un patrimonio che, è vero, forse si perde, forse si è gia perso. O si perderà.
Si perde ogni volta che non c’è umiltà nell’ascolto, nello sguardo, nei gesti, ogni volta che suoniamo, danziamo, scriviamo, esistiamo perché qualcuno ci lodi, e ci guardi.
Enrico, nella piazza, non avresti detto subito è lui l’autore del libro, è lui che suona e canta nei Malicanti, è lui che ha passato giorni, mesi, anni con Andrea Sacco, a dividere il cibo e il sonno, mica tanto per dire, a nutrirsi delle sue musiche, delle sue storie. Non lo pensi perché c’ha i gesti semplici, di uno che sta a casa sua, e pure si muove con rispetto e garbo, e con un’onestà che fa soggezione per quanto è fuori moda.
Ho assistito a numerose presentazioni di libri: auto elogi più o meno articolati, più o meno credibili, più o meno sopportabili; il trionfo dell’io, magari pure meritato.
Enrico no. Enrico non dice una volta “io”. Enrico dice solo “zi’ Andrea”. E china un poco gli occhi mentre lo dice, abbassa il tono di voce già basso (quando parla, non quando canta) e con pudore racconta, sussurra, ricorda, e lo fa con generosità e senza prendersi nessun merito. Come a voler condividere questa fortuna grande che la vita gli ha regalato: fargli incontrare una persona speciale quale è Andrea Sacco.
Certo, il libro è di lui che parla. Parla della sua storia, della sua vita, della sua musica, di quanto Andrea Sacco ha rappresentato e rappresenta per la cultura, tutta, del nostro sud. Nostro, sì. Nostro, pure di voi che siete altrove. Nostro, perché questa pelle cotta di sole, questa fatica, questa audacia, questa ferità, questa verità, questa vergogna, questa fierezza vi riguarda in qualche modo, e riguarda i vostri avi.
Il libro parla di musica. È un documento raro, con tanto di registrazioni, di trascrizioni e traduzioni dei sonetti. Poi c’è l’intervista. Più che un’intervista pare di assistere a una chiacchiera intima tra due che si vogliono bene. Sono pagine preziose, e non solo per gli addetti ai lavori.
Ma la cosa che più mi ha coinvolto non è l’unicità delle informazioni che pure questo testo, è innegabile, contiene. È che dopo tanto succhiare da questo sud, dopo l’affanno di decine e decine di gruppi di musica popolare di ogni parte di Italia, e anche di fuori, per ri-creare versioni difficili della più pura e semplice canzone che Andrea Sacco scrive, suona e canta, quella che i più conoscono come Tarantella del Gargano; dopo che musicisti, antropologi, ricercatori più o meno affermati abbiano affondato le mani in questa carne viva, dolente, e non sempre con delicatezza; dopo che ci si sente, diciamolo, un po’ come dentro alla gabbia di uno zoo, chi passa, chi viene, chi va, chi offre e chi piglia, ché il sud da sverginare fa gola, fa troppo gola, e se è una giovinetta appena violata allora è ancora più irresistibile; dopo tutto questo, è bene, e mi fa bene, veder comparire una persona come Enrico Noviello.
Enrico si spoglia di quello che sa e possiede, persino della sua stessa storia e, senza cancellare alcuna memoria, come una carta assorbente, si impregna di una vita altra, da lui apparentemente molto distante. Certo lo è distante, per cultura, per generazione, per storia. Eppure a volte sono così dilanianti le lontananze che recepiamo dalle persone a noi più affini.
Io, dico la verità, a leggere di questo uomo anziano, così saggiamente e semplicemente raccontato dalle parole di un uomo giovane, quale è Enrico, non ci ho visto distanze, né separazioni. Ci ho trovato amore, e rispetto. Un amore pulito. Come dovrebbe essere. E anche il dare e il prendere, e apprendere e dare ancora, è pulito. Un cerchio, non una linea. Come dovrebbe essere.

La speranza è che sia ancora possibile un tipo di comunicazione così. Vero. Onesto. A prescindere dal contesto, e dal motivo. Una comunicazione fatta di cose piccole condivise, o grandi, e di tempo senza azioni, anche. Che sia possibile capirsi e amarsi, dare senza volere in cambio niente, e ricevere come si riceve un dono. Che sia vita, non letteratura.
Che sia questa la risposta, il modo, l’unico forse, per stare degnamente in questa vita, per crescere i nostri figli, per nutrire i nostri desideri esili.
Questo è il libro.
Zi’ Andrea, grazie.
Enrico, a te.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#25   17 Marzo 2006 - 16:43
 
Abbiamo appreso notizia da vs comunicato
e approfittiamo di queste pagine per unirci al dolore per la scomparsa di Andrea Sacco che ci fece avvicinare,incuriosire ed amare quei suoni..
viamedina
utente anonimo

#26   17 Marzo 2006 - 17:33
 
Il Sindaco di Carpino Mario Trombetta
Considerato che è venuto improvvisamente a mancare il "Cantore di Carpino" e dei carpinesi, Andrea Sacco;
Evidenziato che l'intera citta, colpita da questa scomparsa partecipa al dolore dei familiari e di tutto il mondo della musica popolare italiana;
Tenuto conto che l'Amministrazione, raccogliendo la spontanea partecipazione dei cittadini, degli amministratori e degli esponenti delle diverse forze politiche, intende manifestare in modo tangibile e solenne il dolore della citta per questa grave perdita che l'ha profondamente colpita;
Sentita la Giunta Comunale di Carpino;
ORDINA
La proclamazione del lutto cittadino per sabato 18 marzo 2006, giorno nel quale si svolgeranno i funerali, in segno di cordoglio per la scomparsa e per ricordarne l'amore per la musica e per le tradizioni della nostra terra profusi con instancabile impegno personale;
L'esposizione delle bandiere (nazionale e comunale) a mezz'asta o abbrunate sugli edifici comunali e degli enti pubblici e privati, nonche edifici scolastici di ogni ordine e grado;
INVITA
Tutti i cittadini e le Organizzazioni sociali, culturali e produttive della citta ad esprimere, in forme decise autonomamente, il dolore dei Carpinesi e l'abbraccio dell'intera citta per i familiari.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#27   17 Marzo 2006 - 17:50
 
Ho apppena appreso la triste notizia..della partenza del caro Andrea.
Sono triste e addolorato anche perché da sempre ogni qualvolta una persona conosciuta ci lascia è come perdere qualcosa di vivo che c'è in me.
Maurizio Sciarra
Ricordiamo che Maurizio Sciarra ha diretto la regia del film "Chi ruba donne" (2001) su Andrea Sacco e i Cantori di Carpino.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#28   17 Marzo 2006 - 18:02
 
un altro pezzo di storia della chitarra battente se ne và...muore il suo corpo ma la sua anima,il suono della sua chitarra battente,la sua voce,andrea sacco che ci ha fatto venire mille volte la pelle d'oca....rimane! vive nei nostri pensieri.grazie maestro
angelo gaccione
utente anonimo

#29   17 Marzo 2006 - 18:14
 
Dialogo in morte di Andrea Sacco.

– Perché quell’aria di cane bastonato?
– È il tempo, è il tempo, questo, delle assenze.
– In fondo manco lo conoscevi.
– Vanno via, questi vecchi, e a noi che resta?
– L’avessi conosciuto…
– Resta il rumore della mancanza di suono.
– … potrei anche capirti…
– Resta l’afasia della parola mai più detta.
– … ma l’hai visto mezza volta e dormiva.
– Resta l’assenza di “quella” voce.
– Ora mi sembra che stai esagerando.
– Resta la mancanza di “quelle” mani su “quella” chitarra.
– Smettila!
– Resta il fatto che Andrea Sacco non c’è più.

Roberto Raheli
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#30   17 Marzo 2006 - 18:21
 
zi andrea è morto....ma non la sua tradizione...la nostra tradizione...le pietre non moriranno mai...cambiano aspetto ma alla fine rimangono per sempre....andrea sacco non è pèiù tra noi ma la sua musica, la sua voce, i suoi sonetti, la sua arte saranno sempre nei nostri cuori .... walter e fabio bagnato
utente anonimo

#31   17 Marzo 2006 - 18:36
 
Mi ricorderò sempre della grande vitalità che trasmetteva quando lo si incontrava,con lo sguardo sempre attento a capire con chi stava parlando...ma a chi si fign tu..a chi appartin..
Sto pensando alle serenate sotto i balconi...forse l'avrà fatta anche a mia madre...
Ciao zi Dre'
Le codoglianze mie,di Beatrice e di Tommaso alla sua famiglia MICHELE RUSSI da Milano
utente anonimo

#32   17 Marzo 2006 - 18:40
 
Vi sono vicina e sono sicura come Voi che continueremo a Vederlo attraverso
la Sua musica.----------:Cordiali Saluti Zaira Moen
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#33   17 Marzo 2006 - 18:41
 
Un saluto riconoscente al grande Andrea e a tutti voi.
Roberto Tombesi e Calicanto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#34   17 Marzo 2006 - 18:49
 
Povero cuore mio ferito ferito,
e tutto di sangue lo vedo insanguinato,
lo vedo insanguinato ...
perche' Andrea Sacco se ne e' andato...
...ma io lo so pure dove e' andato...
...
"Mo, San Pié', si permettite,
nuje v'avimm''a salutá..."
"Site pazze! Che dicite?
Nun vulite restá ccá?!
"Nuje simmo 'e nu paese bello e caro
ca tutto tène e nun se fa lassá"

Che Andrea come quei "duje viecchie prufessure 'e cuncertino" continui a vivere tra 'sti DUJE PARAVISE
utente anonimo

#35   17 Marzo 2006 - 19:14
 
grazie a te sono riuscito a far innamorare... Ciao Andrè!
utente anonimo

#36   17 Marzo 2006 - 20:37
 
Siamo tutti dispiaciuti profondamnete x questa xdita enorme...zio andrea ci mankerai!!!
utente anonimo

#37   17 Marzo 2006 - 23:49
 
.....Dopo tutto questo nnon resta che dire CIAO ZI' ANDRE'.
utente anonimo

#38   18 Marzo 2006 - 06:09
 
Piglia u' libro e va alla scola, impara a leggere e scrivere e tanto t'impari a fare l'amore...
grazie..anche se non ti ho mai conosciuto...un abbraccio!
FIGLIADELURE
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#39   18 Marzo 2006 - 06:12
 


“ C’è una voce che rischia di perdersi, una voce che non parla solo di musica, ma anche di un sud antico e difficile, povero ed emarginato, ma non per questo privo di forza e di libertà, mai povero di spirito, di gusto picaresco della vita, di passione. Andrea Sacco è diventato noto da quando, nel corro degli anni sessanta, alcuni studiosi della musica popolare scoprirono il suo talento e la sua storia, lo tirarono fuori da un destino di marginalità e silenzio, e lo proposero all’attenzione di un pubblico vasto. Ma il nostro mondo ha continuato ad andare per il suo verso, quello della commercializzazione di tutto, del consumo facile ed immediato, della sostanziale disintegrazione di altre forme di vita, di altri modi di vivere e cantare. […]

[…[ In una società contadina il musicista non è il divo dei nostri giorni, una di quelle figura inseguite dai codazzi isterici dei fans, un uomo, almeno nella maggioranza dei casi, legato alla gigantesca macchina dello spettacolo e dell’intrattenimento. In una società contadina il musicista è un uomo posseduto da un demone, che lo spinge verso un’attività insieme richiesta ed emarginata, ammirata e sospettata. L’artista è tenuto a distanza, anche se prima o poi, di lui tutti hanno bisogno, perché la musica fa irruzione nelle nostre vite soprattutto per aiutarle a comunicare, a celebrare passaggi, i momenti in cui le parole da sole non bastano e bisogna far partire le corde e i tamburi. Per “portare la serenata” alla propria donna è necessaria la mediazione del musicista, ma proprio questo ne fa un uomo dotato di un potere di fascinazione che potrebbe usare ai propri fini, uno sciamano necessario in tutte le feste comandate, una figura indispensabile, ma inquietante. […]

[…] E quel mondo è duro e difficile, specialmente per chi come Andrea Sacco non crede in un’altra vita, e non ha trovato tracce di una potenza benefica nel momento del dolore e del pericolo. Per fuggire dalle paure e dai lupi mannari servono molto più i vecchi amuleti e la magia che non Cristo e la Madonna. Dietro la facciata della fede ufficiale, emerge una religiosità ancora più antica, quella contadina, con le sue potenze malefiche e con armi di difesa, uguali e simmetriche, sud e magia per combattere contro il rischio della fine del mondo. [...]

FRANCO CASSANO
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#40   18 Marzo 2006 - 06:14
 
Il canto di Andrea Sacco ha funzionato per anni all’interno di un gruppo sociale e culturale ristretto, nei confini di Carpino.
Il canto di Andrea Sacco nasce prima della televisione e prima ancora della radio, in un mondo povero e contadino, dove le arti visive sono povere, e tutta l’energia ludica e creativa della comunità si concentra nella voce di chi racconta e soprattutto di chi canta.
Il mistero della necessità e della forza del canto, che alcune persone riconoscono nella voce di Andrea Sacco, viene anche da lì, dall’essere stato un tempo l’energia di un intero paese che ruba al tempo totalizzante del lavoro qualche istante per il tempo della festa.
Per anni, credo, Andrea Sacco ha suonato e cantato in contesti di festa e non di spettacolo: nella festa non ci sono spettatori, cioè fruitori o consumatori di prodotti artistici. Nella comunità dei carpinesi che suonano e ballano a carnevale, o nelle serenate, ci sono sempre partecipanti, a diverso titolo e grado, che partecipano all’attività musicale su un piano gerarchico comune a quello del cantore: i repertori appartengono al “noi”, non al “lui”, e anzi spesso gli ascoltatori svolgono una vera e propria funzione di controllo sul cantore: conoscono i canti e i cantori, quindi ne riconoscono gli errori e premiano con le emozioni che nascono la qualità delle esecuzioni.
Nell’atto della musica e del racconto, la tradizione cristiana valorizza decisamente la parola, mentre la tradizione africana sembra dare preminenza agli aspetti ritmici e alla forma della voce. Carpino, meridione contadino che intreccia paganesimo e cristianità, sembra essere un territorio di confine tra questi due mondi. […]


ENRICO NOVIELLO
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#41   18 Marzo 2006 - 06:28
 
Un abbraccio a voi tutti e a Zii’ndrea.

Vivrà sempre attraverso le sue poesie in musica e la sua dolcezza...

Guido Sodo e Cantodiscanto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#42   18 Marzo 2006 - 06:31
 
Muore Andrea Sacco, ultimo testimone della musica popolare garganica - Un volume ricorda la sua figura

di Angelo Del Vecchio

Carpino. Se n'è andato Andrea Sacco, 95 anni, leader e fondatore dei Cantori di Carpino, uno degli ultimi eredi di una tradizione canoro-musicale ormai alla soglia dell'estinzione. Sacco è deceduto l'altro giorno. Viveva nella propria abitazione a Carpino, accudito da una delle figlie. Lo scorso ottobre la sua casa è stata sede di un mini-corso di musiche e danze della tradizione garganica. Una trentina di persone, provenienti dalle diverse latitudini italiane, ma anche dalla Spagna, dalla Francia, dalla Grecia e dalla Germania, hanno letteralmente invaso la dimora del "maestro" Sacco, salito agli onori della cronaca musicale di mezzo mondo grazie alla tarantella e ai sonetti carpinesi e montanari. Ad organizzare l'incontro è stato l'etnomusicologo Salvatore Villani, collaboratore del Dams di Bologna e tra i fondatori del Carpino Folk Festival. Villani ha chiesto ai partecipanti allo stage di musiche, danze, canti e strumenti musicali del mediterraneo, svoltosi nella settimana a Rignano Garganico, il più piccolo comune della Montagna del Sole, di apprendere direttamente dai portatori della tradizione. Sacco, ancora reduce dai postumi di una brutta caduta e da una cecità quasi assoluta, ha voluto far conoscere i suoi segreti canoro-musicali, fatti di sogni, ma anche di rancori per serenate andate bene e per quelle andate male. Con la sua chitarra battente, costruita nel 1924 dal carpinese Francesco Paolo Cozzola (padre di Rocco, il più anziano liutaio ancora in vita sul Gargano), ha improvvisato una serie di strofe, cantate a fil di voce sulle sonorità delle cinque corde. Subito dopo è stata la volta della figlia Michelina, che vive con lui e lo assiste da diversi anni, che ha insegnato agli allievi di Villani, a ritmo di tarantella, i passi tipici delle danze carpinesi e garganiche. La scorsa estate era stato dato alle stampe anche un volume sulla sua figura di maestro e testimone diretto della tradizione. Quasi un secolo di vita, passato a suonare e a cantare, è stato raccolto e riproposto da un giovane scrittore originario di Manfredonia, Enrico Noviello, che da un paio di anni si stava occupando intensamente di Sacco. Il libro, come spiega lo stesso autore, oltre che presentare un ritratto del musicista, si sofferma particolarmente sul sistema di valori e sulle esperienze umane che hanno segnato la vita di Andrea. Per questo, in una piccola operazione di storia orale, fa emergere lo spaccato di un mondo orale e contadino che sta scomparendo e dal quale tutti noi in qualche misura proveniamo. Il volume, dal titolo "Andrea Sacco suona e balla - Storie di un suonatore e cantatore di Carpino", edito dalla casa editrice salentina Aramirè, contiene anche due cd, con interviste e brani musicali. L'introduzione è affidata all'etnomusicologo Villani, ricercatore e fraterno amico di Sacco, mentre la prefazione è stata curata da Franco Cassano. Sacco era nato 95 anni fa a Carpino, dove era vissuto per tutta la vita, con l’eccezione della lunga parentesi della II guerra mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare, contandosi decine di versioni ispirate alla sua montanara più famosa, “Accomë j’eia fa’ p’amà ‘sta donnë ”, conosciuta impropriamente con il titolo “Tarantella del Gargano” (è un falso storico). E’ stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese. Nella parte iniziale troviamo alcune riflessioni che introducono lo scenario musicale e culturale in cui prende vita l’esperienza umana e musicale del cantore carpine: “il canto di Sacco nasce prima della televisione e prima ancora della radio - spiega Noviello - in un mondo povero e contadino, dove le arti visive sono povere, e tutta l’energia ludica e creativa della comunità si concentra nella voce di chi racconta e soprattutto di chi canta”.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#43   18 Marzo 2006 - 06:32
 
I suonatori e cantatori di Carpino

I cantatori più validi sono coloro che, oltre a conoscere molti canti popolari, di questo vasto repertorio sanno rielaborare i versi tradizionali, variandoli e mischiandoli durante l’esecuzione. (Roberto de Simone)

di TERESA MARIA RAUZINO

Nel lontano 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella, nel loro "tour" alla ricerca delle radici della musica popolare, scoprirono il "filone" più puro" e prezioso a Carpino, un piccolo paese dell’entroterra garganico quasi decimato dall’emigrazione.





Il ricco repertorio di sonetti fu portato alla ribalta nazionale da Roberto Leydi che nel 1967 preparò con Carpitella uno spettacolo per il Teatro Lirico di Milano dal titolo Sentite buona gente.

In quell’occasione, i suonatori ed i cantatori di Carpino, davanti a duemila spettatori abituati a tutt’altro genere musicale, offrirono una esecuzione viva, autentica, e particolarmente trascinante.

Autentici aedi del Gargano, essi riuscirono a "cucire" con maestria un canto all’altro, senza fratture stilistiche e formali, in un unicum ininterrotto ed armonioso, mai uguale, che si delineava di volta in volta, con naturalezza. Rivelarono una professionalità innata: senza alcuna platealità, senza alcuna concessione alle "regole" dello spettacolo.

Leydi, come i numerosi ricercatori che si recarono a Carpino, registrò nel 1966 il repertorio dei Cantori e pubblicò in un disco due brani tra cui Garoffl d’ammore, oggi nota a tutti come la Tarantella del Gargano. Un "pezzo" che divenne un vero successo, riproposto per ben 11 volte da artisti vari, tra cui Eugenio Bennato.

Da allora i Cantori sono divenuti una fonte inesauribile per gli interpreti di musica popolare, con un piccolo neo: nessuno dichiarava, fino a qualche anno fa, che il copyrait delle loro canzoni spettava non ad un’indistinta tradizione popolare, ma ai "cantatori e suonatori" di Carpino: Andrea Sacco, Antonio Piccininno ed Antonio Maccarone.



E’ merito delle puntuali ricerche di Salvatore Villani e degli appassionati cultori di musica popolare che hanno fondato ed animato l’associazione culturale "Carpino Folk festival" (ricordiamo il compianto Rocco Draicchio), se oggi la tradizione musicale del piccolo centro, che si stava spezzettando in mille rivoli indistinti, è stata collocata nel suo contesto originale: lo spazio umano, culturale e musicale del promontorio del Gargano.

Oggi i Cantori sono diventati un vero e proprio mito per i cultori di musica etnica.

Ed il Gargano, nonostante il progresso omologante introdotto dal turismo fin dagli anni sessanta, si sta rivelando un "luogo della memoria" ricco di echi suggestivi e di suoni tarantati, che si pensava fossero ormai spenti, dimenticati.

In questo senso un ampio materiale documentario è stato recentemente pubblicato da Remigio de Cristofaro Ischitella. I canti del popolo, da Nasuti I canti del ricordo, da Angela Campanile (del Centro Studi Giuseppe Martella) in Peschici nei ricordi. Merito indubbio del De Cristofaro è di essere stato uno dei primi "ricercatori" ad avere registrato già nel 1955 la musica popolare di molti centri garganici, i cui nastri sono oggi conservati presso l’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma. Sarebbe interessante estendere oggi la ricerca in tutta l’area allora indagata per verificare in che modo, dopo cinquant’anni di trasformazioni socio-economiche e culturali questa tradizione persista, si sia modificata o "contaminata" nell’inevitabile evoluzione.

Con Leydi siamo comunque lieti che "quelle voci, quelle chitarre battenti, quel canto ricco di arcaica potenza panica" siano, grazie ai ricercatori che li hanno riportati alla luce, ancora vitali. Ci auguriamo che ritornino ad echeggiare nei vicoli dei borghi antichi non solo di Carpino, ma di tutti i piccoli e grandi paesi del Gargano.

I sonetti e la taranta

Il repertorio dei Cantori consiste, oltre che nei "sonetti", componimenti lirico- monostrofici a carattere amoroso per serenate, in "sonetti" di sdegno e di "stramurte" con evidenti traslati erotico-allusivi. Caratteristica la "ripresa": ha l’effetto di concatenare i diversi testi in ininterrotte sequenze, dando loro una certa uniformità. Il testo può essere integrato da gruppi sillabici o brevi frasi stereotipe, asemantiche, con funzione ritmica.

Nei "sonetti" il testo, solitamente attinto dal patrimonio poetico della comunità, è funzionale al messaggio erotico che si vuole trasmettere al destinatario. Particolari sonorità sono ritmate dal "cantatore", la cui voce "di testa" con picchi acuti, accompagnata dalla mitica "chitarra battente", oltre che dalla "francese", dalle "castagnole" e dalla "tamorra", emerge anche a distanza.

La persistenza della "battente" anche in periodi di guerra o autarchici, in cui non era possibile reperire dai liutai le corde necessarie, è testimoniata dagli anziani che ricordano come i contadini che amavano suonare questo strumento, quando le corde si rompevano, "strecciavano" i fili d’acciaio del freno delle biciclette e ne ricavavano delle nuove, che poi accordavano a seconda dello stile personale. Il piano superiore della chitarra veniva ornato, oltre che dalle inconfondibili "rose" in corrispondenza dei fori della cassa armonica, da disegni e foto di procaci bellezze "al bagno".

Tra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento, le popolazioni del Gargano, in occasione del Carnevale, durante i pellegrinaggi, ma soprattutto durante i lavori campestri o nelle feste religiose o parentali, voltavano i sonetti in "tarantelle". Questa usanza persiste oggi solo a Carpino, Ischitella e San Giovanni Rotondo, dove si balla sporadicamente durante le feste di matrimonio.

Un tempo il ballo aveva finalità iatro-musicali legate al "tarantismo", come testimonia Michele Vocino, ne Lo Sperone del Gargano del 1914. Ogni morso del ragno, la venefica tarantola, "provocava una festa". Con la "regia" di un capo-attarantato s’addobbava una camera in nero, o in verde o in rosso. Il morsicato ballava con due ragazze a suon di tamburello e della chitarra battente, tra due specchi. Agli invitati, di solito parenti e vicini di casa, si offrivano ciambelle e vino.

Il Vocino attribuisce la scomparsa di questa suggestiva festa alla scomparsa della "tarantola": "Ormai l’arte del capo-attarantato è morta, perché le tarantole sono morte e non ne sono più nate".

Oggi l’unica "taranta" del Gargano che allude al morso del velenoso scorpione è la seguente: "Lassàteli abballà chisti zitelle/, che tènene la taranta sotte li pede/Madonne come ce menene, /come nu sacche de patene" (Lasciateli ballare questi zitelli,/ che hanno la tarantola sotto i piedi. /Madonna come si lanciano, /come un sacco di patate!). Naturalmente, è cantata dai Cantori di Carpino.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#44   18 Marzo 2006 - 07:36
 
Ero stato a trovarlo l'ultima volta a dicembre scorso, si stava consumando
lentamente, mi riconosceva appena col suo sguardo perso nel vuoto tra le
ombre che ormai gli restavano della vita reale e circostante. Quando la
candela giunge alla fine, tutti sanno che sta per spegnersi, ma quando
l'ultimo barlume cessa il buio è sempre oscuro e serve a poco essere
preparati. Nonostante tutto zi' Andrea s'era messo a cantare, bisbigliando
appena parole quasi incomprensibili in quel bel mattino di sole.

Mi sembra strano pensare che non ci sia più, la sua lunga vita ci aveva
quasi abituati all'immortalità, ad un pensiero costante che zi' Andrea era
come le case e gli ulivi di Carpino, immobile, sempre presente, sempre in
attesa.
Come ricercatore ho conosciuto migliaia di anziani, e ciascuno lasciava
tracce della propria vita, tracce effimere come i canti, i suoni e i balli,
tracce che la tecnologia ha permesso di strappare all'ingiuria del Tempo che
tutto consuma, tracce che non riescono però a sostituire la presenza
diretta, l'afflato umano singolare che ciascuno riesce a trasmettere.

Non posso fare a meno di ripercorrere i tanti ricordi che la figura di
Andrea mi richiamano.

L'8 giugno del 1980 è stato una delle mie più belle giornate di ricercatore.
Dopo aver registrato meravigliosi canti di carattere sociale a Minervino
Murge, di pomeriggio partivo da Canosa per andare nella mitica Carpino. Già
allora Carpino rappresentava per ogni etnomusicologo una specie di Mecca,
una terra i cui suoni facevano immaginare quel paese in una specie di
deserto orientale. Immancabile fu come primo incontro la ricerca di quel
postino cantatore, che altri etnomusicologi avevano già conosciuto. Andrea
Sacco si presentava da subito come un tipo fiero, spigoloso, diffidente. Non
voleva cantare perché era rimasto deluso dalla visita dell'anno prima di
Eugenio Bennato, che era sparito senza mandargli nemmeno una cartolina.
Raduna comunque la squadra di cantatori e a casa di Piccininno comincia ad
accordare la sua battente tapezzata di foto di belle ragazze prese dai
ritagli di giornali. Iniziano a cantare e la magia si ricrea. La sua voce
allora era robusta, acuta e imponente.
A fine agosto dello stesso anno scopro anche le sue grandi abilità di
ballerino: sulla piazza del mercato il suo stile emergeva preciso, netto e
orgoglioso com'era il suo carattere; più che competere con gli altri uomini
si imponeva per la bella postura alta, considerata a Carpino signorile e
raffinata.
Andrea era un grande rifinitore, le sue esecuzioni lasciavano trasparire
tutta la meticolosità tecnica acquisita dagli anziani ed egli stesso era
pienamente cosciente del ruolo e della responsabilità di un cantatore
interprete della sua gente. In quegli anni vi erano ancora tanti capaci di
belle interpretazioni "alla carpinese", ma Andrea aveva in più la
consapevolezza, i suoi canti erano eseguiti con la convinzione di essere
"esemplari".
Nel marzo del 1982 la moglie per gelosia non gli permise di venire in
Francia a suonare in una serie di concerti con altri suonatori del sud,
Andrea ci resto male e senza di lui nessun'altro del gruppo volle venire.
Riuscii invece ad averli a Firenze nello stesso anno in un concerto
organizzato alla FLOG solo per loro; era affollato di giovani e questo lo
esaltò molto.
La notorietà esterna lo gratificava molto ma non lo lasciava trasparire, la
sua indole sospettosa lo rendeva cauto. Di famiglia di cantatori (anche suo
fratello era bravo suonatore), Andrea si è portato nella sua tomba molti più
canti di quanti abbia permesso di registrarne. Egli stesso componeva
canzoni e fra i detentori di quell'arte del canto a Carpino era usanza
mantenere un certo riserbo, perché alcune canzoni si dovevano cantare solo
in determinate occasioni per dare sfoggio della propria abilità esecutiva o
compositiva.
Negli ultimi tempi si raccontava molto e godeva nell'autocelebrarsi, egli
era riuscito ad essere "qualcuno" a differenza di molti suoi paesani rimasti
nell'anonimato. Non ha mai voluto vincolarsi con contratti scritti a nessun
gruppo, era spirito indipendente, sanguigno e "capa tosta". Ma ammetteva che
la sua chitarra è stata una compagna fedele e le era molto attaccato.
Cantare è stato il "gusto" della sua vita.

Ora che non c'è più, bisognerà avvertire la sua presenza raccogliendo tutto
ciò che vi è su di lui: registrazioni audio, immagini filmate, canti, balli
e interviste, affinché ne resti un ampio esempio della sua personalità e
del suo ruolo di "maestro" della tradizione.
Da tempo vado dicendo agli amici del Carpinoi Folk Festival dell'urgenza di
un Centro di Documentazione Etnomusicale a Carpino, spero che l'imponente
figura musicale di Andrea diai la spinta definitiva per un Archivio
promotore permanente di iniziative editoriali e culturali.

Ma per il momento ci resta questo pesante senso di mancanza. Dopo tanto
canto un triste silenzio.

Stattë bunë, zi' Andrea - Pino Gala
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#45   18 Marzo 2006 - 07:50
 
Il Centro Studi Martella di Peschici è vicino alla comunità di Carpino che ha perduto il suo più grande "cantatore". Andrea Sacco, con la tua voce e la tua chiatarra battente, hai ridato ai garganici l'orgoglio di essere nati in una terra generosa, prodiga di frutti per chi li sa cogliere e valorizzare.
Da lassù, continua a guardarci e a darci la forza di non mollare, di restare qui, nella terra che tanto hai amato!
Ciao, zio Andrea.

Teresa Maria Rauzino
presidente del Centro Studi Martella
utente anonimo

#46   18 Marzo 2006 - 08:05
 
Uccio Bandello, Luigi Stifani, Matteo Salvatore, Vincenzo Vita, e ora Andrea Sacco. Il grande tesoro della cultura orale della Puglia se ne va, e per ognuno di loro, è come se bruciasse una grande biblioteca fatta di suoni, ritmi, canti, poesie, saperi antichi. Un grande patrimonio che si disperde definitivamente, fra i tentativi disperati di pochi che cercano di conservarne almeno dei minuscoli frammenti, perché chi viene dopo possa sapere.
Per chi ha avuto il privilegio di conoscere queste persone, rimarranno dei ricordi meravigliosi, un grande insegnamento morale, un modo di amare la musica assoluto e senza tempo.
Io in un agosto di qualche anno fa invitai Andrea Sacco ad un festival in Salento. Eravamo in un posto bellissimo, a Santa Marina di Stigliano, in mezzo a un mare di ultivi, davanti a una chesetta bianca di calce. Quella sera c'era tantissima gente, forse 10.000 persone, in gran parte venute lì inseguendo il consumo superficiale della pizzica. A un certo punto salì sul palco lui, un vecchietto di novant'anni, con la sua chitarra. Disse. "Buonasera. Io mi chiamo Andrea Sacco e tengo novant'anni. Con la mia musica ho girato il mondo, e mò vi canto una bella canzone". E cominciò a suonare e a cantare. Subito nel grande spiazzo in mezzo agli ulivi - dove con il gruppo precedente tutti avevano ballato forsennatamente - scese un silenzio rispettoso e complice; la sua presenza, la sua semplicità, avevano questa forza. Fu un momento straordinario, indimenticabile.
Grazie per tutti questi bei regali, Zi Andrea. Oggi per te sono listate a lutto le bandiere di tutti coloro che amano la musica.
utente anonimo

#47   18 Marzo 2006 - 08:06
 
Vincenzo Santoro
utente anonimo

#48   18 Marzo 2006 - 10:07
 
L'immagine di zì' Andrea che mi ritorna è il piglio con cui cominciava a
guardare intorno a sé quando un altro cantore stava "sforando" rispetto alla
durata del canto degli altri, il periodo della sua mano destra, la splendida
battente "hard", l'onda del pubblico sotto il palco, l'orologio della piazza
come se fosse fermo.
Condoglianze.
Angelo Pantaleo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#49   18 Marzo 2006 - 10:53
 
Morto Sacco - «Menestrello» del Gargano
Maurizio Sciarra fu ispirato anche da lui per il film che il regista dedicò alla vita dei mitici Cantori-Cantatori di Carpino, di cui Andrea Sacco era la memoria storica. Eugenio Bennato fu letteralmente rapito dall’incontro con lui e con i suoi complici-preservatori di cultura garganica. E prima era stato l’etnomusicologo Roberto Leydi a percorrere, attraverso la voce ruvida di nenie e tarantelle, i sentieri impervi disegnati da Sacco sulle linee del pentagramma, da abile a autodidatta strimpellatore di chitarra battente.
Secondo un destino che sembra accomunare i grandi, anche Andrea Sacco e i Cantori sono stati nella maturità, ma il successo non li ha mai allontanati dal loro Gargano. Nonostante l’età ragguardevole, Bennato prima e Teresa De Sio poi, sono riusciti a portarli in tournée anche internazionali, dove la semplicità con cui Sacco, Piccininno e Maccarone si proponevano, è rimasta la stessa di quando si esibiscono a casa loro. E questo è stato e rimane il loro tratto distintivo: esprimersi per quello che si è, fare le cose, anche le più sofisticate, con mezzi poveri.
Come spiegare altrimenti l’ultima scelta musicale compiuta dai Cantori, il nuovo Cd che raccoglie la produzione recente, inciso sul Gargano? Viene spontaneo pensare a un quasi coetaneo dei Cantori, che ci ha lasciato ad agosto, anche lui grande anima del folk: Matteo Salvatore. Con loro, Salvatore aveva condiviso l’esperienza del musical folk di Teresa De Sio e come loro continuava a cantare la semplicità della vita, affidando la pubblicità dei suoi dischi a cartoline fatte alla buona, con l’immancabile foto sorridente vergata dall’autografo. Matteo, Andrea, testimoni di una storia minore che viveva in loro e che adesso rischia di diventare più povera, di disgregarsi come quei pezzi di passato che non finiscono nei libri.
Forse, nell’epoca di internet, scrivere per ricordare diventerà una cosa desueta, ma se qualcuno conosce un altro modo per impedire che la memoria scompaia, lo suggerisca. Oppure faccia in modo che Matteo Salvatore e Andrea Sacco, anche lì dove sono ora, continuino a ricordare per noi le tradizioni che non abbiamo vissuto, ma che grazie a loro ameremo per sempre.
Anna Langone - gazzetta del mezzogiorno
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#50   18 Marzo 2006 - 10:53
 
Addio alla voce arcaica del Gargano
«Chi suona e canta non muore mai», amava ripetere «Zi' Andrea», il patriarca della musica popolare garganica Andrea Sacco, scomparso l'altra sera a Carpino all'età di 95 anni. Il «cantore» Sacco è riuscito ad incantare il pubblico e a influenzare tantissimi musicisti, semplicemente con l'unicità della voce accompagnata dalla dolcezza della sua chitarra battente. Noto per essere uno degli ultimi tre anziani «Cantori di Carpino» con Antonio Piccininno (90 anni) ed Antonio Maccarone (86 anni), Sacco aveva registrato con loro l'album Tarantella del Gargano, promosso da Eugenio Bennato. Una vera formazione aperta ai giovani, nel segno della continuità della tradizione carpinese si costituisce ufficialmente solo nel 1996 con i «Cantori di Carpino» per iniziativa del musicista Nicola Gentile. «La Montanara - spiega Gentile - è il manifesto di Zi' Andrea. Qualche settimana fa abbiamo registrato a casa sua il brano Ditt' è avvsate (Viestesana) che fa parte del nuovo disco, Tarantella alla carpinese, storie, stili alla carpinese. Michele Ortone, direttore del Carpino Folk Festival ha annunciato che l'undicesima edizione del festival sarà dedicata a lui: «Il grande maestro non c'è più e siamo tutti addolorati per il vuoto che ha lasciato». La vocalità e il modo di suonare la chitarra battente di Andrea Sacco sono stati al centro di studi etnomusicologici. I primi, nel 1966, ad interessarsi a Sacco sono stati Roberto Leydi e Diego Carpitella, una ricerca poi sfociata nella pubblicazione di un suo brano nel disco Folklore Musicale Italiano, vol. 3 e con lo spettacolo di musica popolare (Sentite buona gente) in scena al Teatro Piccolo di Milano. Ma la grandezza del cantore carpinese sembra attrarre anche i maestri moderni della musica popolare italiana. Anche se non citata tra le note di copertina, la sua montanara Accomë j'eia fà p'ama 'sta donnë fu inserita con nuovi arrangiamenti come Tarantella del Gargano nell'album Lo Guarracino (1972) dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare. Ricorda Roberto De Simone: «L'ultima volta che ci siamo incontrati, Sacco mi parlava di voler rivitalizzare il folk. Ma, come sappiamo bene, è difficile utilizzare lo stesso linguaggio, la tonalità e lo stile di canto dell'antica tradizione. I maestri sono scomparsi senza aver potuto lasciarne l'essenza. Ci sono molti che propongono la musica popolare, ma manca la necessità di farlo. Si tratta di ripetitori non di creatori. Sacco, invece, era l'ultimo testimone della nobilissima tradizione del Gargano». L'attenzione verso l'artista di Carpino fu dimostrata, negli anni Settanta, anche dal gruppo Musicanova. «Un uomo di grande personalità - dice Eugenio Bennato - che all'essenza poetica affiancava un'autorità da leader manifestata non solo agli amici musicisti, ma anche sul palco davanti a un numeroso pubblico di giovani. Credo che Sacco, a pieno titolo, debba essere inserito nelle enciclopedie di musica come depositario di una cultura che accosterei ai grandi dello swing e del jazz americano. Sacco rappresentava l'equilibrio perfetto tra l'irruenza di una voce, che raggiungeva toni altissimi, e la freschezza non di un artista di clamore, ma quasi da sacerdote di quel rito collettivo che si chiama musica popolare. Andrea Sacco e Matteo Salvatore, anche lui scomparso da poco, sono i miei grandi maestri». L'ultima registrazione filmata di Andrea Sacco risale al 2001, nel documentario realizzato dal barese Maurizio Sciarra sui Cantori di Carpino, intitolato Chi ruba donne. Sciarra ricorda commosso la sua partecipazione: «Abbiamo iniziato le riprese con Sacco davanti alla tomba della moglie Carmela e lui ci indicò, più in basso, la lapide già predisposta per la sua ultima dimora. Aveva anche un grande senso di humor, che lo rendeva distaccato ironicamente dalla sua notorietà». Nicola Morisco - gazzetta del mezzogiorno
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#51   18 Marzo 2006 - 11:53
 
Non lo hai mai saputo caro Andrea... Eppure nel nostro piccolo abbiamo sempre promosso Te, le Tua terra, la Tua musica, che viene dal cuore e al cuore mira e spacca!
E adesso che ci hai lasciato? Bhe, non campbierà nula: Racconteremo la Storia e di TE che di quella Storia sei stato protagonista assoluto.
utente anonimo

#52   18 Marzo 2006 - 12:22
 
Sono estremamente addolorato per la notizia, e la frase che riportate di zio
Andrea "chi suona e canta non muore mai" mi fa sentire vicino a tutti voi.
un saluto affettuoso.
Davide Marengo regista del film "craj"
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#53   18 Marzo 2006 - 12:29
 
In un momento, in cui il dolore per l'incolmabile vuoto lasciato dalla scomparsa di Andrea Sacco sembra avere il sopravvento, vorrei unirmi a tutti voi nella speranza che la lezione straordinaria trasmessaci da questo grande maestro possa non tramontare mai e che la sua poesia, il suo canto,la sua voce antica possano continuare ad accompagnare il nostro presente e ad illuminare il nostro futuro. Una nuova stella nel cielo di Carpino e nel cuore di tutti noi.
Mary, Mantova
utente anonimo

#54   18 Marzo 2006 - 12:46
 
ricordo l agosto scorso quel vekkietto ke kantava tra visi incantati con la sua dolce e travolgente voce quest anno nn potro piu ascoltare il suono della terra delle radici ke raccontano la nostra storia.....ciao zi andrè...... dario da pomgliano d arco
utente anonimo

#55   18 Marzo 2006 - 13:18
 
La morte di Andrea Sacco, il cordoglio del presidente Stallone
“Andrea Sacco ha rappresentato non soltanto la musica folk ma una parte essenziale dell’identità culturale della Capitanata. Con la sua scomparsa, la nostra comunità perde uno degli ultimi interpreti di un genere musicale nobile e antico ma anche un artista di prima grandezza”. Queste le parole con le quali il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha commentato la notizia della morte di Andrea Sacco, leader e fondatore dei Cantori di Carpino.
“La perdita di Andrea Sacco ci priva di uno degli ultimi grandi interpreti di una tradizione canoro-musicale che affonda le sue radici nella Storia, nella Cultura e nell’identità più autentica della Capitanata”, prosegue il Presidente.
La Provincia di Foggia aveva in programma la realizzazione di un evento con i “Cantori di Carpino” e la consegna di un premio.
“A questo punto dovremo ragionare sulle iniziative più idonee per conservare il ricordo di uno dei più importanti artisti che la Capitanata abbia mai avuto”, ha proseguito Stallone.
“A titolo personale e a nome dell’intera Giunta Provinciale esprimo il più vivo cordoglio per la scomparsa di Andrea Sacco”, ha concluso il Presidente.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#56   18 Marzo 2006 - 13:43
 
parole dette oggi...non m'importa se per qualcuno risulteranno già sentite o scontate...
...Andrea era una scheggia della bellezza di Dio...
...Andrea adesso canta con gli angeli...
Gianlu
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#57   18 Marzo 2006 - 13:46
 
Discografia di Andrea Sacco
Discografia

1. Italia, vol. 1. I balli, gli strumenti, i canti religiosi, a cura di Roberto Leydi, Albatros,VPA 8082, 33.30, Milano, 1970.
2. Italia, vol. 3. La canzone lirica e satirica, la polivocalità, a cura di Roberto Leydi, Albatros, VPA 8126, 33.30, Milano,1971.
Roberto Leydi, libretto allegato al LP Italia, vol. 1. I balli, gli strumenti, i canti religiosi, Albatros,VPA 8082, Milano, 1970, pp. 5-6.
3. La voce del Gargano, a cura di AA. VV., CD VDGCD 001, Foggia, 1997.
Roberto Leydi, libretto allegato al LP Italia, vol. 3. La canzone lirica e satirica, la polivocalità, a cura di Roberto Leydi, Albatros, VPA 8126, Milano, 1971, p. 2.
4. Guitares ‘battente’ du Gargano, a cura di Salvatore Villani, Nanterre, al sur/média 7, AlCD 173/M7 853, 1997.
Pubblicato in parte nel libro di Salvatore Villani, Canti e strumenti musicali tradizionali di Carpino, Rignano Garganico, CSTPG, 1997.
5. Le tradizioni musicali nel Gargano, Vol. 2, I cantatori e sunatori di Carpino, a cura di Salvatore Villani, Udine, CD Nota 2.45, 1997.
6. Voix d’Italie, a cura di Ignazio Macchiarella, Arles, Citè de la Musique / Acte Sud, CD allegato al libro, 1999.
7. Lezioni di tarantella, a cura di Eugenio Bennato, s.l., DFV, s.d. (ma 1999).
8. I maestri della tarantella. La tarantella del Gargano. I cantori di Carpino, a cura di Eugenio Bennato, s.l., DFV, s.d. (ma 1999).
9. La tarantella del Gargano, a cura di Giuseppe Michele Gala, Firenze, Taranta, CD Ethnica 21, 2000.
10. Strumentario, a cura di Antonello Lamanna, Roma, Adnkronos Libri, CD allegato al libro, 2001.
11. Ragnatele, a cura di Antonello Lamanna, Roma, Adnkronos Libri, CD allegato al libro, 2002.
12. Alla Carpinese (il sonetto garganico nei canti popolari di Carpino), a cura di Francesco Nasuti, Monte Sant’Angelo, Edizioni FN, CD allegato al libro, 2004.
13. Andrea Sacco suona e canta - Storie di un suonatore e cantatore di Carpino, di Enrico Noviello, Lecce, Edizioni Aramirè, doppio CD allegato al libro, 2005
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#58   18 Marzo 2006 - 13:48
 
DISCHI CON DOCUMENTI ORIGINALI, eseguiti da suonatori tradizionali tra cui Andrea Sacco

1. The Columbia world library of folk and primitive music (Serie di numerosi LP, Columbia, anni Cinquanta), collected and edited by Alan Lomax.

Pubblicata negli Stati Uniti, riguardano l’Italia i seguenti dischi:

1.1) Northern and Central Italy and the Albanians of Calabria (LP, Columbia, 1957), volume XV della Serie, collected and edited by Alan Lomax and Diego Carpitella.

Ripubblicato in Italia dalla Pull, col titolo "Folklore Musicale Italiano 1" (cfr.).

1.2) Southern Italy and the Islands (LP, Columbia, 1957), volume XVI della Serie, collected and edited by Alan Lomax and Diego Carpitella.

Ripubblicato in Italia dalla Pull, col titolo "Folklore Musicale Italiano 2" (cfr.).

2. Folklore Musicale Europeo (Serie di 3 LP, Albatros/Vedette Records, 1970 e seguenti), a cura di Roberto Leydi.

2.1) Italia: I balli, gli strumenti, i canti religiosi (LP, Albatros/Vedette Records, 1970), volume I della Serie.

Tarantella (Carpino, Foggia), traccia 6 del Lato A.

2.2) Italia: Il canto lirico e satirico, la polivocalità (LP, Vedette Records/collana Albatros, 1975), volume III della Serie.

Serenata (Carpino, Foggia), traccia 1 del Lato A.

3. Folklore Musicale Italiano (Serie di 2 LP, Pull, 1973), a cura di Alan Lomax e Diego Carpitella.

3.1) Folklore Musicale Italiano 2 (LP, Pull, 1973), a cura di Alan Lomax e Diego Carpitella.

Alla Carpinese, traccia 8 del Lato A.

4. La voce del Gargano (CD, LA VOCE DEL GARGANO SNC, 1997), AA. VV.

Sunètte, traccia 10 del cd.

Tarantella alla Muntanare, traccia 16 del cd (strumentale).

5. I Cantatori e Sunatori di Carpino (CD, Nota, 1997), a cura di Salvatore Villani.

Tutte e 17 le tracce di cui è composto il disco.

6. Guitares "battente" du Gargano (CD, al sur, 1997) a cura di Salvatore Villani.

Le 9 tracce dalla 6 alla 14.

7. La Tarantella del Gargano (CD, Ethnica 21, La tradizione musicale in Puglia . Vol. 2, 2000) a cura di Giuseppe Michele Gala.

Le tracce da 1 a 6 e la 17 e la 18.

8. Tarantella del Gargano (CD, Cni/Raitrade/Taranta Power 2002, I Cantori di Carpino - Taranta Collection - I Maestri) a cura di Eugenio Bennato

Tutte e 15 le tracce di cui è composto il disco.

9. Alla Carpinese (CD allegato al libro, Edizioni FN, 2004) a cura di Francesco Nasuti.

Tutte le tracce di cui è composto il disco.

10. Andrea Sacco suona e canta - storie di un suonatore e cantatore di Carpino (CD allegato al libro, Edizione Aramire, 2005) a cura di Enrico Noviello.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#59   18 Marzo 2006 - 14:24
 
i carpinesi di orbassano si uniscono al dolore per questa perdita importante.
utente anonimo

#60   18 Marzo 2006 - 14:58
 
Papanonno mio carissimo......

ninna nanna nonnarello.....
se, bene non ti volevo non ti cantavo!

Il tutto nel nulla.
Di niente la tua poesia che
che ancora mi riascolto nel
profumo del ticordo.
ciao persona perbene del tempo
del tempo che fù. Grazienne
ennio nocera
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#61   18 Marzo 2006 - 15:13
 
Lungo il cammino ognuno segue le stelle che trova nel suo cielo,e spesso si impara a riconoscere anche le stelle di cieli diversi, di terre distanti, ma che brillano nella loro semplicità....avrò una ragione in più per sbirciare nel cielo e trovare una stella lucente col tuo sorriso...
ciao andrea....
tarantune
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#62   18 Marzo 2006 - 15:19
 
Ho conosciuto zio Andrea una sera a cena dopo un concerto che ci ha visto insieme sul palco.E tra un bicchiere di vino e qualche battuta ho ascoltato storie passate di un mondo distante dal mio, e ho raccolto pillole di una saggezza antica quanto l'uomo.
Arrivederci, zio Andrea, lì dove potremo ancora suonare e cantare insieme.
ABBES BOUFRIOUA
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#63   19 Marzo 2006 - 01:00
 
Ci ha lasciato davvero un grande!
E un uomo che e' riuscito a far risplendere da sempre la musica del Gargano.
In quanto amante e cultrice di questa musica mi unisco al condoglio per la sua scomparsa.
Da Granada(Spagna)
DANIELA
utente anonimo

#64   19 Marzo 2006 - 10:34
 
Siamo scesi come al solito, io e elia, da roma, ma questa volta sapevamo che non ci avresti detto pi๠come al solito: “io sto qui, quando volete venire, io sto qua, perchè eri morto, zì andrea, gia alle 8.30 della mattina di un venerdì 17, che di numero faceva 17/3/2006, e tu te ne andavi finalmente, dopo averlo chiesto già al destino da almeno un paio d'anni, e ora di anni ne avevi 94 compiuti.
Mentre viaggiavamo, pensavo che avevi avuto amici di tutti i tipi: i buoni, i malandri, quelli sensibili, i figli di puttana, quelli sinceri, quelli che ti hanno cavalcato dicevi tu: accome mi trattavano, così io pure li trattavo.
Di tutte le classi politiche o sociali, quelli famosi, quelli che non avranno mai nome, contadini, commilitoni, musicisti, e con quelli più cari ti chiamavi compagno
così ti diceva tua figlia maria, stamane, mentre tu eri nella bara aperta: tata, sono arrivati i compagni tuoa
e pensavo che questo faceva la differenza, di chi sa stare sulla faccia della terra, e chi no

avevo paura di trovare un funerale di personaggi pubblici che si scambiavano il microfono per tessere le tue lodi, e, attraverso te, le loro
forestieri più o meno famosi, invece abbiamo trovato la tua famiglia, la tua splendida famiglia, che vorrei nominarli a uno a uno, i tuoi splendidi figli, ma ho paura di invadere quel dolore intimo
e qualche compagno, di suonate intendo, come dicevi tu, gente magari un pò mediocre come me e elia, che noi amici di tutti i tipi non ce li abbiamo, e spesso ci ingelosiamo per niente

e poi c'erano i carpinesi, che a carpino un funerale così mi chiedevo chissà se c'è mai stato
c'era tutto il paese, un fiume lunghissimo, verso il cimitero, che sembrava una manifestazione dei sindacati, ma i contadini come te, zì andrea, i sindacati non ce li hanno mai avuti hanno avuto tanti compagni, che tu eri compagnone, solitario non sei stato mai

poi è arrivato a casa stamane a darti un ultimo saluto antonio picininno, ha detto ai presenti che voleva bene a te e tutta la famiglia tua, e poi ti ha rimproverato, con un affetto dolce, che tu avevi sempre detto, anche nel film, che chi balla non muore mai, invece Andrè mo sei morto, e si dispiaceva di cuore

una volta mi hai detto che tu chi ti andava cercando qualcosa, tu gliela davi: una canzone, una suonata, un sonetto, che non bisognava essere mai gelosi
a tutti quelli che te lo avevano chiesto avevi dato le tue canzoni, semplicemente, e con passione sapevi che nessuno le avrebbe mai potute cantare belle come facevi tu, ma gliele davi col cuore

e se qualcuno ti andava cercando una storia, un abbraccio, una battuta, tu c'eri, sempre, io sto qua, quando volete venire, io sto qua
da oggi zì andrè nessuno ti può più cercare niente, e questo è il vuoto che chi ti ha voluto bene davvero, zì andrè, e sono stati tanti, da oggi non può più colmare

in chiesa mi veniva in mente che tu non ci credevi alla vita eterna: dopo la morte - dicevi - non ci sta niente. Morto che è, uno, è finito, e se lo mangiano i topa
ma non avevi paura di morire, eri pronto, già da tanto tempo

hai vissuto la bellezza fino in fondo, hai fatto SEMPRE quello che desideravi, con umiltà però, cuore generoso e testardo, compagno, non hai mai perso la voce finchè eri vivo, nè l'amore, nè la vita che vive

a noi lasci l'onere di non poter dimenticare che tu ce l'avevi fatta, a vivere come la vita meriterebbe, e con il tuo esempio, puro e scanzonato, ci inchiodi:
si può fare
si può vivere come sacco andrea
magari cantare, come te, zì andrè, proprio no....

il bacio di sempre, con tutto il mio affetto, enrico. e con me elia,
monica, raffaella, luciano, michele, valentino, roberta, sabrina,
vincenzo, roberto, zì giannino, simona, debora, raffaella, giancarlo,
valerio, francesca, daniele, roberta....
Enrico Noviello
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#65   19 Marzo 2006 - 10:38
 
Sincere condoglianze da Benedetto Vecchio e i Musicisti del Basso Lazio a tutta la cittadinanza di Carpino e ai familiari di Andrea Sacco,che ho avuto il piacere di conoscere a Formia la notte di capodanno del 2000 con Eugenio Bennato ,dove anch'io ero ospite sul palco con loro.Siamo addolorati e che Dio gli lasci ancora la possibilità di cantare le sue belle canzoni in Paradiso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#66   19 Marzo 2006 - 10:52
 
Zi’ Andrea se n’è iuto
Vivere 95 anni, scampare più volte alla morte e ai malanni. Riapparire, dopo essere stato dichiarato ufficialmente “morto” per due volte, con la sua chitarra battente pronta a suonare note dolci e misteriose e con l’immancabile sorriso sulla bocca, pronta a cantare melodiosi versi d’amore che sembravano uscire dalla penna di un poeta del Rinascimento, piuttosto che dalla fantasia di un contadino che di scuole ne aveva fatte quasi niente. Eppure, con la sua Ballata di Carpino, Andrea Sacco aveva conquistato musicisti e poeti, rendendo celebri nel mondo i Cantori di Carpino. Come l’altro grande cantore di Apricena, scomparso da pochi mesi, Matteo Salvatore, è stato un aèdo della civiltà contadina in Puglia. Tutto questo non è cosa da comuni mortali. Zi’ Andrea era un folletto apparso dai boschi d’ulivo che circondano il suo paese per cantare l’amore e la pace che quegli alberi suggeriscono agli uomini.
Poiché nelle cose della vita c’è sempre una terza volta, c’è da credere che anche questa volta, Zi’ Andrea ha beffato la morte rifugiandosi nelle cavità dei suoi millenari ulivi, dove lo cercheremo per sempre, per ascoltare ancora una volta le sue magiche melodie. Ci piace credere così, e poiché egli stesso ci aveva detto che un uomo che suona non muore mai, allora Zi’ Andrea sarà sempre con noi, con la sua chitarra e il suo sorriso.
raffaele vescera
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#67   19 Marzo 2006 - 16:27
 
El dolor, queridos amigos míos, es como una escalera, para ascender hacia las cosas realmente importantes y verdaderas de la vida. Y a veces me pregunto ¿Si no será el sentido de la vida tener una buena muerte, tanto a nivel individual como colectibo.
De todos modos, siempre que se pierde un amigo y un maestro, la perdida nos parece imposible de superar. Pero ese planteamiento siempre será algo egoista y egocentrico. Pues a veces pasa que solo pensamos en nuestros sentimientos y emociones. Sin tener en cuenta que el hilo de vida que cada persona teje, a ella o él solo le compete.
Siento vuestro dolor como mío y me sumo y auno en vuestro pesar. Os mando mi más sincero pésame. Y os animo a continuar la tarea de Andrea. Hombre que supo del poder de la tradición oral de la su tierra hermosa. Hombre que se agarró a sus raices. Profundas y sujetas debajo de la tierra. Nunca se agarró a las ramas, porque sabía que en viniendo el aire se las lleva.
Estoy seguro que Andre ahora estará cantando y bailando alegremente junto a los suyos y los nuestros, en un bonito y grato rinconcito italiano del cielo.
Lo siento mucho compañeros. Que descanse en paz y la tierra le sea leve.
deovaelicum@hotmail.com
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#68   19 Marzo 2006 - 16:34
 
MUSICA POPOLARE: MORTO ANDREA SACCO,PADRE CANTORI CARPINO
(AGI) - Foggia, 17 mar. - Andrea Sacco, 95 anni, considerato il padre dei "Cantori di Carpino", il gruppo di musica popolare del Gargano e' morto questa mattina nella sua abitazione del piccolo centro del foggiano. Sacco, conosciuto come "Zio Andrea" era da tutti considerato l'ultimo erede della tradizione musicale del Gargano ed e' stato alla guida delle varie formazioni musicali dei "Cantori di Carpino" che si sono succeduti in questi anni. Solo circa un anno fa era scomparso anche l'altro grande protagonista della tradizione della musica popolare del Gargano, Matteo Salvatore.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#69   19 Marzo 2006 - 16:35
 
E' morto Andrea Sacco, ''patriarca'' dei Cantori di Carpino

Dopo Matteo Salvatore se n'è andato all'età di 95 anni anche Andrea Sacco, un altro grande cantore della memoria del Gargano. Patriarca dei Cantori di Carpino, ultimo discendente di una tradizione popolare fatta di suoni, di sogni e di fatiche, Sacco era nato a Carpino (Foggia), dove ha vissuto la sua vita, con l'eccezione della lunga parentesi della Seconda Guerra Mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare. Decine sono le versioni della sua montanara più famosa, Accomë j'eia fa' p'amà 'sta donnë, conosciuta impropriamente come Tarantella del Gargano. E' stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese.
(17 marzo 2006) Kataweb
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#70   19 Marzo 2006 - 16:37
 
Roberto Raheli
Andrea Sacco è morto ieri, 17 marzo 2006.
Con lui se ne va un pezzo di musica tradizionale del sud Italia grande quanto il cuore di un uomo che dice: – io non sono stato geloso di niente, io li ho imparati i cristiani, li ho imparati a suonare, li ho imparati a cantare, non sono stato geloso mai, come la sto insegnando a te mò così ho sempre insegnato a chi me la andava cercando, facevano: “Sacco mi devi imparare il sonetto?” e io glielo imparavo–
www.aramire.it
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#71   20 Marzo 2006 - 14:55
 
lA MORTE SIGNORA S'E PRESO ANCHE LUI IL POETA DEI POVERI, IL POETA DEGLI INVISIBILI, DI COLORO CHE MAI HANNO ALZATO LA VOCE DI COLORO CHE TUTTO SUBISCONO E MAI REAGISCONO. SIAMO TUTTI UN PO' PIU' SOLI. NOI CARPINESI ABBIAMO PERSO UN PATRIMONIO INESTIMABILE DI QUELLA CHE E' LA NOSTRA STORIA E SPERO SIA IL NOSTRO FUTURO.
CREDO CHE SIA ARRIVATA L'ORA DI PENSARE A RACCOGLIERE TUTTE LE OPERE E CONSERVARLE IN UN MUSEO DELLA CANZONE TRADIZIONALE E CHE SO' INTITOLARLO AI CANTORI DI CARPINO.
utente anonimo

#72   20 Marzo 2006 - 14:57
 
SONO TORNATO STAMANI ED HO LETTO LA NOTIZIA. NON PENSAVO CHE ZIO ANDREA POTESSE UN GIORNO MORIRE.
UN ABBRACCIO FORTE
ANGELO SACCO
utente anonimo

#73   20 Marzo 2006 - 16:10
 
..."Una scheggia della bellezza di Dio"...
...Un Uomo...
Si, così mi piace ricordarti, e non ha importanza che Tu non credevi in Dio, evidentemente Lui credeva in te... Non il freddo Dio delle chiese e delle processioni, ma quello che Ti ha donato la voce e ti ha messo una chitarra in mano... Più di questo non saprei chiedere...

Con Immensa Gratitudine

Andrea
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#74   20 Marzo 2006 - 16:57
 
A Carpino

È stato un giorno speciale per me, il 17 marzo. Un giorno che non dimenticherò: undici musicisti e attori da Bergamo, più un bambino di nove mesi, a Foggia. Hanno fatto uno spettacolo pulito e intenso, di quelli che ti restano addosso a lungo, e qualche cosa te la modificano dentro. Gli attori erano miei ospiti, letteralmente, a casa mia. E allora pensavo solo a questo, avevo il telefonino spesso spento, non ho sentito la segreteria telefonica di casa, non ho aperto la mail fino a ieri sera, zero televisione e radio…

Che ne potevo sapere…

Non ho sentito di zì Andrea.
E quando due amici cari hanno provato a raggiungermi e poi infine ci sono riusciti, io ero troppo “impegnata” per poter lasciare tutto e tutti, e correre a Carpino, lasciare tutto, correre a salutare zì Andrea.
Perdonami.
Com’è quella piazza che piange? La stessa che d’estate trasborda di gente appassionata, sincera, esaltata, talvolta disfatta dal sonno perso o da un poco di alcool di troppo. La stessa che fuori dal festival accoglie a gruppetti gli anziani, e anche i giovani, testimone di chiacchiere, e confidenze da sempre. La stessa nella quale si balla, si suona, si fa festa, il cuore del paese, il cuore de Gargano.
Com’è un cuore che piange?
Come sono i muri, la gradinata, la chiesa, i marciapiedi, i lastroni per terra, come piange una piazza? Non lo so. Non c’ero.
Zi’ Andrea saprà perdonarmi, lui adesso è in un luogo dove tutto si prende e si com-prende secondo parametri diversi, ma tanto anche prima era così… lui era già così.
E Carpino? Carpino che mi conosce, che conosce i miei figli, che mi saluta, mi ferma per strada, mi chiede di anno in anno come vanno le cose, che mi considera da sempre una di casa, una “forestiera”, trapiantata bene però.
Perdonami.

Certe mancanze arrivano a rate, mesi dopo, anni dopo. Come cambiali.
Certe voragini ti si aprono quando ormai non sai più dove andare a cercarne le origini.
Ma è vero anche il contrario. Anche la presenza, la carezza, la mano sulla spalla, la parola giusta nel momento giusto, come un angelo custode che non ti perde, anche questo c’è. E arriva. A un certo punto. Arriva dentro, resta.

Questo succederà.
Succederà a voi che lo avete amato, rispettato, seguito, aiutato, a voi che con lui avete diviso il vino, il sonno, e il gioco.
Succederà a chi lo amava, lo rispettava, e capiva, e imparava, un po’ a distanza, attraverso la sua musica, e la sua voce viva, da dentro. Come la sua, nessuna. Lui solo.
Capiva un altro modo di vivere, di godere, di morire.

Lo stesso mi mancherà.
Anche gli angeli mancano.

roberta jarussi

20 marzo 2006 ore 17,15


utente anonimo

#75   20 Marzo 2006 - 18:29
 
va bene, così doveva andare.
tutti sanno il cosa, poi, inaspettato, arriva il quando.
e quando arriva, si ripercorrono i ricordi, le frasi, le giornate in tua compagnia.
una volta hai detto che dopo la morte "non ce sta' nente".
e chi può saperlo?
nel frattempo, ti porteremo sempre nel cuore.

peppino di mauro.
utente anonimo

#76   20 Marzo 2006 - 18:34
 
Le piu' sentite condoglianze alla famiglia Sacco e al Carpino folkfestival
per la perdita di una delle ultime pietre miliari della musica popolare italiana.

Ariano folkfestival
utente anonimo

#77   20 Marzo 2006 - 20:09
 
si è perso un'artista solo se si perde la sua arte, non dobbiamo permettere mai che questo accada!
fabio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#78   21 Marzo 2006 - 07:14
 
Ho appena appreso la notizia ..sono a Melbourne ..sto lavorando come fotografo ai XVII Commowealth Games..stasera avevo programmato di organizzare una festa a basa di pizzica e taranta..ma la notizia della morte del Grande Maestro mi ha sconvolto..
vicino alla vostra comunita'
alessandro pugliese
utente anonimo

#79   21 Marzo 2006 - 08:21
 
Caro Zio Andrea,
solo adesso, a distanza di qualche giorno dal triste evento della tua scomparsa, riesco a scrivere, indegnamente, poche righe, per renderti omaggio e ringraziarti per quello che mi hai trasmesso e ci hai trasmesso con l'esempio della tua vita e dei sonetti che tu, come nessun altro, cantavi, con l'ausilio della tua inseparabile chitarra battente.
Tu sei stato, sei e sarai sempre, il Maestro, l'artista che veramente ha cantato Carpino. La tua magia ci ha sempre trasmesso, sopra ogni cosa, il senso dell'appartenenza, il legame profondo alle nostre radici insomma, l'orgoglio di essere carpinesi.
In ogni parte d'italia e del mondo la nostra amata carpino è stata conosciuta soprattutto grazie alle tue poesie d'amore che cantavi attraverso i "sunett".
Noi non ti dimenticheremo mai e abbiamo il dovere morale e civile di trasmettere e tramandare alle generazioni future le tue grandi gesta artistiche e umane.
Grazie Zio Andrea, anche a nome della comunità montana del gargano che, tutta, si stringe al dolore della famiglia e dei carpinesi per il tristissimo evento della tua morte.
Rocco RUO
Vice presidente della Comunità Montana del Gargano
utente anonimo

#80   21 Marzo 2006 - 09:04
 
La compagnia Arakne Mediterranea si unisce al cordoglio generale, per la
perdita di un grande della musica popolare che sicuramente è riuscito a
lasciare un segno indelebile alla sua terra, attraverso le sue musiche e i
suoi canti. Che veramente possa essere un grande esempio per le generazioni
future a rispettare e portare avanti le nostre tradizioni popolari come lui
da grande personaggio ha fatto.
giorgiodilecce
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#81   21 Marzo 2006 - 09:23
 
anche noi suoniamo la montanara di Andrea Sacco; lo ringraziamo e lo salutiamo

Riccardo, 'a Meza de Seje, Capri
utente anonimo

#82   21 Marzo 2006 - 11:05
 
un sentito abbraccio a tutti i familiari.
la sua mancanza la sentiamo forte.
una voce e una chitarra di rara emozione.
Ciao Zii'ndrea e non smettere di suonare.

Sara da Massafra
utente anonimo

#83   21 Marzo 2006 - 13:40
 
SEPPUR NEL PIU' PROFONDO DOLORE, SI AVVERTE LA CONSAPEVOLEZZA DI AVERTI CONOSCIUTO, DI AVER ASSAPORATO LA TUA MAGIA, LE TUE VIBRAZIONI,DI AVER CONOSCIUTO LA TUA UMILTA' E, QUEL MERAVIGLIOSO ED INFINITO RACCONTO CHE MAI POTREMO DIMENTICARE. ADDIO,ANZI,ARRIVEDERCI MAESTRO DI FAVOLE ANTICHE. QUALCOSA DI NOI E' PARTITO CON TE, MA TUTTO DI TE IN NOI VIVRA' ED ACCOMPAGNERA' IL NOSTRO.
CAMMINO.
GRAZIE ZI'NDREA
utente anonimo

#84   21 Marzo 2006 - 14:45
 
Ciao grande ed unico Andrea, oggi 21 marzo tutta Roma e dintorni ti ricorderanno per il tuo essere cantore inimitabile. Il mio programma radiofonico sarà a te dedicato perchè è solo con la tua musica che si intende il tuo essere incancellabile, irripetibile ed indimenticabile.
Tarantula Rubra.
utente anonimo

#85   21 Marzo 2006 - 16:58
 
Vi manifesto i più affettuosi sentimenti di commossa partecipazione per la scomparsa di Andrea Sacco, cantore del Gargano e cantore del popolo di Puglia.

Silvia Godelli
Assessore al Mediterraneo
Regione Puglia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#86   22 Marzo 2006 - 10:08
 
Leonardo Riccardi con il Gruppo di Musica Popolare SUONI si unisce al
dolore per questa grande perdita porgendo le più sentite condoglianze
alla famiglia.
utente anonimo

#87   22 Marzo 2006 - 20:36
 
Ciao Zio Andrea... la nostra musica, quella del Gargano, non muore mai.
Piero RUsso
utente anonimo

#88   23 Marzo 2006 - 08:36
 
buon viaggio zi'ndre.
utente anonimo

#89   23 Marzo 2006 - 09:49
 
Un caro saluto anche da noi, leggiamo soltanto ora, e vi siamo vicini.

Marco De Persio
(LA PALMA CLUB/ROMA)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#90   23 Marzo 2006 - 09:49
 
Non ho mai conosciuto Andrea Sacco. Anch'io sono un musicista e la sua scomparsa stimolerà la mia ricerca. Che la sua anima rimanga eterna.
Mirko
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#91   23 Marzo 2006 - 09:51
 
Matteo e Andrea continueranno a illuminarci. Grazie per la vostra attenzione. Nicola Morisco (La Gazzetta del Mezzogiorno).
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#92   23 Marzo 2006 - 10:10
 
Vorrei unirmi seppure in ritardo a voi tutti a nome di Alfamusic al cordoglio manifestato alla famigia Sacco.
Scusatemi per il ritardo; sono stato a Marsiglia alla Babel med music dal 16 Marzo.

Un abbraccio forte a te ed a tutti gli amici in ricordo del grande Andrea Sacco.

Fabrizio Salvatore
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#93   23 Marzo 2006 - 10:44
 
Andrea Sacco nei suoi concerti ringraziava tutti gli spettatori "Grazie a tutt quant"...siamo noi che dobbiamo ringraziare lui...
Ciao Andrea
utente anonimo

#94   23 Marzo 2006 - 13:18
 
Se una Terra può avere un suono e una voce, quelli della Capitanata erano la battente e la voce di zì 'Ndrèije Sacco.
E lo saranno sempre.
Ti vogliamo bene.
Stàmece bbùne, 'u zì.

Giancarlo Pugliese - Foggia
utente anonimo

#95   23 Marzo 2006 - 20:04
 
Non conoscevo Andrea Sacco e, fino a qualche giorno fa, non conoscevo
l'esistenza del Carpino Folk Festival, ma la scomparsa di un'artista che, da
quanto apprendo, tanto ha dato alla diffusione della musica folkloristica
pugliese è sempre una perdita importante per il patrimonio artistico e
culturale della nostra nazione. Ma, basandomi sulla mia esperienza, ad ogni
perdita corrisponde una "rinascita" ; chi se ne va ci lascia sempre un gran
vuoto ; chi parte per l'"Ultimo viaggio" lascia libero il suo posto, ma
riempie il cuore dei suoi cari con i suoi insegnamenti, con la sua
esperienza, il suo bagaglio culturale e, paradossalmente, entra a far parte
della vita di ognuno di noi in una maniera ancora più forte ed incisiva. E'
a queste persone che dobbiamo quello che siamo oggi, è a loro che dobbiamo
ispirarci quando ci sentiamo soli e persi. Perchè nulla è vano, niente
accade per caso.
Sono più che sicuro che il Carpino Folk Festival continuerà la sua strada
con un tocco di "energia" in più, con una "luce" nuova ; sentirete - magari
fra un po' - nascere dentro di voi una forza quasi inspiegabile che vi
porterà a compiere opere straordinarie, guidati dalla presenza quasi
"tangibile" del vostro caro. Perchè lui fa parte di voi, e ve ne accorgerete
sempre di più, lo sentirete, parlerà con il vostro cuore, vi consiglierà e
non giudicherà mai eventuali "errori".
Ne sono certo.
E' con questa certezza che esprimo il mio cordoglio. Dopo il buio seguirà la
Luce... così è sempre stato e così sarà sempre.
Con sincera stima e partecipazione.
Giorgio Molfini, direttore del Peter's Gospel Choir (Napoli)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#96   24 Marzo 2006 - 00:29
 
Il ricordo della poesia, della musicalità e della magia nei suoi sonetti e cantate saranno le cose più belle che ci resteranno per poter ricordare un grande maestro.
Un caro cordoglio alla famiglia.
Un carissimo saluto a zì ndrea con un grazie.

Bologna 24/03/2006
Donato Maccarone

utente anonimo

#97   25 Marzo 2006 - 10:12
 
Al caro Zio ANDREA,
scusa il ritardo. Sono dispiaciuto e commosso per non aver avuto la possibilità di salutarti di persona, ma una volta conosciuto una persona come TE, è impossibile scordare il tuo volto.
Grazie per quello che hai fatto.
Suonerai per noi come hai sempre fatto.
ciao e grazie
utente anonimo

#98   25 Marzo 2006 - 11:38
 
Vogliate (se possibile) abbracciare la Fam. SACCO per la perdita dello ZIO ANDREA da parte mia e farLe le condoglianze anche se con ritardo.

Un grazie particolare a Voi che ci fate sentire più vicini al nostro PAESE.
Angelo R.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#99   25 Marzo 2006 - 21:08
 
La notizia della scomparsa di Andrea lascia nel mio cuore una ferita insanabile, non hai idea di quante volte in questo periodo ho ascoltato la musica dei cantori è vero resteranno i ricordi, i suoni, la voce, gli squilli, la chitarra... ma non avremo mai più la fortuna di vederlo sul palco per farci come sempre sognare, sono emozionato e triste per la scomparsa di una pezzo della nostra storia ma soprattutto della storia garganica, condoglianze infinite. Arcangelo Palumbo
utente anonimo

#100   27 Marzo 2006 - 07:49
 
Foggia: La voce del Gargano, spettacolo musicale
Al teatro del Fuoco il tributo ad Andrea Sacco, voce immortale di una terra straordinaria

di Margherita Granatiero

Foggia - “Andrea Sacco muore e la sua voce entra nella leggenda e nella storia della musica. A Milano, Roma. Bologna, Firenze, Napoli, in Italia e in Europa, decine di migliaia di giovani con il fiato sospeso di fronte alla semplice e misteriosa potenza della sua voce. Profeta di un rock lontano dalle finzioni del divismo contemporaneo, artista e sacerdote dello straordinario rito collettivo che si chiama musica popolare”. Queste sono le parole di Eugenio Bennato dedicate ad Andrea Sacco, la voce del Gargano, scomparso lasciando un grande patrimonio legato alla sua arte, fatta di melodiosi versi carichi di passione accompagnati dal suono vivo della chitarra battente.
“La voce del Gargano”, spettacolo organizzato dal Centro Studi Cantiere Pugliese della Cultura e della Comunicazione con il patrocinio della Comunità Montana del Gargano, del Comune di Carpino, della Provincia di Foggia e della Regione Puglia, in scena ieri al Teatro del Fuoco è stato un tributo all’artista e il segno che Andrea Sacco è diventato immortale perché ha lasciato alla sua terra un grande patrimonio.
Un viaggio infinito in melodie capaci di sprigionare fin dalla prima nota la magia di secoli di tradizione musicale. L’amore, il mistero, l’arcaico passato legato alla terra del Gargano racchiusi nelle serenate interpretate dall’alfiere dei cantori di Carpino, Antonio Piccininno, novant’anni compiuti e scrigno inesauribile di emozioni.
Una musica che vive da duecento anni e che stava scomparendo con l’ultima generazione di cantatori ma che si è salvata grazie alla voglia dei giovani di riconciliarsi con le proprie tradizioni e soprattutto, di donare a tutti un pezzo della propria storia.
Così scevra di contaminazioni, pulita ed esaltante, la tarantella è anche un modo per esorcizzare gli effetti più devastanti di una globalizzazione che questa volta si è magicamente piegata di fronte alla potenza di una voce, di una vecchia chitarra, al suono incantatore di un tamburello.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente festival

#101   28 Marzo 2006 - 15:21
 
Fra tanti ricordi malinconici e tristi (che condivido) per la perdita di un pezzo di storia della cultura della nostra terra volevo ricordare anche l'aspetto scherzoso ed allegro di Andrea Sacco che era sempre pronto alla burla ed alla presa in giro: alla fine di un concerto con i cantori al pubblico in visibilio che gli chiedeva di suonare ancora zi Ndrea disse, serio serio "Nui accuscì sapim fà e ccuscì amme fatt, mo se ve piaciute ve lu piate e se nnò piatevel 'ndlu cavut". GRANDE!
Alex
utente anonimo

#102   04 Maggio 2006 - 11:25
 
Maestro Andrea Sacco,
sei stato un musicista assolutamente straordinario
ci mancherai tantissimo, ci mancheranno le tue sonate alla chitarra, la tua voce, la storia della tua vita .....
Che il tuo ricordo sia la guida per tanti musicisti e per tutti noi che continuiamo ad amare cio che hai cantato e suonato.

Alessandro Cereda
utente anonimo

Commenti
oppure vai su www.carpinofolkfestival.com
pubblicato dal nostro inviato: festival alle ore 09:31 | categoria:carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino