La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui
venerdì, 09 maggio 2008
“Chiamarlo evento è riduttivo. Un evento va collocato in un lasso temporale con un inizio e una fine lasciando poi il senso dell’effimero. La Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo si inserisce in quelle manifestazioni destinate a lasciare memoria nelle persone e nei luoghi. Non è una semplice rassegna ma il crocevia di culture che si incontrano e producono arte. Diletta ma insegna, ed è soprattutto il punto nodale per la carriera dei tanti giovani che vi partecipano”. Lo ha detto Ruggero Martines, direttore regionale ai Beni Culturali e paesaggistici, commentando la notizia dell’arrivo della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si terrà alla Fiera del Levante di Bari dal 22 al 31 maggio 2008. La tredicesima edizione della Biennale sarà presentata nei particolari a giorni a Roma (5 Maggio). In riferimento Martines – l’esponente più autorevole in Puglia materia di valorizzazione del patrimonio culturale - ha poi aggiunto: “Se mai si inizia mai si arriva, e la Biennale è quel punto di partenza per una strada costellata di successi. Apprezziamo il coraggio di organizzarla a Bari, pare di ritornare ai tempi in cui la città celebrava artisti d’avanguardia come Armenise”. Poi, il direttore Martines ha concluso: “L’auspicio è che la Biennale cresca e continui a diffondere la creatività e la cultura del nuovo”.

La Fiera del Levante di Bari per dieci giorni si trasformerà nel poliedrico “villaggio della creatività”. In 10 mila metri quadri si dipaneranno ben 400 produzioni artistiche, 1200 opere esposte fra arti visive e plastiche, 25 appuntamenti dedicati a poesia e letteratura, ed inoltre 40 film, medio e cortometraggi, 13 collezioni di stilisti emergenti, 60 spettacoli di musica/teatro/danza. 12 padiglioni intorno alla grande fontana di Piazza delle Pace.

A completare il “melting pot” creativo ci sono anche le degustazioni etniche preparate dai giovani cuochi ospiti della Biennale.

La manifestazione è promossa dalla Regione Puglia e dall'Associazione Internazionale BJCEM e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.

Dalla prima edizione di Barcellona nel 1985, la Biennale ha profuso in vent’anni un profluvio di inventiva ed estro, ed è stata in molti casi il trampolino di lancio per una gran quantità di artisti specializzati nella experimental – art.

Anche stavolta l’obiettivo è valorizzare la creatività come veicolo di dialogo interculturale, punto di partenza per costruire quella rete di cooperazione culturale ed economica motore propulsore di sviluppo verso quel processo di internazionalizzazione che in questi anni caratterizza l'impegno programmatico della Regione Puglia.

Contenitore privilegiato della XIII Biennale sarà la Fiera del Levante di Bari, luogo deputato da sempre agli scambi cultuali e commerciali, che per l’occasione si trasformerà in una vero e proprio “villaggio della creatività” dove verranno allestiti due teatri da circa 300 posti che ospiteranno gli spettacoli di teatro e danza, oltre a due sale per i concerti e le sfilate di moda, uno spazio per i reading e le performance, infine due sale per la sezione immagini, per la proiezione dei cortometraggi. Cuore pulsante della manifestazione sarà poi il Meeting point che rappresenterà la “zona franca” nella quale i giovani artisti avranno l’opportunità di entrare in contatto fra loro e con critici d’arte ed operatori culturali nazionali ed internazionali.

Il tema di questa XIII edizione della Biennale è “La nostra diversità creativa: kairos”. Una parola greca che significa momento giusto, opportunità, tempo in cui il cambiamento è possibile. E’ previsto l’arrivo di 20 inviati delle più importanti testate giornalistiche internazionali (ha confermato la sua presenza la BBC) e si conta saranno almeno un centinaio i giornalisti provenienti da tutta Italia.

La Biennale sarà così l'occasione per un grande happening internazionale, dove gli spettacoli, gli eventi e le esposizioni saranno integrate in un percorso unico, per creare un senso di continuità ed offrire aree di socializzazione, incontro, condivisione, con una programmazione capace di stimolare la curiosità, di generare il desiderio, di consumare cultura e creatività, espresse in così tante forme.

La selezione degli artisti pugliesi è stata curata dall’Arci Puglia.

Intanto continua fino al 17 maggio 2008 il preludio francese alla XIII edizione della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si terrà dal 22 al 31 maggio alla Fiera del Levante di Bari. 12 padiglioni, 46 paesi, 700 artisti, 2.000 performance formeranno il melting pot culturale in un grande “villaggio della creatività”.

Dal 10 aprile sulla costa sud della Francia, a Marsiglia, è in corso la manifestazione “Le prélude a Marseille”, 37 giorni dedicati all’arte ed alla musica. Sono 28 le produzioni artistiche francesi - provenienti da Montpellier, dalla Costa Azzurra e da Marsiglia - presenti a questa tredicesima edizione pugliese della Biennale.
Al via l’esposizione organizzata nel centro culturale Montévidéo di Marsiglia che dedicherà, a partire dalle 20.30, tre giornate alla musica ed alle esposizioni. Si comincia con il concerto di musica elettroacustica «Octo» di Mathieu Hours, poi si proseguirà con il concerto dei Trash Aka L. Venerdì sarà il teatro il protagonista del “Le prélude a Marseille” con il reading di Jihane El Meddeb al quale seguirà l’opera teatrale «Hamlet Exhibition» di Thomas Gonzalez. Ultimo appuntamento sabato 26 con il concerto di Sophie Gonthier et Christophe Arlt in “Anything Maria”.

La conferenza stampa del 5 maggio a Roma, nella sede della Regione Puglia di via Barberini 36, vedrà la presenza di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Luigi Ratclif, Presidente della BJCEM, Antonio Princigalli, Direttore della Biennale Puglia 2008, Alessandro Stillo, Segretario Generale della BJCEM, Cosimo Lacirignola, Presidente della Fiera del Levante di Bari.
Partecipano: Sandro Frisullo, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, Assessore alla Cittadinanza Attiva della Regione Puglia, Carmelo Grassi, Presidente del Consorzio Teatro Pubblico Pugliese, Bernardo Notarangelo, Dirigente Settore Mediterraneo della Regione Puglia e Davide Pellegrino, Dirigente Settore Sviluppo Economico della Regione Puglia.
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postato da: festival alle ore 07:06 | categoria:marketing territoriale
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mercoledì, 07 maggio 2008
da Teleradioerre
Saranno messi in vendita, attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio ed altri canali turistici, pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica la sera.
L'azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival che rientrano nell'iniziativa "Five festival sud system" - le manifestazioni musicali che si svolgono in estate nel foggiano - i sindaci dei comuni di Orsara e Apricena e i rappresentanti delle agenzie di viaggio hanno curato un programma per accogliere i turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio.
La manifestazione "Five festival sud system" è nata con lo scopo di portare, oltre alla buona musica, anche il turista nelle zone del foggiano meno frequentate da turisti nel periodo estivo. Nell'edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia, infatti, viaggeranno sotto uno stesso marchio, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant'Angelo, dai Suoni in cava di Apricena al Festival Apuliae e all'Orsara Jazz.
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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domenica, 06 aprile 2008
L'Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia ha deciso di installare alcuni “totem” informativi in città e luoghi turistici significativi della nostra regione.
Si tratta, in buona sostanza, di  pannelli interattivi dotati di un sistema informativo online e di uno schermo touch screen, di facile utilizzo.
Come un computer, potrà essere interrogato e consultato per ricerche legate al turismo e al territorio e consentirà ai visitatori di navigare (in modo totalmente gratuito) sul portale istituzionale del turismo pugliese www.viaggiareinpuglia.it.
In questo modo si potrà far conoscere a tutti, turisti e non, le bellezze della nostra terra fornendo una serie di informazioni del nostro territorio.

Personalmente ho indicato Carpino come sede opportuna per un'installazione anche solo mobile per il periodo di Agosto ed in particolare ho indicato il centro anziani situato allu Puzz di Sant Rocco.
Se siete daccordo con la mia indicazione partecipate al sondaggio.

Altra sede opportuna potrebbe essere il Palazzo Barone, in ogni caso deve essere il un luogo visibile e al tempo stesso sicuro.
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postato da: festival alle ore 22:53 | categoria:carpino folk festival, gargano, marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 25 marzo 2008
100.000 euro per la Notte della Taranta - è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell'attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l'errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa ne pensano i  pubblicitari e gli intellettuali del Gargano?
Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un'idea
di Sergio Blasi
da Paese Nuovo di sabato 22 marzo 2008

Ho letto con attenzione il lungo, lucido ed appassionato intervento di Mauro Marino sulla questione della Fondaziona La Notte della Taranta.
Raccolgo l'auspicio e l'invito ed ecco pronto il petto alla frecce.
L'ho sempre fatto in questi lunghi anni di attività politica ed amministrativa, provando sempre a metterci le idee senza esitazione e la faccia senza tentennamenti.
C'è un'idea della politica alla quale non so rinuciare ed è quel nobile e splendido insegnamento di Norberto Bobbio che pensava: "la democrazia (quindi il governo del popolo) è il governo della cosa pubblica in pubblico".
E allora il senso profondo che io attribuisco alla Notte della Taranta è l'idea di un Sud che sa partendo da sé dalle sue risorse pensarsi e pensare ad un progetto di sviluppo. La fondazione l'ho sempre pensata così, il luogo nel quale è possibile preservare un progetto culturale senza tinteggiarlo con con la vernice dell'appartenenza politica a questo o a quello schieramento.
La fondazione è l'unico possibile dentro il quale approfondire la conoscenza, investigare il passato, tradurlo con le parole e il linguagio di oggi, dove possono trovare soddisfazione e mettere a disposizione di tanti giovani curiosi ed appassionati studiosi, materiali, ricerche e mezzi per catalogare tutto il possibile per consentire finalmente di avere un luogo fisico, pareti tavoli, sedie, carta, penne, fotocopiatori, dove tutti questi materiali siano a disposizione di tutti.
La fondazione non potrà e non è mai stata pensata a tale scopo avere come suo unico campo d'azione, come sua unica ragione sociale, l'organizzazione del festival "La Notte della Taranta".
Anche perché non solo il festival c'è già, ma perché è molto più comodo molto più discrezionale per gli amministratori della Grecìa pensare di organizzare il festival nell'ambito dell'Unione Grika. La fondazione al contrario diretta da altri soci che si aggiungono alla Grecìa come la Provincia e la Regione (oggi sono governate dal centrosinistra e io spero che lo siano anche da qui a cent'anni).
Allora è chiaro che la fondazione è uno strumento culturale a tutto tondo capace di esprimere pensiero culturale e quindi politico sullo sviluppo e sul futuro di una terra come il Salento.
Ed è qui la riflessione sul Sud, su cosa siamo stati e su cose potremmo essere, tutto dipende dalle scelte che faremo come classe dirigente, è il nostro compito.
E allora a lungo siamo stati braccia, che lasciavano le nostre case per andare in America prima, nelle miniere poi e nelle fabriche del Nord.
Lavoravamo sin da bambini andavamo a raccogliere le olive e a infilare con gli aghi spadino le foglie di xanti yaca e sul lungomare tiravamo lunghe reti intrecciate da corde grosse come braccia. Non avevamo il petrolio ma un pezzo del Sud non se lo fece mancare. Navi grandi lo portavano a raffinare sulle nostre spiagge più belle e puzzava soprattutto quando spirava scirocco e la fiamma perpetua che smaltiva le scorie di quel raffinare è stato per lungo tempo il nostro cero acceso al dio progresso.
Non avevamo più eretto torri per avvistare i Saraceni ma ne avevamo altre di forma più stretta, più snella, più alte e in cima fumavano.
Abbiamo portato in giro per le piazze d'Italia reclamando attenzione sul quel nostro essere Sud: eravamo la questione meridionale. Le classi dirigenti locali, piagnone e pavide, pronte ad aggrpparsi all'elemosina di turno, furono pronte a ringraziare chi ci dispensò la Cassa del Mezzogiorno.
Ci diedero a mensa pasti buoni a saziarci per cinque minuti e subito dopo lasciarci nella fame della disoccupazione.
Furono i tempi delle fabbriche buone solo per il giorno dell'inaugurazione, magari con padroni venuti dal Nord che dopo aver intascato gli "aiuti" ci consegnavano l'abbandono. Poi furono i terremoti del Sud ad indicarci un modello di sviluppo, fiumi di denaro finiti in mille mani che nei ritagli di tempo si preoccupavano di ricostruire, e nella gran parte del tempo di costruire 1.000 "imprese", società per azioni e sopraffazioni.
Poi ci pensò l'Europa, aree sottosviluppate così a Bruxelles chiamano il nostro sottosviluppo e invece di portarci opportunità collettiva una classe dirigente ancora una volta miope e pasticciona ha sprecato in incomprensibili acronomi POP, POR PIS, ecc una chance per noi e per le generazioni che verranno.
Ecco allora il pensiero del ragno La Notte della Taranta come un grande atto politico che metta nelle condizioni una terra come il Salento di fronte ad un mondo che cambiava, e cambia velocemente, di ripartire da sé.
Dal proprio pensiero e dalla propria capacità di pensarsi e progettarsi. Questo è la Notte della Taranta.
E la fondazione dovrà essere la staizone di comando, affinché al tavolo dove si progetta e si programma lo sviluppo, al nostro arrivo, all'arrivo del Salento, non si trovino solo posti in piedi; e quello che ci rimane da prendere non sia altro che ciò che il Nord scarta. Non vogliamo essere una sfumatura del Nord.

Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
100.000 euro per la Notte della Taranta
di Giovanni Pellegrino

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postato da: festival alle ore 09:43 | categoria:tarantella del gargano, carpino folk festival, marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 25 marzo 2008
100.000 euro per la Notte della Taranta - è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme a voi come mai invece sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell'attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l'errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo e d ancora cosa pensano i  pubblicitari e  gli intellettuali?
Vendola salva la Taranta
Da Bari arrivano le assicurazione dell'assessore regionale, Silvia Godelli. Ma nel Salento la cultura è sempre più terreno di scontro politico per la legittimazione del potere
di Francesco Lefons
da Paese nuovo di giovedì 20 marzo 2008

I soldi per la "Notte della Taranta" non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola. Ad assicurarlo è l'assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che spiega come l'Unione dei Comuni della Grecìa non rimarrà a secco per l'edizione 2008 del Festival nonostante il recente aut aut posto da Pellegrino. Una decisione, quella del Presidente della Provincia di Lecce, dal sapore fortemente politico; una sorta di attacco frontale nei confronti di Sergio Blasi. Tra qualche mese infatti (nel 2009), i due potrebbero trovarsi nel mezzo di un campagna elettorale interna al centrosinistra per decidere per decidere chi dovrà correre per la poltrona più alta di Palazzo dei Celestini. E poi c'è l'affare culturale, divenuto ormai vero e proprio terreno di scontro per la legittimazione del potere politico.
Dovesse andare male, i soldi, per la Notte della Taranta, non mancheranno. Parola di assessore regionale, parola di Silvia Godelli. Lei, delle beghe politiche tra Giovanni Pellegrino e Sergio Blasi, dice di saperne poco e niente. Non sa, e forse neanche le interessa sapere, che il Presidente della Provincia ha di recente annunciato di non essere disposto a finanziare l'evento se non a riparo di una fondazione. Il che, in termini strettamente economici, vuol dire che l'edizione 2008 del Festival dovrà fare a meno di qualcosa come 200.000 euro, visto che sembra del tutto improbabile si possa procedere a creare ex novo una Fondazione della Taranta (o qualcosa di simile) in tempi utili.
"Per quanto riguarda la Regione - spiega la Godelli - le cose funzionano diversamente. Io, in un certo senso, ho l'obbligo di finanziare la Notte della Taranta". Trattasi di obblighi di carattere normativo e nulla più. Esistono, infatti, appositi bandi regionali per l'area spettacoli con i quali si accordano finanziamenti a quei soggetti che rispondono a determinati requisiti. L'Unione dei Comuni rientra tra questi soggetti, cosicché "nel finanziamento all'evento in questione - continua l'assessore regionale - procedo per evidenza pubblica. Non faccio altro che seguire le procedure". Nulla è dato di sapere in merito all'entità della somma (che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 200.000 euro), l'istruttoria dei progetti presentati si è appena conclusa, e solo tra un mese si procederà alle delibere per il finanziamento. Quanto all'ipotesi Fondazione, la Godelli la considera "auspicabile" non tanto per questioni di natura finanziaria, quanto per il potenziamento qualitativo del Festival. A riguardo, però, un'altra perplessità: "Le confesso di non sapere come mai una Fondazione ancora non ci sia". E tanto basterebbe per capire che il terreno del dibattito tarantato tra Pellegrino e Blasi abita giustappunto tra Palazzo dei Celestini e Melpignano. Ma, soprattutto, appare del tutto evidente che il terreno di scontro tra i due non è la cultura in sé, ma una particolare categoria a essa strettamente correlata: quella che dal palco di Melpignano crea consenso e, di lì a poco, potere. A maggior ragione se tra qualche mese i due potrebbero trovarsi nel mezzo di una lotta interna per stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra nella corsa elettorale alla Provincia. Vista sotto quest'ottica la "Notte della Taranta" assume un'importanza che va al di là dei 200.000 euro, della Fondazione e di qualsiasi capriccio istituzional-formale. A meno che questi capricci non tornino utili per la definizione dei rapporti di forza all'interno dello scacchiere poliitco-territoriale dell'intera provincia. Se così fosse, il reale obiettivo dell'attuale presidente della Provincia - decisamente poco popolare - potrebbe essere quello di attirare a sé le simpatie bipartisan di tutti i sindaci "antiblasiani" sparsi qua e là per il Salento, usando come terreno di manovra proprio la "Notte della Taranta", vera e propria croce e delizia - forse più croce che delizia - dell'agenda politica provinciale.
Si potrebbe dire che la contesa politica, in realtà, è culturale; oppure che una certa cultura del potere trasforma la cultura in un imprescindibile presupposto per il potere. Come fosse una sorta di status che corona le teste di politici illuminati e che, proprio per questo motivo, non possono essere considerati come tutti gli altri. E poi, puerile ma vero, occuparsi di cultura vuol dire misurare gli umori di una larga fetta di elettorato e vuol dire, tra le altre cose, gestire somme di denaro di non poco conto.
Ci dovrà pur essere un motivo se le due grandi querce del panorama politico salentino - Adriana Poli e Giovanni Pellegrino - sono saldamente ancorati alla poltrona dell'assessorato alla Cultura. La Poli da ormai dieci anni gestisce l'affare, mentre Pellegrino, dopo l'abbandono di Sandra Antonica, ha impedito che il "giovane Blasi" ne prendesse il posto. E lo ha fatto come fosse un anziano educatore che sorprende il bambino troppo vivace con tutte e due le mani nella mamellata. In fondo si sa, la cultura è roba da grandi. Ai bambini spetta il gioco e quella beata innocenza che li esclude da ogni questione decisionale. I problemi cominciano a sorgere quando i bambini di una volta si fanno grandi e cominciano ad avanzare pretese nuove: il gioco diventa serio e i tempi belli della beata innocenza prendono la strada del ricordo.
Se a livello cittadino il pericolo di lesa maestà è ridotto al minimo - nessuno sembra avanzare pretese rispetto al "dominio" della Poli - a livello provinciale le cose stanno diversamente. La leadership culturale di Pellegrino sente sul collo il fiato di Blasi e, più in generale, di quella che lo stesso segretario provinciale del Pd ha definito "Generazione Taranta". Per informazioni vedere sulla cartina geografica i confini della Grecìa Salentina, concentrare l'attenzione su Melpignano e Martignano, e poi trarre l duvute considerazioni.
Basta poco per rendersi conto che il vento che soffia su Palazzo dei Celestini è grecanico. Pellegrino lo sa e cerca di arginare ogni spiffero proveniente da quelle terre. Ma il 2009 elettorale per ora è lontano - ci sono le politiche - e le occasioni per per mettere in chiaro strategie e rapporti di forza si moltiplicheranno strada facendo. Nel breve periodo resta da capire se la posizione (politica) di Pellegrino nei confronti dell'edizione 2009 della "Notte della Taranta" sarà, soìino alla fine, quella espressa nei giorni scorsi: ossia il non finanziamento in attesa di una Fondazione. Appurato che Regione e Ministero, con relativi finanziamenti, viaggiano su altri binari rispetto a quelli provinciali, non rimane che attendere la risposta (politica) di Blasi e "Generazione Taranta" tutta. Per il momento le grecaniche bocche sono cucite. Nessuno vuol parlare, men che mai Blasi. A lui, che è segretario provinciale del Pd, la campagna elettorale lo impedisce per ragioni di partito. Non a Pellegrino, però, che almeno per il momento gioca la sua partita da libero battitore.
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martedì, 25 marzo 2008
100.000 euro per la Notte della Taranta - è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e per cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell'attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l'errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa pensano i  pubblicitari e gli intellettuali?
100.000 euro per la Notte della Taranta
Lo stanziamento da parte della Provincia di Lecce «A smentire notizie apparse sulla stampa su una mia volontà di non contribuire al Festival per il corrente anno» ha sottolineato Giovanni Pellegrino
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it di giovedì 20 marzo 2008

Il presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino ha diffuso una nota con cui precisa la sua posizione a proposito della manifestazione musicale 'La Notte della tarantà che si svolge in agosto nei comuni della Grecia salentina.

«A smentire notizie apparse sulla stampa su una mia volontà di non contribuire al Festival della Notte della Taranta per il corrente anno – sottolinea Pellegrino – sta l’oggettività della proposta di bilancio approvata dalla Giunta provinciale nei giorni scorsi. Nella stessa è previsto uno stanziamento di euro 100.000 come contribuito alla organizzazione del prossimo Festival, suscettibile di essere erogato ovviamente a valle dell’approvazione del bilancio da parte del Consiglio Provinciale».
«L'erogazione non è condizionata – precisa il presidente – ad una preventiva costituzione della Fondazione, anche se auspico che la Fondazione si costituisca al più presto per le ragioni di opportunità che da oltre un anno hanno indotto questa Provincia a deliberare di parteciparvi. Nè esiste – continua – alcun contrasto personale tra Sergio Blasi e me in ordine ad una futura candidatura alla carica, che attualmente ricopro. Il mio punto di vista sul punto è noto da anni».
«Ritengo che le forze politiche che attualmente compongono la maggioranza consiliare in Provincia dovrebbero presentarsi – conclude Pellegrino – unite anche nel nuovo confronto; ed auspico che le stesse concordemente individuino un candidato alla presidenza che sappia unitariamente rappresentarle e sia di me meno carico d’anni o comunque dotato di più fresche energie. Se ho segnalato ad altri la opportunità di un rinnovamento delle rappresentanze politiche, il principio non può non valere anche per quanto personalmente mi riguarda. Nelle forze politiche che sostengono l’attuale Governo provinciale sussistono molte personalità capaci di affrontare la difficile sfida. Sergio Blasi è indubbiamente tra queste».
Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un'idea
di Sergio Blasi
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martedì, 18 marzo 2008
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 Si è concluso il corso organizzato da A.FO.RI.S. – Agenzia di Formazione e Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile - sul Management Culturale.

Al corso, finanziato dai Por, hanno partecipato venti ragazzi che hanno mostrato, durante l’intero anno formativo, grande attenzione verso i beni culturali e ambientali del proprio territorio acquisendo e sviluppando competenze tecniche, imprenditoriali e manageriali funzionali alla promozione e gestione del settore della cultura a 360 gradi. All’evento conclusivo hanno preso parte esponenti del mondo politico e del settore dei Beni Culturali. Artisti importanti che hanno dimostrato, con la loro esperienza, un impegno concreto, finalizzato ad una prospettiva culturale più articolata. L’Assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale, Marco Barbieri, ha sottolineato l’importanza della formazione professionale come volano, per i giovani pugliesi, verso reali opportunità in grado di soddisfare le loro esigenze. È necessario, però, muoversi lungo una direttrice sempre più solida di integrazione tra Enti locali, centri di formazione, università, imprese e scuola. Ospite illustre della serata, quale sorpresa fuori programma, il regista pugliese Nico Cirasola, il quale ha sottolineato l’importanza di investimenti mirati verso le realtà locali in controtendenza a logiche globali e globalizzanti. Il localismo - ha ribadito Cerasola - è l’unico fattore su cui bisogna realmente puntare. Le regioni del meridione devono farsi conoscere grazie alla genuinità che le contraddistingue e ai paesaggi incontaminati di cui è dotata. È stato proiettato un breve trailer del suo docufiction (mix di realtà e ricostruzioni con attori, molto in voga in questi anni) basato su una storia realmente accaduta ad Altamura, in provincia di Bari, dove una piccola focacceria locale, qualche anno fa, decise di aprire un negozio proprio accanto al colosso americano del fast food. Così il panettiere riuscì a sconfiggere McDonald’s e la storia, che ha fatto il giro del mondo, adesso è diventata un film. Altri contributi sono stati assicurati da Giusi Caroppo, Eclettica Cultura dell’Arte di Barletta, Luciano Castelluccia, giovane risorsa umana che contribuisce a rendere sempre più rinomato il Carpino Folk Festival; Francesco Finizio e Giuseppe Palumbo che hanno testimoniato sulle loro esperienze all’interno, rispettivamente, dell’associazione Strumenti e Figure di Lucera e Cooperativa Ecogargano di Monte Sant’Angelo. Sono intervenuti, inoltre, i rappresentanti del Favonio, gruppo musicale composto da cantautori foggiani, e Cosimo Severo, presidente della Cooperativa Bottega degli Apocrifi di Manfredonia.

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venerdì, 14 marzo 2008
Nel Parco Nazionale del Gargano... nella piana di Carpino, Citta' dell'Olio, rivolta sul Lago di Varano... esiste, da generazioni, la nostra azienda.
L'agriturismo accoglie i propri ospiti in una atmosfera familiare e conviviale che contribuisce ad una vacanza di relax e benessere. Particolare è la cura con cui è stato edificato, secondo le regole di una volta, usando materiali naturali e tecniche tradizionali.
La nostra filosofia aziendale e' quella di assicurare una produzione di qualita' che tuteli la salute del consumatore e rispetti l'ambiente. Poniamo molta cura nei vari cicli di lavorazione (concimazione, irrigazione, irrorazione, raccolta), escludiamo qualsiasi uso di diserbanti chimici, di antiparassitari di sintesi, di conservanti e di prodotti e metodi per la maturazione non naturale.
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 06 marzo 2008
Al fine di promuovere e valorizzare le produzioni agroalimentari locali, la Giunta regionale ha approvato il "Programma di azioni promozionali dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità per il corrente anno. Il provvedimento di approvazione è  pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n.36 del 5 marzo 2008.
Come per il passato, l'attuale Programma punta a far crescere la presenza dei prodotti pugliesi sui mercati nazionali ed internazionali attraverso la partecipazione ad eventi fieristici e il sostegno ad iniziative di promozione del turismo enogastronomico in ambito rurale. Tutti gli interventi sono legati alla maggiore diffusione del marchio di qualità "Prodotti di Puglia", che deve costituire il riferimento univoco delle produzioni agroalimentari di qualità.
A buon intenditori poche parole...anche se servirà a poco.
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postato da: festival alle ore 15:46 | categoria:marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 06 marzo 2008
Finalmente in Puglia si fa sistema! L'intera regione attende con interesse l'avvio del festival F.F.S.S..
Dopo la presentazione fatta da Renzo Arbore alla BIT si è creato un clima di attesa e di grande entusiasmo per il Five Festival Sud System, nato dall'unione delle principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.

L'iniziativa fortemente sostenuta e voluta dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dall'Azienda di Promozione Turistica di Foggia può diventare un fattore di sviluppo locale e di promozione turistica del Gargano, e non solo, proponendosi tra gli eventi culturali più importanti dell'intero centro sud.
Un unico festival di grande qualità, con ben due mesi di programmazione, luglio ed agosto, può attrarre molte migliaia di spettatori grazie agli oltre 250 artisti coinvolti negli spettacoli, diffusi su un territorio di venti comuni tra Gargano e Monti Dauni.
Mettendo i cinque eventi in sinergia come manifestazione unica con un cartellone unitario di alto profilo culturale e sociale ha garantito di evitare le sovrapposizioni di date tra i vari eventi e potrà sicuramente essere utilizzato da qui in futuro come laboratorio di sperimentazione e contenitore per un'offerta musicale complessa e completa: dal folk, alle tradizioni popolari, alla musica classica, al Jazz.

Cliccare qui per vedere il video con Renzo Arbore, Massimo Ostillio, Nicola Vascello e per il Carpino Folk Festival Rocco D'antuono 

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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 21 febbraio 2008
Arbore alla presentazione F.F.S.S. "il danno c'è stato, ma di danno non dobbiamo più parlare. Noi t'nim la capa tost" E' stata inaugurata questa mattina la Borsa internazionale del Turismo, alla presenza, tra gli altri, di Francesco
Rutelli, vice presidente del Consiglio di Ministri uscente, e Letizia Moratti, sindaco di Milano. Per ciò che riguarda le cose "di casa nostra", l'importante rassegna fieristica è stata definita come il punto più importante per la promozione del territorio garganico, tanto flagellato lo scorso luglio. Sono tre gli eventi che l'assessorato provinciale al turismo ha deciso di presentare: i percorsi per il trekking sui monti dauni, la tappa del giro d'Italia con arrivo a Peschici e FFSS. Quest'ultimo ha avuto come testimonial d'eccezione Renzo Arbore, accorso gratuitamente in aiuto del promontorio garganico. Nel suo lungo intervento, ha confessato che gli incendi della scorsa estate lo hanno fatto sentito di nuovo vicinissimo a quei luoghi che sono stato teatro della sua gioventù. "Frequentavo il Gargano" ha detto Arbore "quando ancora bisognava chiedere il permesso ai contadini per accedere a quelle bellissime spiagge incontaminate". A proposito degli incendi, ha detto che "il danno c'è stato, ma di danno non dobbiamo più parlare. Noi t'nim la capa tost e, come noi, la natura che sta già reagendo facendo comparire il prato verde laddove fino a poco tempo fa c'era solo tanto grigio". Applausi e risate hanno fatto seguito al racconto di un aneddoto: "Con un amico di Foggia ho fatto numerosi viaggi intorno al mondo (Costa del sud, Costa Azzurra, Costa Brava, eccetera) e, ogni volta, lui commentava: Siamo venuti fin qui, ma nun è meglj u Garghen?!?" Dopo un lungo preambolo, Renzo Arbore ha commentato favorevolmente il Five Festival Sud System, ritenendolo un primo strumento di aggregazione volto a migliorare l'offerta turistica. "La musica è un'arte che tanto deve ringraziare la Puglia e la provincia di Foggia, per il contributo dato: dai Cantori di Carpino a Umberto Giordano passando per Matteo Salvatore, un caro amico le cui opere andrebbero ripubblicate". Arbore ha avuto parole di elogio per ognuno dei cinque festival ma non ha fatto alcun accenno ad una sua presenza in uno di questi eventi, la prossima estate. Al tavolo erano presenti, oltre ai rappresentanti di ogni rassegna musicale, anche l'assessore regionale al turismo, Massimo Ostillio, l'assessore provinciale De Leopardi e Nicola Vascello, commissario dell'APT di Foggia, che ha annunciato la possibilità di aprire l'iniziativa ad altre rassegne. "Al rientro a Foggia valuteremo la possibilità di inserire nel circuito anche il PeschiJazz che, oltre ad essere una rassegna ben affermata anche se ancora giovane, ci permette di aggiungere una location sul mare e di allungare a settembre la stagione concertistica, finora limitata ai mesi di luglio e agosto". Ad assistere alla conferenza stampa, tanti amici di Renzo Arbore: Antonio Stornaiuolo (ex partner di Emilio Solfrizzi nel duo Toti e Tata nonché spalla nella conduzione del recente "Speciale per me" trasmesso su RaiUno), il comico foggiano Pino Campagna e Silvia Annicchiarico, voce solista femminile dell'orchestra diretta dal maestro Mazza in "Quelli della notte"
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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venerdì, 02 novembre 2007
Barbieri: “La formazione professionale, volano per i giovani pugliesi”
da CultTime
Image“Management Culturale e Formazione. Attualità e Prospettive” è il titolo del convegno, tenutosi lo scorso 31 ottobre a Foggia, organizzato da A.FO.RI.S. (Agenzia di Formazione e Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile) a conclusione del corso di formazione professionale “Manager Culturale” (finanziato con la Misura 2.3 del POR Puglia 2000-2007). Venti i ragazzi (ai quali è stato conferito il titolo di Manager Culturale) che hanno mostrato, durante l’intero anno formativo, grande attenzione verso i beni culturali e ambientali del proprio territorio...

acquisendo e sviluppando competenze tecniche, imprenditoriali e manageriali funzionali alla promozione e gestione del settore della cultura a 360 gradi. Per Marco Barbieri, Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Professionale, importante è il ruolo assunto dalla formazione professionale, “…volano, per i giovani pugliesi, verso reali opportunità in grado di soddisfare le loro esigenze d’impiego. Necessario, però, muoversi lungo una direttrice sempre più solida di integrazione tra Enti locali, centri di formazione, università, imprese e scuola”.

Per il regista pugliese Nico Cirasola “…il localismo è l’unico fattore su cui bisogna realmente  puntare. Le regioni del meridione devono farsi conoscere grazie alla genuinità che le contraddistingue e ai paesaggi incontaminati di cui è dotata”.
Su questo tema durante il convegno è stato proiettato un breve trailer del suo docufiction (mix di realtà e ricostruzioni con attori, molto in voga in questi anni) basato su una storia realmente accaduta ad Altamura, in provincia di Bari, dove una piccola focacceria locale, qualche anno fa, decise di aprire un negozio proprio accanto al McDonald’s. Il panettiere riuscì a sconfiggere il colosso americano del fast food e la storia, che ha fatto il giro del mondo, adesso è diventata un film.

La serata ha visto protagonisti Giusi Caroppo, che ha illustrato il suo viaggio virtuale nel mondo dell’arte in qualità di curatrice di mostre, Luciano Castelluccia, giovane risorsa umana che contribuisce a rendere sempre più rinomato il Carpino Folk Festival, Francesco Finizio e Giuseppe Palumbo, che hanno testimoniato sulle loro esperienze all’interno, rispettivamente, dell’associazione “Strumenti e Figure” di Lucera e “Cooperativa Ecogargano” di Monte Sant’Angelo.
Presenti anche i rappresentanti dei “Favonio”, gruppo musicale composto da cantautori foggiani, e Cosimo Severo, presidente della Cooperativa “Bottega degli Apocrifi” di Manfredonia che ha parlato della difficoltà continua di fare cultura nella nostra provincia.
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postato da: festival alle ore 13:49 | categoria:carpino, carpino folk festival, gargano, marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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mercoledì, 31 ottobre 2007
Si parte subito bene infatti Capitanata 2020 è arrivata per prima alla stazione della Regione Puglia dove, stamattina, sono state consegnate le 400 pagine che faranno da base al Piano strategico di area vasta di Capitanata, accompagnate dalla lettera di Orazio Ciliberti, sindaco di Foggia, comune capofila.

Contemporaneamente, il vicepresidente della Provincia, Franco Parisi, apriva, nell’aula consiliare di Palazzo Dogana, la prima riunione dell’Assemblea del partenariato socio-economico. "La pianificazione strategica è una grande sfida di sviluppo rispetto alla quale la Capitanata si sta muovendo con prontezza", commenta il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone.
«Abbiamo voluto cominciare non a caso dal partenariato, annettendo a esso un’importanza rilevantissima nel processo di pianificazione strategica che parte da oggi», ha detto Parisi, che era affiancato dal vicesindaco del capoluogo, Assunta Pinto.
Alla riunione erano presenti i vertici di Assindustria, CGIL, CISL, UIL, CNA, CIA, Confesercenti, Confcom-mercio, Università: torneranno a riunirsi lunedì 12 dicembre con una platea più allargata, in grado di assume-re decisioni operative e organizzative sul funzionamento di uno dei tre organi della pianificazione strategica.
Per il successivo martedì 13 novembre è stata fissata la prima riuni one del Consiglio delle Istituzioni, dove sono presenti le 31 municipalità dell’area vasta assieme a Provincia, Parco del Gargano e Comunità monta-na del Gargano.
Stamattina l’Assemblea del Partenariato si è conclusa con un voto all’unanimità favorevole al documento di sintesi della cosiddetta “vision” strategica, che poggia sulle parole d’ordine “Innovare e Connettere”.

“Capitanata 2020” è l’insegna prescelta per accompagnare un processo di pianificazione che riguarderà un’area della provincia di Foggia che si estende su 4.691,45 chilometri quadrati di superficie e che è popola-ta da 541.925 abitanti. Coinvolge le città di Apricena, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Cerignola, Chieuti, Foggia, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Ordona, Orta Nova, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, San Severo, Serracapriola, Storn ara, Stornarella, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.

La struttura di governo è articolata in un Consiglio delle Istituzioni, con sede presso l’Amministrazione Provinciale di Foggia, composto dai sindaci dei 31 Comuni dell’Area Vasta, dal presidente della Provincia di Foggia, dal presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e dal presidente della Comunità Montana del Gargano.
L’Assemblea del partenariato, istituita presso la sede dell’Amministrazione Provinciale, è costituita dai sog-getti portatori di interessi negli specifici settori economico, sociale, ambientale riferiti al territorio di area va-sta.
La Cabina di Regia, istituita presso il Comune di Foggia, è composta dal sindaco del capoluogo che la pre-siede, i sindaci di San Severo, Manfredonia e Cerignola, dal presidente della Provincia. dal presidente del Parco del Gargano e dal presidente della Comunità Montana del Gargano. Ai lavori della cabina di regia sono invitati permanenti un rappresentante di CGIL, CISL, UIL e il presidente dell’Assemblea del partenariato.
La struttura operativa poggia su un responsabile del procedimento, un coordinatore del tavolo tecnico, un tavolo tecnico dove convergono le attività degli esperti individuati dai componenti la Cabina di regia. Il loro lavoro sarà sostenuto dal Laboratorio di pianificazione strategica del Comune di Foggia, con le sue articola-zioni a Cerignola, Manfredonia, San Severo e Gargano nonché dall’Ufficio di pianificazione strategica dell’Amministrazione Provinciale.
La struttura di governance lavorerà su una piattaforma Internet all’indirizzo “www.capitanata2020.eu”.
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postato da: festival alle ore 20:01 | categoria:gargano, marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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venerdì, 19 ottobre 2007
Una brochure turistica fatta da scrittori, registi e musicisti
Percorsi alternativi, spesso fuori dai tradizionali tour frutto di ricordi e ispirazioni

di Francesca Limongelli del La Repubblica di Bari
Gli occhi dell´artista, di chi è abituato a lavorare con le immagini, con il corpo o con le parole, possono svelare potenzialità nascoste dei luoghi osservati. Dare vita a letture che poco hanno a che fare con cartoline e moltissimo con le percezioni e le sensibilità di chi ha fatto dell´arte la propria vita. Come appunti personali presi su un taccuino di viaggio, i percorsi suggeriti dalla neonata guida "Itinerari d´autore in Puglia" raccolgono impressioni di personaggi la cui professione non c´entra assolutamente con le varie Lonely Planet. Fanno il regista, la ballerina, la giornalista, il musicista, lo scrittore, l´architetto, la gallerista e la designer e hanno aderito al progetto editoriale ideato da Doriana Cisonno e Naniskjia Carrieri, con il supporto dell´assessorato al turismo della Regione. Sono Alessandro Piva, Nicola Conte, Elisa Barrucchieri, Gianrico Carofiglio, Anna Dello Russo (direttore editoriale della rivista "Vogue"), Marilena Bonomo, Regina Gambatesa (designer di gioielli) – e Peppino Campanella, architetto e scultore.
Testimonial d´eccezione, hanno accolto l´invito di proporre i loro itinerari rispondendo alla richiesta dei committenti di offrire degli scenari che uscissero dai percorsi più tradizionali per svelare pezzi di regione a volte fuori dai circuiti classici. In italiano e in inglese la guida è stata distribuita nelle maggiori catene alberghiere nazionali e internazionali, nei musei, nelle grandi agenzie di viaggio e gli stessi itinerari saranno presto consultabili sul portale per il turismo della Regione, www.viaggiareinpuglia.it. E se la stagione estiva è ormai lontana, l´operazione vuole andare a collocarsi proprio nella direzione di quella «destagionalizzazione dell´offerta turistica» auspicata dall´assessore Massimo Ostillio.
Dal Gargano al basso Salento, la guida presenta un percorso ordinato la cui prima tappa è affidata ad Alessandro Piva. Il regista barese d´adozione si è spostato tra i laghi di Lesina e Varano, Rodi Garganico, Peschici, le Tremiti, Monte Sant´Angelo e Mattinata: «Ho voluto invertire la mia solita rotta e spostarmi verso Nord piuttosto che a Sud» spiega e racconta di un Bosco Isola di «innegabile bellezza, seppur quest´estate toccato dagli incendi». Tra Torremaggiore, San Severo, Lucera, Bovino, Orsara e Barletta si è mosso invece lo scrittore Gianrico Carofiglio, sedotto da luoghi «dove il tempo sembra essersi fermato» e la cui storia passa dalle vicende dei Templari, di Federico II, ma anche dai vini e dall´arte dell´800. Le terre degli svevi (Minervino Murge, Altamura, Castel del Monte, Andria, Trani, Ruvo, Bitonto e Bari) sono state anche l´oggetto dell´intervento della gallerista Marilena Bonomo, mentre il musicista Nicola Conte ha girato sulle orme dei Messapi fra Taranto, Grottaglie, Crispiano, Manduria, Massafra, Laterza, Manduria e Avetrana. La luce «calda, densa di nostalgie» ha ispirato il viaggio in Valle d´Itria della giornalista Anna Dello Russo, mentre la designer di gioielli Regina Gambatesa ha scelto il Brindisino. Le bellissime ville liberty di Nardò hanno segnato l´inizio dell´itinerario nell´alto Salento di Elisa Barrucchieri della compagnia Res Extensa, penultima voce prima della chiusura affidata all´architetto Peppino Campanella. A lui il compito di fermarsi a Otranto, «la città più orientale d´Italia».
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 18 ottobre 2007
L'assessore regionale al turismo Massimo Ostillio, che aveva deciso di sopprimere le Apt, fa marcia indietro e concede una proroga fino al 30 giugno 2008. Altri nove mesi, dunque, per non far morire il turismo, fiore all'occhiello dell'economia pugliese, nell'attesa del riordino complessivo del sistema turistico pugliese. Una decisione che giunge dopo gli appelli degli esercenti e delle pro loco pugliesi, e soprattutto dopo il documento approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di Foggia, in cui si chiedeva proprio di non sopprimere l'Apt foggiana, retta da Nicola Vascello. E proprio  il commissario dell'Azienda di Promozione Turistica di Foggia, si è detto "Lusingato dal provvedimento del consiglio provinciale: è' un atto che significa che il lavoro svolto in questi due anni  - ha aggiunto Vascello - è stato apprezzato dalle forze politiche di maggioranza ed opposizione. La propoga di nove mesi ci inciterà a fare ancor di più per il nostro territorio, che ha risorse immense che necessitano continuamente di essere supportate e valorizzate".
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postato da: festival alle ore 19:16 | categoria:gargano, marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso l