La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui
mercoledì, 20 febbraio 2008
Grazie a Ondaradio potremo seguire in diretta dal Blog (speriamo che il portale www.carpinofolkfestival.com attaccato dagli Hacker venga rimesso on line al più presto) la Conferenza Stampa del nascente F.F.S.S dalla Bit di Milano a partire dalle ore 12.00.
Sarà, come annunciato, Renzo Arbore il testimonial della nostra Provincia alla Borsa del Turismo 2008 di Milano. Da domani OndaRadio, per il terzo anno consecutivo, seguirà minuto per minuto in diretta via etere e via streaming, la kermesse milanese con uno proprio staff pilotato da Sandro Siena. Verranno trasmesse fino a sabato le manifestazioni più importanti che riguardano il nostro Gargano. Appuntamento a metà mattinata con il primo collegamento dai padiglioni della Puglia Imperiale.
 
Nel 1983 Renzo Arbore firmò il film "F.F.S.S.", una pellicola unica, inimitabile, una storia che porta i protagonisti della pellicola, dopo tanto girare e sperare, al Festival di Sanremo. A distanza di 25 anni la terra di origine dello show man foggiano sceglie quella strana, ma molto conosciuta sigla, "F.F.S.S.", per tornare a parlare di musica per un obiettivo sociale importante e in uno scenario straordinario, unico, i Monti Dauni ed il Gargano. Ed ecco nascere "F.F.S.S.", questa volta acronimo di Five Festival Sud System, con Renzo Arbore che il prossimo 21 febbraio alle ore 12,00 nello stand della Regione Puglia durante la BIT di Milano (fiera di Rho) potrà raccontare in conferenza stampa come la musica, dopo eventi negativi come gli incendi sul Gargano, possa essere il miglior mezzo comunicativo per lanciare messaggi positivi. Arbore testimonial, quindi, dei 5 festival che ridaranno una nuova veste al Gargano spazzando via le ceneri degli incendi e facendo scoprire gli straordinari Monti Dauni, portando oltre 200mila spettatori nelle serate della prossima estate. Ogni festival, assolutamente gratuito, ha una sua storia straordinaria ed è ambientato in luoghi unici, a volte incantati, altri lunari. Eccoli: il “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, il“Festival d’Arte dei Monti Dauni” e “FestambienteSud”.  "Abbiamo tutti ancora in mente le scene devastanti degli incendi della scorsa estate, ha commentato Arbore accettando l’invito alla BIT, così come l’impegno della gente garganica che ha pensato ad aiutare a salvare prima i turisti in difficoltà a spese della propria auto o casa che in quel momento rischiava di andare in fiamme. Di quei drammatici momenti mi piace, però, ricordare solo il coraggio e l’altruismo della gente garganica". All’evento, organizzato dall’Apt e dall’Amministrazione provinciale di Foggia con il contributo della Regione Puglia, saranno presenti l’assessore regionale Massimo Ostillio, il Commissario dell’APT di Foggia Nicola Vascello, il Presidente della Provincia di Foggia Carmine Stallone e l’assessore provinciale al Turismo di Foggia Giuseppe De Leonardis.
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postato da: festival alle ore 21:54 | categoria:musica, carpino, carpinesi, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino, gargano
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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lunedì, 18 febbraio 2008

di Amedeo Trezza

Novantadue anni sono pochi! Nel giorno più freddo dell’anno questa mattina il nostro cantore garganico Antonio Piccininno vive il suo novantaduesimo compleanno. Raggiunto al telefono poco fa sembrava quasi non avvertire il carattere eccezionale della sua ‘impresa’. Volendo lanciare un messaggio al mondo in questa sua giornata non ha saputo dir altro che: “Sono contento, va tutto bene, vi ringrazio molto per il vostro affetto” e, su una previsione del traguardo del secolo: “Beh, ci proviamo, ok!”. Tutto con quella asciutta semplicità di sempre, tipica dei ‘nostri’ anziani meridionali.

Tanti anni sono molti per chi tra gli ultimi ormai testimonia al presente un mondo passato, che esiste ormai solo sui libri…e nei cd. Un mondo a cui la sua ‘presenza’ lancia una sfida compunta ma convinta, tipica di chi viene da lontano ma che non si sente ‘lontano’, che vive il presente il maniera moderna, accettandolo e sfidandolo, criticandolo ma percorrendolo e riempiendolo di sé e della gioia di vivere, di fare e di cantare.

Testimone della Cultura nel 2007, Antonio Piccininno è testimone anche e piuttosto di una vitalità (tipica delle ‘classi’ di inizio secolo) alla quale noi nipoti e pronipoti dovremmo attingere a piene mani, cosa che però non sempre accade. Troppo spesso infatti crediamo che preservare significhi solo e semplicemente ‘conservare’, agendo ‘in differita’ e ‘di rimessa’, piuttosto che agire al presente e nel presente, proponendo, provocando. La tradizione non deve essere messa in bacheca (o peggio, in azoto liquido) ma deve essere percorsa e agita dall’interno, provata, assaggiata con tutti i sensi. Non deve essere solo un piacere intellettuale ma una pratica polisensoriale esperita in ogni momento e nel vivere quotidiano.

È per questo che novantadue anni sono pochi: non perché Zì ‘Ntonio (e tutti i nostri anziani, Carpinesi o meno) non ci abbiano offerto abbastanza, ma perché siamo noi che non abbiamo ancora avuto la capacità di attingere abbastanza da loro.

Concludeva Antonio, al telefono, vantando con fierezza e leggerezza ben ventidue serate negli ultimi mesi, e noi altrettante gliene auguriamo per quest’anno, iniziando a prepararci per rivederci tutti al Carpino Folk Festival 2008. Auguri Antonio!
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postato da: festival alle ore 09:44 | categoria:carpino, carpinesi, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 17 gennaio 2008
Questo racconto è per i miei paesani che continuano a cercare la luna e non si accorgono di vivere in un luogo dove è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale aspirano - Antonio Basile

Girando per valli e per monti di una splendida regione del Sud Italia, la Lucania, ci siamo spesso imbattuti in giovani che cantavano una truce litania:
"quanto siamo sfortunati, quanto siamo lontani dal mondo, quanto siamo poveri, quanto siamo arretrati, ..."
"beati quelli che vivono nelle grandi città, beati quelli che hanno una connessione internet veloce, beati quelli che sanno cosa fare la sera, ecc..."
"vorrei fare la velina ma non posso, vorrei fare il calciatore ma non posso, vorrei fare la ballerina ma non posso, vorrei farmi la plastica al naso ma non posso...."
Tutti questi ragazzi - che abbiamo incontrato nel corso delle nostre "spedizioni" - hanno in comune una cosa: nessuno conosceva le risorse naturali, immateriali o materiali della propria città/paese/valle.
Spesso, inoltre, questi ragazzi e ragazze accompagnano la loro litania con abbondanti dosi di cannabis o alcol.
Poi abbiamo incontrato giovani che abbiamo definito "Quelli che ballano la Tarantella". Ossia ragazzi e ragazze che non conoscono affatto quella litania, ma in compenso conoscono tutto del loro paese (la storia, le tradizioni, le ricette, il dialetto, gli angoli più suggestivi, ecc...)
A questo punto gli antropologi presenti nel nostro gruppo - seduti al tavolino di un bar di un piccolo paesino lucano - si sono messi a dire cose strane, incomprensibili. Parlavano di "teoria delle finestre rotte", Gemeinschaft und Gesellschaft, crescita o sviluppo, ecc...
Ad un certo punto si avvicina un vecchietto piccolo piccolo e dice, in dialetto: "Voi non avete capito niente. I nostri giovani sono così depressi perchè hanno perso la Consonanza e l'Armonia".
Consonanza? Armonia? Ma certo! Pitagora, Ocello Lucano, Metaponto, Montescaglioso....
Ma tutto questo che c'azzecca con lo sviluppo?
C'azzecca, c'azzecca.....
A questo punto eravamo eccitatissimi, ma delle tesi di Pitagora avevamo solo vaghi ricordi liceali.
Tornati in sede abbiamo subito condiviso questa esperienza con i filosofi del nostro network, i quali ci hanno ricordato che si sa ben poco del grande pensatore vissuto in Lucania e che gran parte di quello che sappiamo ci arriva da suoi discepoli o dai suoi oppositori (politici o filosofici).
Ma alcune cose le sappiamo con certezza, ad esempio, sappiamo è che gran parte del suo pensiero si concentra sul rapporto tra uomo e natura e sul fatto che solo attraverso la conoscenza l'uomo di avvicina alla sua vera natura e all'Armonia.
Di qui tutti gli studi sulla matematica, la geometria, la musica, ecc...
Ecco le parole chiave: Conoscenza; Rapporto tra uomo e natura; Consonanza; Armonia.
Ma non finì qui.
Fummo invitati al concerto di un grande musicista lucano - Rocco De Rosa - che nel bel mezzo di composizioni minimaliste se ne esce con una roba incredibile: un suo componimento che si chiama STO.
Spiegò che aveva composto questo pezzo ispirato dall'atteggiamento filosofico degli anziani lucani.
Rocco un giorno si avvicinò ad uno dei suoi anziani concittadini, seduto su una panchina, con gli occhi persi nel vuoto delle nostre colline, e chiese:
Rocco: "Zì 'ntò, che fai?"
E Zì 'nto: "Sto!"
R: "Che vuol dire: stai?"
ZA: "Rocco, io non staio. Ho detto che Sto!"
R: "E che differenza c'è?"
ZA: "Ahhh, Rocchi, ma a te la capitale t'ha fatto male. Hai dimenticato tutto, pure gli Antichi"
R: "Antichi? Di che Antichi parli?"
ZA: "Marò! Sei diventato proprio un barbaro. Ti sei pure scordato la storia degli Antichi, quella di Achille e della tartaruga"

Achille e la tartaruga!!!!!

Porca miseria. Il vecchio parlava di Zenone, di Parmenide, della scuola di Elea.
Fummo portati a pensare che queste fossero casualità, ma presto ci accorgemmo che non era affatto così.
Dopo qualche mese ci invitano a tenere un seminario sul patrimonio immateriale in un piccolissimo paese del cuore della Lucania.
Con noi c'era Rasche, un tedesco stranissimo e coltissimo che si occupa di musica antica e musica religiosa medievale.
Stranamente la saletta del centro sociale era gremitissima. Cominciamo il nostro seminario e arriviamo a parlare di zampogna in Lucania.
Ad un certo punto il pubblico comincia a guardare con insistenza un vecchietto che ad un certo punto - non potendone più fare a meno, vista l'insistenza tacita dei concittadini - caccia da una borsa da pastore una stranissima zampogna, una via di mezzo tra una zampogna a chiave ed una surdulina, gonfia l'otre e comincia a suonare.
Rasche a questo punto sembra come impazzito. Ride, si agita sulla sedia, non riesce tener ferme le braccia, si alza si risiede, prende appunti, scrive formule matematiche,....
I "suoni" si placano, la sala è ammutolita.
Rasche si catapulta sul vecchietto e comincia a gridare come un ossesso frasi apparentemente senza senso: "...intervalli di quinta, intervalli di ottava, monocordo, logaritmi...."
Il vecchio lo guardava impassibile con un leggero sorriso, ma non rispondeva alle migliaia di domande di Rasche.
"Rasche calmati! Che è successo? Facci capire."
Rasche: "Questa zampogna è accordata su una scala pitagorica modificata. La scala pitagorica è stata in uso fino al medioevo e poi è stata sostituita da altre scale. Questa zampogna ci ha portato indietro nel tempo di almeno 800 anni se non addirittura di 2500. Quella musica la sentivano alla corte di Federico II e a Metaponto a Taranto ad Atene, a Roma a... a..... Ma vi rendete conto! Nooo voi non vi rendete conto. Quello strumento vale tanto quanto il Colosseo o la cappella sistina o la Pietà di Michelangelo. LO CAPITE?"
Silenzio.
Quello strumento è arrivato fino a noi, immodificato, semplicemente sulla base della trasmissione orale della conoscenza.
A questo punto il tedesco era scatenato, sale in cattedra e comincia a parlare di musica medievale, canto gregoriano, musica alchemica, musica pitagorica, musica federiciana, di musica celata nei simboli impressi sulle tele medievali o celata nelle architetture delle chiese, di Bach, di passacaglia, di scale musicali arcaiche, di tarantella, di parallelismo tra tarantismo tedesco, spagnolo, berbero e apulo-lucano, di discanto, ecc....

Noi eravamo terrorizzati. Temevamo che l'uditorio si spazientisse o si annoiasse. E invece no. Stavano tutti attentissimi e annuivano. Alcuni addirittura intervennero o fecero delle domande.
Uno spettacolo incredibile.
Alla fine del seminario, durato un'ora più del previsto. Si avvicina un prete, vecchissimo, e ci invita a seguirlo.
Ci porta in un archivio al quale ha accesso solo il clero e ci mostra degli antichi manoscritti miniati.
Su questi manoscritti c'era di tutto: studi storici, archeologici, demo-antropologici, trascrizioni di canti e musiche popolari, riproduzioni di strumenti musicali e passi di danza popolare.
Un tesoro, un vero immenso tesoro.

Il tedesco, a questo punto, era totalmente fuori dalla grazia di Dio, e rivolse al prete la fatidica domanda:
"Ma questo materiale è del tutto sconosciuto. Perché non lo pubblicate? Perchè non consentite agli studiosi di accedere a questa miniera di Sapere e di Conoscenza?"
Il prete sorrise e rispose così:
"Non è ancora giunto il tempo.
Questo materiale sta qui celato da centinaia di anni e molti anni dovranno ancora passare prima che esso veda la luce.
Se oggi lo pubblicassimo non ci sarebbero risorse a sufficienza, umane e monetarie, per studiarlo compiutamente e accadrebbe quello che è già successo in passato: qualcuno costruirebbe la sua carriera universitaria su queste antiche pagine senza dare niente in cambio, in termini di crescita culturale e sociale, a questo paesello dimenticato dagli uomini, ma non da Dio".
Aveva ragione. Aveva maledettamente ragione.
Ma io non mi arresi e dissi: "Padre, lei ha ragione, ma non si potrebbe far studiare queste carte ai giovani di questo Paese?"
E lui: "Ci ho provato, ma nessuno dei giovani di questo paese crede che queste siano cose importanti.
Tutti pensano che oggi sia importante l'informatica, le veline, viaggiare, scoprire il mondo, il Grande Fratello, bere acqua minerale francese, ...
Tutti loro pensano che il mondo sia fuori da questo paese e non vedono che invece in questi luoghi è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale riusciranno ad accedere una volta andati via di qui."
Ezum Valgemom - ...segue su http://raccontamiunafiaba.blogspot.com/
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postato da: festival alle ore 19:30 | categoria:carpino, carpinesi
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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domenica, 16 dicembre 2007
Foto di giuli@
Mi auguro che, al più presto, il sito del Comune di Carpino diventi il più possibile trasparente con la pubblicazione integrale di tutte le delibere, di Consiglio e di Giunta comunale oltre che delle Determine dei vari uffici, come avviene in comuni vicini a noi.
Per notizia a di chi sta fuori Carpino, il comitato civico Rinascita ha chiuso per problemi economici e fra non molto, probabilmente, per gli stessi motivi, chiuderà anche informaCarpino, che in questi anni ha cercato, di interpretare e notiziare i cittadini di quello che accadeva nel nostro paese, senza se e senza ma, ne con tizio, ne contro caio; con grande soddisfazione per qualcuno, certamente non per le tante persone che hanno a cuore le sorti del nostro amato paese, alle quali va il mio più incondizionato ed affettuoso ringraziamento. Sarebbe opportuno, per tutti, che usassimo, il nostro cognome e nome, nel dare suggerimenti, idee, almeno via internet. Un abbraccio e Buon Natale e Felice 2008 a tutti i Carpinesi e non, vicini e lontano. Cordialmente Santino Basanisi

Ciao Santino
ho voluto riportare la tua notizia in prima pagina per darne il giusto risalto.
Ti chiedo cosa possiamo fare per evitare la chiusura di InformaCarpino? se si tratta di un problema economico vuoi fornirci le coordinate bancarie di modo che chi vuole possa darti una mano?
Non mi trovo il bollettino che di solito allegate.
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postato da: festival alle ore 15:11 | categoria:carpino, carpinesi, gargano
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sabato, 24 novembre 2007

www.comunedicarpino.it
In tempi in cui la comunicazione e l'immagine rappresentano uno dei sistemi più immediati ed efficaci per farsi conoscere, anche il Comune di Carpino ha pensato alla realizzazione del suo Portale Istituzionale Ufficiale. Un moderno e agile sistema per permettere di avvicinare i cittadini all'attività amministrativa nel segno della trasparenza.
Esso è innanzitutto pensato e costruito come servizio alla popolazione. L'impostazione è innovativa perché considera in via prioritaria le esigenze concrete di un cittadino attento alle vicende che interessano il proprio Comune di residenza. Un cittadino che vuole meglio capire il funzionamento dell'amministrazione comunale e che è interessato a risolvere numerose questioni amministrative e burocratiche in modo semplice, chiaro e sicuro.
Attraverso questo portale, in una sorta di sportello elettronico senza orari, si forniranno notizie, informazioni e servizi, al fine di semplificare il rapporto tra Amministrazione e pubblico e nel contempo di dare maggiore visibilità ai servizi presenti sul territorio.
La seconda finalità del portale è quella di aprire un nuovo canale di comunicazione con il Mondo intero e con i molti che, ovunque, navigano in internet. Questa opportunità permetterà di rivolgere a tutti l'invito a conoscere e a visitare Carpino con le sue propensioni culturali, i suoi eventi (anche a livello nazionale), i suoi prodotti tipici e le sue tradizioni, la sua storia e il suo futuro, le sue attività produttive, commerciali, imprenditoriali e artigianali.

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postato da: festival alle ore 14:39 | categoria:carpino, carpinesi, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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lunedì, 22 ottobre 2007
Carpino - Maltempo, allagamenti in provincia di Foggia - La zona più colpita è quella tra Carpino e Lido del Sole.
Decine di allagamenti si sono registrati, in queste ultime ore di freddo e di pioggia, in provincia di Foggia. Le zone più colpite sono quelle tra Carpino e Lido del Sole, ma la situazione è sotto controllo grazie anche all’intervento dei vigili del fuoco. "Le precipitazioni violente e continue - ha affermato un funzionario dell’ufficio tecnico del comune di Rodi Garganico - sono frequenti in questa zona. Le falde sotterranee si riempiono facilmente e la canalizzazione dell’acqua è insufficiente. Per questo si verificano allagamenti di strade o di abitazioni e garage. Non siamo comunque in una situazione di emergenza".

Allagata la zona 167 di Carpino
Le abbondanti piogge delle ultime ore stanno mettendo in ginocchio la zona 167 di Carpino. Allegate numerose abitazioni, ma anche tanti garage e alcuni locali ai piani interrati. Sul posto stanno operando due squadre dei Vigili del Fuoco.
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postato da: festival alle ore 14:00 | categoria:carpino, carpinesi, gargano
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venerdì, 15 giugno 2007
Con la presente l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival è lieta di darLe il benvenuto quale nuovo sindaco di Carpino e si augura che, terminata la campagna elettorale, particolarmente aspra, si riunisca l'anima del paese e che Lei possa divenire il sindaco di tutti i carpinesi.
Al nuovo sindaco ricordiamo il progetto del Carpino Folk Festival 2007 presentato lo scorso dicembre al Comune e fin da ora ci mettiamo a completa disposizione per una proficua collaborazione nell'interesse del Festival, della Musica Popolare e di tutta Carpino.
Cosa chiediamo al nuovo sindaco ?
Molto semplice, che i nostri progetti e le nostre finalità entrino a far parte oggi del dibattito politico e domani dei futuri progetti da realizzare.
Cose concrete da realizzare nel breve periodo?
Fattiva ed indispensabile collaborazione dell’Amministrazione comunale per la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico per la prossima imminente edizione del Carpino Folk Festival e per la creazione di parcheggi e zone riservate al campeggio per l’accoglienza del sempre più numeroso pubblico che segue la manifestazione.
Signor Sindaco anche a Lei e alla compagine governativa che si accinge ad iniziare il suo lavoro, ci piace ricordare che chiunque ponga in essere programmi, progetti, buoni propositi che pongano la cultura al centro di un nuovo sviluppo sostenibile e che vanno incontro alle finalità espresse otterrà il nostro placito e il nostro incoraggiamento; con una precisazione: la nostra Associazione è culturale e non ha finalità politiche, anche se ciascuno dei nostri membri ha una sua visione del mondo e della vita e “non gradisce" contaminazioni da parte della politica (o, se volete, è gelosa della propria autonomia), infatti, anche questo è noto, ritiene che, se ciascuno nel proprio ruolo gioca bene la propria partita, tutti possono raggiungere i risultati sperati.
Signor Sindaco l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival persegue finalità tutte volte alla creazione di una nuova via per lo sviluppo economico di Carpino, del Gargano e della Puglia, una via che passa inevitabilmente (come l'esperienza di questi ultimi anni insegna) per un nuovo turismo, quello culturale. L'unico turismo in grado a nostro avviso di ampliare l'offerta turistica pugliese, che coinvolga anche i territori interni e non solo quelli costieri-balneari, attraverso la creazione di un circuito culturale sulla falsariga di quello creato in Umbria con Umbria jazz e le sue manifestazioni collegate e che, di conseguenza, valorizzi tutti gli altri beni culturali e le altre risorse della nostra regione.
In particolare il progetto dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival, prevede :
-la creazione di un Auditorum della Musica Popolare. Si ritiene che il territorio Garganico abbia bisogno di grandi simboli come la Torre Eifell, la Cupola del Brunelleschi a Firenze, il Ponte Vecchio, il Colosseo, il Ponte di Rialto a Venezia ecc.. opere che hanno reso famosi, in tutto il mondo, quei territori e hanno attirato il turismo internazionale. Per far conoscere Carpino, il Gargano e la Puglia nel mondo occorre un'idea innovativa, unica, che susciti curiosità, polivalente, che produca reddito, che faccia parlare di sé, che sia utile ai carpinesi,che rispetti e valorizzi l'ambiente, la memoria storica e culturale, che incrementi il valore scenico e panoramico, ecc. ecc. Occorre, cioè, investire in una grande opera ed è per questa ragione che proponiamo di realizzare un Auditorum della Musica Popolare ad opera di un grande architetto dei nostri tempi (ad es. Oscar Niemeyer),  che insieme all'opera di Renzo Piano, per Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, faccia convergere sul Gargano il turismo internazionale. Un Auditorum vivo di socializzazione, di educazione ambientale e di promozione turistica dell'intera Puglia.....
-la creazione di un Centro di Documentazione che preveda l'istituzione di un Archivio Multimediale e Sonoro sulla cultura garganica di tradizione orale e, anche, sul patrimonio etno-musicale ed etno-coreutico la creazione di una Biblioteca Tematica e Storica
-la realizzazione di Progetti Formativi/Didattici per la conoscenza delle peculiarità culturali delle tradizioni popolari
-la messa in rete del nostro progetto con altre iniziative nazionali ed Europee, che preveda il coinvolgimento delle Associazioni e Federazioni di Associazioni degli Emigrati Pugliesi
-l'inserimento del Patrimonio Culturale Popolare del Gargano nella Lista dell'Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale. In particolare l'inserimento dei numerosi Cantori e Cantautori del Gargano, ad es. quelli di Carpino sono stati di recente nominati Testimoni della Cultura, i canti che si ostinano a tramandare anche ad età molto avanzata, la funzione che questi canti avevano in passato, come quella di portare la serenata, lo strumento principe usato per accompagnare questi canti, ossia la chitarra battente e quindi le tecniche artigianali per la loro costruzione, e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestisana e la mundanara, senza dimenticare la particolarità del ballo delle nostre terre.
Come vede, Signor Sindaco, la nostra Associazione ha le idee molto chiare e molti obiettivi da raggiungere e ci auguriamo di poterLa incontrare nel nostro cammino e di fare insieme un bel pezzo di strada per il bene di tutti, sia di coloro che l'hanno votata, ma anche per quelli che il voto hanno preferito darlo ad altri candidati o hanno deciso di non votare.
Nel salutarLa cordialmente cogliamo l’occasione per augurarLe buon lavoro.
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
Il Presidente Mattia Sacco
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postato da: festival alle ore 10:06 | categoria:carpino, carpinesi, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino, gargano
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martedì, 10 aprile 2007
Carpino Folk Festival dal 03 - 11 Agosto 2007
Stabilite dal direttivo dell'Ass. Cult. Carpino Folk Festival le date della XII edizione.
Ritorna dunque quella festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del gargano e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane.

Sarà ancora una volta il mix tra riti sacri e profani a condurre gli spettatori/partecipanti alla scoperta di un mondo antico, sconosciuto e incomprensibile, ma proprio per questo carico di un fascino inesauribile.
 
Ecco l'articolazione della manifestazione:
Suoni di Passi
Laboratori Didattici, Danza, Chitarra Battente e Percussioni
Carpino Cinema
Presentazioni di Film e Corti
Carpino Letterario
Presentazioni Letterarie    
Festa Festa
Concerti nelle strade e nei vicoli
La Notte di Chi Ruba Donne
Concerti della tradizione
Carpino Folk Festival 2007
Concerti in Piazza del Popolo

La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per quest’unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie tradizioni senza cadere in scontati cliché, saranno alla fine gli ingredienti giusti del successo della prossima edizione del Carpino Folk Festival.
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giovedì, 15 marzo 2007

Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

È passato già un anno. Il 17 marzo del 2006, all'eta di 94 anni, si spegneva Andrea Sacco, contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, interprete ineguagliabile dei canti tradizionali carpinesi.
A seguito del comunicato stampa con cui l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival ne dava la triste notizia i telefoni, il fax, le caselle email e il blog furono inondati da tanti attestati d’affetto per Zì ‘Ndrea, l'en-simo sintomo che la dolcezza della sua chitarra battente e la forza poetica delle sue parole con cui ci ha tramandato i segreti della nostra terra, dall'amore per le donne alla fatica del campi, avevano colpito nel segno.
In suo onore l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival il mese scorso ha richiesto al Sindaco del Comune di Carpino l'intitolazione di una via, un edificio o altro spazio dedito alla fruizione del pubblico a "Andrea Sacco - Cantatore e Suonatore popolare di Carpino" e ci auguriamo che anche gli altri paesi del Promontorio del Gargano possano fare altrettanto.
Oggi lo ricordiamo con le parole di Amedeo Trezza che seguono, ma prima ci piace dirvi anche de “Il Premio Andrea Sacco: La voce del Gargano” un manifestazione ideata da Michele Mangano che per la giornata del 16 marzo prevede un convegno a Palazzo Dogana in cui si parlerà dell'estetica delle tarantelle d'amore e di sdegno del Gargano, mentre la giornata del 17 prevede dieci gruppi di musica popolare che si esibiranno al Teatro del Fuoco, tra i quali i Cantori di Carpino e l'ultranovantenne Antonio Piccininno a cui verrà assegnato il premio alla carriera.

In memoria di Andrea Sacco 

     17 Marzo 2006: ci lascia Zì ‘Ndrea. 17 Marzo 2007: siamo tutti qui a ricordarlo, per la prima volta. Sarebbe forse questo il caso di cominciare a elencare una lunga serie di frasi fatte, di convenevoli scontati, periodi declinati all’imperfetto alla memoria del nostro Cantore. E invece no, non credo serva a molto. Sarebbe uno sforzo da ‘almanacco del giorno…prima’ solo per riempire una pagina su di un foglio o un cuore con ricordi che però già gli appartengono. Sarebbe una malriuscita rievocazione di ciò e di chi, come allora – come fino ad un anno fa, non è e non potrà mai più essere tra noi.
    E allora, davanti a un tale vuoto, a un senso di perdita figlio di una mancanza grave come la nostra quest’oggi, cosa dire, come reagire? Non c’è bisogno di andare lontano, cercando su qualche libro una biografia o in paesi esotici un’icona consolatoria. Bisogna avere solo il coraggio di alzare la testa e di guardarsi intorno, di toccare le piccole cose del nostro paese, meridione mediterraneo, di assaporarne le essenze e d’inseguirne gli odori, di vivere le pause e le fatiche, le gioie e i dolori, di ascoltarne i rumori e i silenzi. E se saremo diligenti questi rumori e silenzi speziati presto sapranno mostrarsi a noi attraverso il sentore di quelle semplici cascate di note argentine che come acqua fresca di un temporale estivo le dita contadine di Zì ‘Ndrea ci versavano addosso e fin dentro all’anima quando lo ascoltavamo suonare la sua chitarra di legno, dura e però accogliente come la sua mano che l’accarezzava. Davvero basta guardarsi intorno e non troppo lontano, perché il mondo narrato dai tantissimi sonetti carpinesi è un mondo semplice, un mondo trasparente agli umori di base dell’uomo. C’è una semplicità dignitosa e lieve, leggera come una nota cantata, che sa riassumere in pochi versi una maniera di stare al mondo che pian piano ci appartiene sempre meno nei modi, nelle usanze, nelle abitudini quotidiane, nei ritmi di vita e nei tipi di lavoro, ma che non dovremmo però lasciarci sfuggire quantomeno nello spirito, nel modo di porci al mondo. È proprio questo il messaggio che si legge tra le righe dei sonetti carpinesi e tra i toni della voce di Andrea Sacco che ora riascoltiamo registrati. Oltre le parole narrate c’è un senso di stare al mondo che, se vogliamo, potrà essere per noi la vera eredità tramandataci da 96 anni d’esperienza, un secolo eppure un soffio di vita tra le eterne terre garganiche.
    In questi istanti di silenzio, intanto, mi torna alla memoria la sua interpretazione a due voci di Povero cuore mio ferito ferito e mi rendo conto di come sia inconfondibilmente elegante quel suo possente ma dolce, potente ma delicato incedere vocale, un vero e proprio Nabucco della musica popolare italiana, perfetta sintesi di passione e compostezza, di sensi e ragione.
    Il nostro omaggio – il nostro tributo – oggi, non sarà quello di rincorrere un mito, imitare una sonorità, conservare con maniacale atteggiamento museale ogni particolare artistico. Ciò che Zì ‘Ndrea si sarebbe proprio aspettato da noi è provare ad essere genuinamente noi stessi, onesti di fronte al ricordo ma risoluti a non temere di guardare innanzi, con negli occhi il profilo del suo volto schietto e gentile, così come ce lo consegnano le righe di Giovanna Marini in Una mattina mi son svegliata, nell’occasione del suo incontro con Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone nel 1998: «Questi sono i portatori, i veri, e si capisce subito, perfettamente. L’eleganza delle tarantelle di Andrea Sacco, dei suoi saltarelli, la lentezza e i melismi, la risoluzione delle sue frasi musicali, con un accordo sulla quarta, poi una dominante a partire dal sesto grado e una risoluzione assolutamente a sorpresa, i continui cambiamenti, microvarianti eleganti, e mai ripetute due volte uguali nella stessa frase. Un vecchio che ha quasi novant’anni molla la chitarra che si è fatto da solo – come si usava in campagna – e si mette a ballare la tarantella con la sua vecchietta: pochi passi eleganti, niente della diavoleria della pizzica che oramai imperversa nelle discoteche popolari. Siamo alle origini […]».
    Ed è proprio e soltanto a quelle ‘origini’ che l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival vuole oggi ispirarsi per ricordarti e salutarti, ovunque tu sia.

 Carpino Folk Festival
Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui
mercoledì, 14 marzo 2007
Mario Trombetta: "il Carpino Folk Festival ha reso famoso il nostro comune e il Gargano in tutto il mondo. Andrea Sacco e' un figlio di Carpino, ma e' anche un bene dell'umanità' come il resto dei cantori" - un volume di Enrico Noviello mette in risalto la figura del cantore scomparso nel 2006.
di Angelo Del Vecchio

CARPINO. "Assatel'abballà chiste zetille che tene la tarante sott'alli péde madonne come ce mènene come nu sacche de tapéne" (Lasciateli ballare questi zitelli che hanno la taranta sotto i piedi madonna come si lanciano come un sacco di patate). E' questo uno dei sonetti tipici e più noti della tradizione canoro-musicale carpinese e simbolo di uno dei leader storici dei cantori, lo scomparso Andrea Sacco, deceduto nel 2006 a 95 anni, quasi tutti passati a suonare la sua chitarra battente a fondo bombato, costruita nel lontano 1924 da Francesco Paolo Cozzola. "Cozzola, Sacco, Piccininno, Maccarone e tutti gli altri cantori sono il simbolo di una Carpino antica che, grazie anche se non soprattutto alle giovani generazioni, si è saputa innovare imparando dalla tradizione e dal passato - spiega il primo cittadino Mario Trombetta anche nel suo ruolo di dirigente del Gruppo di Azione Locale Gargano - grazie al Festival il nostro comune è uscito dallo storico isolamento dove era sprofondato e da circa 10 anni è diventato punto di riferimento per gli amanti della musica popolare e delle tradizioni tipiche. Carpino deve dire grazie a tutti coloro i quali si sono mossi negli anni per coltivare un sogno, oggi diventato realtà. C'è chi vorrebbe veder morto il festival, chi lo vorrebbe migliorare, chi lo vorrebbe lasciare così com'è. E' come San Remo, tutti lo amano, tutti lo odiano". In termini di ricaduta turistica, aggiunge Trombetta, il C.F.F. è stato determinante per un settore fondamentale dell'economia locale, quello dell'artigianato legato all'evento (con le chitarre battenti in primo piano, le tammorre e le castagnole) e quello delle produzioni tipiche locali (partendo dall'olio d'oliva, passando per le fave e i loro derivati). Il primo cittadino ha poi voluto ricordare la figura di Andrea Sacco, ricordando che "il cantore è un figlio di Carpino, ma è anche un figlio dell'umanità", essendo la musica universale e senza padroni. "Zje Andreje (Zio Andrea), come veniva chiamato amichevolmente in paese - ha commentato Trombetta - era un uomo semplice, ma anche un grande artista". Nel 2005 un volume ha svelato i lati nascosti di Sacco, trattando della sua figura di maestro e di testimone diretto della tradizione. Quasi un secolo di vita, passato a suonare e a cantare, è stato raccolto e riproposto da un giovane scrittore originario di Manfredonia, Enrico Noviello, che da qualche anno si stava occupando intensamente del cantore. Il libro, come ci spiega per telefono lo stesso autore, oltre che presentare un ritratto del musicista, si sofferma particolarmente sul sistema di valori e sulle esperienze umane che hanno segnato la vita di Andrea. Per questo, in una piccola operazione di storia orale, fa emergere lo spaccato di un mondo orale e contadino che sta scomparendo e dal quale tutti noi in qualche misura proveniamo. Il volume, dal titolo "Andrea Sacco suona e balla - Storie di un suonatore e cantatore di Carpino", edito dalla casa editrice salentina Aramirè, contiene anche due cd, con interviste e brani musicali. Sacco era nato 96 anni fa a Carpino, dove era vissuto per tutta la vita, con l'eccezione della lunga parentesi della II guerra mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare, contandosi decine di versioni ispirate alla sua montanara più famosa, "Accomë j'eia fa' p'amà 'sta donnë ", conosciuta impropriamente con il titolo "Tarantella del Gargano" (è un falso storico). E' stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese. Nella parte iniziale del volume, aggiunge Novello, troviamo alcune riflessioni che introducono lo scenario musicale e culturale in cui prende vita l'esperienza umana e musicale del cantore carpine. "Il canto di Sacco nasce prima della televisione e prima ancora della radio - spiega Noviello - in un mondo povero e contadino, dove le arti visive sono povere, e tutta l'energia ludica e creativa della comunità si concentra nella voce di chi racconta e soprattutto di chi canta". Ritornando al sindaco Trombetta, il premio "Andrea Sacco", come noto "inventato" dall'esperto di folk Michele Mangano, non è propriamente uno scippo a Carpino, ma un monito a riflettere su un uomo e su un artista che comunque fa parlare e che farà parlare di se ancora per tanto, tantissimo tempo. Per concludere, la diatriba sulla nascita della tarantella di tipo garganico va indirizzata agli studiosi del settore, che certamente sapranno distinguere, in maniera più obiettiva dei contendenti garganici, tra i differenti giochi di campanile: è nata a Monte Sant'Angelo o a Carpino? Noi siamo per una verità sostanziale: non c'è mai stata una tarantella del Promontorio, ma tante tarantelle nei tanti comuni della Montagna del Sole.
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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mercoledì, 17 gennaio 2007
L'Ass. Culturale Carpino Folk Festival con la presente ringrazia il Presidente del Gal Gargano, Nicola Abatantuono, per l'attestazione di stima manifestata nei nostri confronti e si augura, e ne è certa, che saprà distinguere i giornalisti dai giornalai. Infatti l'Ass. ha manifestato amarezza per non aver visto finanziato un proprio progetto a cui tiene in modo particolare, ma nel nostro comunicato stampa (di cui è possibile leggere a questo indirizzo: http://carpinofolkfestival.splinder.com) non vi era da parte nostra nessuna vena polemica.
Quindi precisiamo che la locuzione "boicottare" non è, dalla nostra associazione, mai stata utilizzata, anche perchè sarebbe veramente inopportuna. Essa è stata invece utilizzata da un vero e proprio giornalaio, il solito veramente interessato a boicottare il nostro festival a vantaggio di altre manifestazioni da lui stesso organizzate con evidente conflitto di interessi.
Ufficio Stampa
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
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sabato, 16 dicembre 2006
“Il nostro programma di potenziamento dell’edilizia scolastica di Capitanata procede senza soste. Con questo intervento, la Provincia di Foggia, ha inteso dotare il Liceo scientifico statale di Carpino di una palestra per venire incontro alle esigenze dei giovani e del personale docente”. Così l’assessore ai Lavori Pubblici, Antonello Summa, commenta l’approvazione da parte della Giunta Provinciale del progetto definitivo per la realizzazione di una palestra annessa al Liceo scientifico statale di Carpino. Importo del progetto : 160mila euro. Con i fondi in questione sarà realizzata una tensostruttura da destinare a palestra scolastica per le attività ginniche. Nel dettaglio si tratta di una struttura prefabbricata. Ma l’impegno della Giunta provinciale e dell’assessore Summa per il Liceo di Carpino non si esaurisce qui: con un ulteriore stanziamento di 35mila euro saranno poste in essere azioni di recupero parziale di seminterrati da destinare alla realizzazione di un laboratorio informatico.
“L’edilizia scolastica è uno dei punti chiave del nostro programma di governo. Un impegno al quale anche quest’anno abbiamo destinato finanziamenti ingenti. Il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione dei giovani di Capitanata scuole moderne, sicure e funzionali che siano laboratori aperti alla libera espressione della creatività e delle loro potenzialità ma che siano anche in grado di dotarli di un pacchetto di competenze e di conoscenze adeguate alle sfide della società dell’Informazione e del mondo del lavoro”, conclude Summa.
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mercoledì, 13 dicembre 2006
Approvato dalla Regione Puglia il progetto del Comune di Carpino che prevede l'adequamento e il completamento degli impianti di pubblica illuminazione con sistemi a basso impatto ambientale. Il progetto, finanziato per euro 500.000,00 rientra nell'ambito del PIS 15 Progetto Integrato Settoriale “Turismo – Cultura – Ambiente nel Gargano – Parco del Gargano.
Analoghi progetti sono stati approvati ai comuni di Manfredonia, Mattinata, Peschici, Rignano Garganico, S. Giovanni Rotondo e Sannicandro Garganico.
L'Assessore al Mediterraneo, Pace e Attività Culturali Prof. Silvia Godelli, sulla base dell'istruttoria espletata dall'Ufficio Programmazione e Promozione di Iniziative regionali nell'ambito della Cultura e dello Spettacolo, confermata dal Dirigente del Settore Attività Culturali,  revoca invece il finanziamento di Euro 3.000 per "1° Festival Internazionale del Folklore Cagnano Varano" - all. S/Multidisciplinari DGR 1019/06.
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giovedì, 07 dicembre 2006
“Cittadinanza e legalità” è il titolo del convegno in programma il prossimo 12 dicembre alle ore 17 a Carpino, presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “P. Giulio Castelli”. Organizzato dallo stesso Istituto d’istruzione e dalla Comunità Montana del Gargano con il patrocinio di Provincia di Foggia e Comune di Carpino, l’incontro vedrà come relatori:
- Dr.ssa M. Michela Lauriola, Psicologa e Psicoterapeuta su “Scuola e famiglia: insieme nel rispetto delle regole” ;
- Capitano Massimo Corradetti, Comandante della Compagnia Carabinieri di Vico del Gargano su “Bullismo: un problema di cultura della legalità” ;
- Dr. Massimo Lucianetti, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lucera su “Legalità e solidarietà” .
Al convegno interverranno:
- Prof. Nicola Palmieri, Dirigente Scolastico
- Dr. Nicola Maria Trombetta, Sindaco di Carpino
- Avv. Ugo Galli, Segretario Generale della Comunità Montana del Gargano
- Avv. Luigi Vergura, Vicepresidente della Comunità Montana del Gargano
- Dr. Carmine Stallone, Presidente della Provincia di Foggia
- Avv. Giuseppe Agnusdei, Presidente dell’Ordine degli Avvocati - Lucera
- Ins. Mario Toma, Referente di progetto
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giovedì, 30 novembre 2006
Il sindaco di Carpino Mario Trombetta è stato riconfermato alla carica di vicepresidente nazionale dell'Associazione Città dell'Olio, che raccoglie Comuni, Province, Camere di Commercio e Comunità Montane di territori che danno nome ad un olio o in cui esiste un'affermata tradizione olivicola. L'associazione si è riunita nei giorni scorsi in Toscana, a Monteriggioni in provincia di Siena dove ha la propria sede operativa, per il rinnovo delle cariche sociali. Le votazioni di rito hanno riconfermato il sindaco di Carpino alla carica di vice presidente (Presidente è Enrico Lupi della Camera di Commercio di Imperia). Per Trombetta si tratta di un bis, essendo stato eletto per la prima volta nel 2002. La carica ha una durata quadriennale e il sindaco garganico rimarrà in sella fino al 2010. «E' una grande soddisfazione per me, per Carpino, per il Gargano e per la Puglia» è stato il primo commento a caldo di Trombetta, unico rappresentante del sud Italia al vertice dell'organizzazione, che fondata il 17 dicembre 1994 a Larino in provincia di Campobasso, conta oltre 300 Enti associati, localizzati in 17 Regioni, da Nord a Sud d'Italia, tutti operanti in modo concorde e coordinato per la valorizzazione dell'ampio e variegato patrimonio olivicolo italiano.
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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lunedì, 20 novembre 2006
CARPINO - Il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Fedele Cannerozzi, si dice «fortemente indignato» per quella che definisce una «vigliacca  strumentalizzazione di cui è vittima Nicola Mitrione, componente del direttivo del circolo di Prc di Carpino».
Mitrione sarebbe vititma di voci che lo ritengono... colpevole per l’aumento dei controlli dei lavoratori immigrati nei campi da parte delle forze dell’ordine. Cannerozzi ricorda che quella di Mitrione e dell’intero partito è una «giusta battaglia per porre all’attenzione dell’opinione pubblica un problema che riguarda la dignità e il lavoro degli extracomunitari ».
Siamo alle solite per questo io mi schiero, la mia personale solidarietà a Nicola e Domenico ma soprattutto legalite, legalite, legalite. Ma vi sembra possibile che un principio borghese della Rivoluzione francese (1789-1799) debba essere ...Questi signori che trattano come bestie degli essere umani (non solo gli extracomunitari) non mi meraviglierei di trovarli tra i moralizzatori (e la classe dirigente) del paese - Antonio Basile
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