La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui
giovedì, 08 maggio 2008
Non c'è solo la Notte della taranta in Puglia a radunare folle oceaniche per la musica della nostra storia: il Carpino Folk Festival dedica da tredici annni il proprio cartellone alle musiche e ai balli tradizionali dell'area del Gargano, in odore di proclamazione di "patrimonio culturale immateriale dell'umanità". Il comitato direttivo ha stabilito le date della prossima edizione: si svolgerà nel paesino del foggiano dal 1 al 9 agosto; il programma è ancora in via di definizione.
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postato da: festival alle ore 15:01 | categoria:rassegna stampa
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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venerdì, 28 marzo 2008
rassenga stampa
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postato da: festival alle ore 17:15 | categoria:rassegna stampa, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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sabato, 23 febbraio 2008
Foggia- Bit Milano: da "F.F.S.S." al trekking sui Monti Dauni  (23/02/2008)
Oltre 100 testate giornalistiche, 10 televisioni satellitari, riviste specializzate ed inviati delle principali trasmissioni televisive nazionali hanno dato riconoscimento alle iniziative che APT e Provincia di Foggia hanno presentato alla BIT di Milano. Dopo il successo di "F.F.S.S." e la disponibilità gratuita di Renzo Arbore come testimonial ai festival (a cui hanno dedicato uno speciale "Mattino 5" di Canale 5, "Festa Italiana" di Rai Uno, TG2 Costume , Rai Tre, TG4, LA 7), oggi è stata la volta di altre due importanti iniziative: la presentazione della guida al Trekking sui Monti Dauni e la presentazione della tappa garganica del giro d’Italia.
Senza precedenti la guida al trekking che APT di Foggia e l’Amministrazione provinciale hanno dato vita: 60 pagine con cartine, fotografie e numeri utili per non perdere anche un solo itinerario. Un documento unico che è stato presentato questa mattina alla BIT di Milano dai rappresentanti degli Enti locali che hanno creduto sin dall’inizio nell’importanza di offrire ai turisti uno strumento di conoscenza su "Le vie dei Monti", una guida al trekking sui Monti Dauni che va a completare l’altra iniziativa del Trekking sul Gargano. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il commissario dell’APT di Foggia Nicola Vascello, l’assessore provinciale al Turismo Giuseppe De Leonardis e l’assessore provinciale allo Sport Marianna Anastasia che subito dopo ha presentato, in compagnia del responsabile del Giro Zomegnan, la tappa garganica del Giro d’Italia.
"Siamo soddisfatti di come siano andate le cose -hanno commentato i rappresentanti di APT e Provincia- e questa nuova strategia di comunicazione ci consentirà di raggiungere nuovi traguardi a costi molto inferiori. Abbiamo unito tutte le risorse e per la prima volta alla BIT di Milano si sono accorti che la Provincia di Foggia è capace di attirare l’attenzione anche della stampa nazionale con idee e progetti che faranno parlare a lungo".
da Il Grecale
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postato da: festival alle ore 17:14 | categoria:rassegna stampa, carpino folk festival
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 19 febbraio 2008
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno
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postato da: festival alle ore 18:20 | categoria:rassegna stampa, carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
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venerdì, 15 febbraio 2008
La Puglia della cultura e del tempo libero sbarca alla Bit di Milano (in programma dal 21 a124 febbraio prossimi) per promuovere l'immagine della regione in una delle vetrine più prestigiose del settore. Un intervento che quest'anno, come afferma Michele Patano direttore del Cotup (consorzio degli operatori turistici pugliesi), «costerà 300mila euro, la metà rispetto al 2007» quando il <<report>> finì nel mirino della Corte dei Conti.
Il Cotup gestisce le attività di promozione della Regione anche in virtù della delibera di giunta di tre giorni fa che proroga, fino a un massimo di sei mesi, il contratto scaduto a dicembre assegnando un budget massimo di 1,5 milioni (per una serie di fiere ed educational). Questo in attesa che siano attivate le procedure per la nuova gara d'appalto. Regione, Province (escluso quella di Foggia che sarà presente con uno stand dell'agricoltura), enti e privati saranno collocati su una superficie di 1.600 metri quadrati. Fitto il programma degli appuntamenti. Si parte giovedì 21 con la presentazione dei cinque festival del Gargano che porteranno nell'area 200mila spettatori nelle serate della prossima estate. Si tratta di «Carpino Folk Festival», «Orsara jazz Festival», «Suoni in Cava», «Festival d'Arte dei monti Dauni» e «FestambienteSud». Testìimonial d'eccezione Renzo Arbore. Seguiranno, sempre nella stessa giornata, l'illustrazione del progetto «Sul cammino di Enea» a cura della Provincia di Lecce e delle «Linee strategiche per il turismo in Terra di Bari» spiegate da Vincenzo Divella, presidente della Provincia, e Luigi Farace, presidente dell'ente camerale. Il giorno successivo, tra gli altri, la presentazione della seconda edizione del Forum regionale del turismo pugliese, «Arte, cultura e spettacolo» con Mario Pulpito e Antonio Stornaiolo e il «Locus Festival» che illustrerà il gemellaggio con il Time jazz, curato da Paolo Fresu, di Berchidda (Sardegna). Sabato l'evento clou: la conferenza stampa <<I fattori di successo del brand Puglia nella competizione sui mercati esteri». Tra i relatori Nichi Vendola, presidente della Regione, Paula Hardy, autrice della nuova guida «Lonely Planeb>> sulla Paglia, Massimo Ostillio, assessore al Turismo, e Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia. Presenti lo stilista Ennio Capasa (Costume National), il motociclista Michele Pirro (campione mondiale nella classe 125 cc), l'atleta Max Di Cicco (primatista internazionale di kitesurfer), il cantante Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e la Pr-Art director Alessandra Grillo. Cotup e Gopuglia.it, portale che raggruppa 170 strutture ricettive pugliesi, presenteranno un accordo per creare un portale riservato al booking (servizio prenotazioni e vendita pacchetti turistici).
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postato da: festival alle ore 18:51 | categoria:rassegna stampa, carpino folk festival, gargano
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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mercoledì, 13 febbraio 2008

“Una rete omogenea degli eventi culturali del territorio di Capitanata”. Così il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha commentato la nascita di “Capitanata eventi”, lo sforzo strategico della Provincia di Foggia di arrivare ad una programmazione unitaria di qualità di tutti gli eventi culturali del territorio.
“Siamo partiti da due esperimenti come la programmazione unitaria Teatro del Fuoco-Oda Teatro e il “Five Festival Sud System” per arrivare a questo risultato. La Provincia di Foggia si assume il compito non solo di coordinare e mettere in rete il meglio della produzione culturale di Capitanata ma anche quello di dare vita ad una selezione programmatica e qualitativa”, ha affermato il Delegato alla Cultura della Provincia di Foggia, Rino Manduzio. Ed è da questa ottica che è nato il disciplinare “Capitanata Eventi”. Obiettivo del disciplinare sostenere la produzione e la distribuzione di spettacoli e manifestazioni culturali promossi dagli artisti, anche costituiti in associazioni, con particolare riferimento agli spettacoli compresi nel cartellone estivo. Le norme del presente disciplinare si applicano, comunque, alle rassegne culturali promosse dalla Provincia di Foggia e, ove possibile, alle manifestazioni culturali compartecipate dalla Provincia. Alla rete possono aderire gli artisti e le associazioni culturali che si dichiarano disponibili per eventi artistici (musica, canto, ballo, teatro) da realizzarsi nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2008. Fanno parte della rete i soggetti istituzionali che operino d’intesa con gli artisti e le associazioni Culturali del loro territorio per l’organizzazione di eventi artistici e precisamente Festival, Rassegne ed Eventi a progettualità culturale.
La Provincia di Foggia, attraverso l’Ufficio Cultura e Grandi Eventi, svolgerà il ruolo di coordinamento della rete. Saranno sostenute economicamente dalla Provincia, soggetto coordinatore della rete stessa, le iniziative e gli eventi culturali fino al limite della disponibilità finanziaria prevista. Saranno privilegiate le iniziative presentate dagli Enti Locali in collaborazione con gli artisti e le Associazioni culturali.
La rete si propone di coordinare e promuovere le diverse espressioni della creatività degli artisti e delle associazioni culturali della provincia di Foggia. I campi di azione che si intendono sostenere sono Promozione e comunicazione (Elaborazione del calendario estivo degli eventi e del relativo materiale promozionale, pubblicazioni varie), Consulenza e informazione (Informazioni su opportunità nazionali ed europee, Elaborazione di progetti, Contatti con partner italiani ed europei), corsi di formazione professionale, manifestazioni. Il settore cultura ha predisposto dei moduli per enti locali, associazioni e artisti che vorranno candidarsi a fare parte della rete e proporre eventi per la prossima estate.
“Si tratta di uno sforzo programmatorio non comune che nasce dalla volontà di evitare sovrapposizioni tra i vari eventi, di dare vita ad una selezione qualitativa e di creare importanti filoni tematici come potrebbero essere quelli della cultura folk e popolare”, conclude Manduzio.
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postato da: festival alle ore 09:53 | categoria:rassegna stampa, carpino folk festival
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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mercoledì, 13 febbraio 2008

L’ente provinciale promuove una rete di coordinamento per favorire lo scambio ed il confronto di esperienze artistiche e di modelli organizzativi  di Maria Grazia Frisaldi (12/02/2008)

La politica culturale dell’amministrazione provinciale cambia rotta, seguendo la filosofia organizzativa della sinergia tra risorse. Segno tangibile di questo rinnovamento è la nascita di “Capitanata Eventi”, una rete di connessione tra artisti o associazioni culturali ed enti locali, attraverso l’ufficio Cultura e Grandi Eventi di Palazzo Dogana, per favorire lo scambio ed il confronto di esperienze artistiche e di modelli organizzativi.
Il progetto “Capitanata Eventi” è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Geppe Inserra e dal delegato alla cultura della Provincia, Rino Manduzio. Attraverso l’istituzione di questa rete, la Provincia si prefigge lo scopo di sostenere, anche economicamente, la produzione e la distribuzione di spettacoli e manifestazioni culturali promossi dagli artisti, con particolare riferimento agli spettacoli del consueto cartellone estivo, per arrivare ad una programmazione culturale unitaria e soprattutto di spessore.
La politica della sinergia tra risorse promossa da Manduzio ha già dato i primi frutti con l’esperimento della stagione “OltreConfine”, realizzata di concerto da Provincia, Cerchio di Gesso e Teatro Pubblico Pugliese, e troverà un altro importante banco di prova nel Five Festival Sud System, il brand adottato da Apt e Provincia di Foggia che racchiude le principali manifestazioni culturali della Capitanata (Carpino Folk Festival, Orsara Jazz Festival, Suoni in Cava, Festival d’Arte dei Monti Dauni, FestambienteSud,) che verrà presentato il 21 febbraio, alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, dallo showman foggiano, Renzo Arbore.
da Il Grecale
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postato da: festival alle ore 09:47 | categoria:rassegna stampa, carpino folk festival
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 07 febbraio 2008
Sarà Renzo Arbore a tenere a battesimo FFSS (Five Festival Sud System), il brand adottato da Apt e Provincia di Foggia per indicare una sinergia tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.
E’ quanto fanno sapere Nicola Vascello e Giuseppe De Leonardis, rispettivamente commissario dell’Apt di Foggia ed assessore provinciale al turismo.
Il 21 febbraio prossimo, nell’area conferenza stampa del padiglione della Regione Puglia, alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, lo showman foggiano presenterà la nascita di questo nuovo evento con grandissima valenza culturale e turistica.
“Five Festival Sud System  - ha detto Nicola Vascello - punta a diventare uno degli eventi culturali del centro sud. Accettando il nostro invito – ha aggiunto - Renzo Arbore ha dimostrato per l’ennesima volta di essere persona gentile e sensibile e di aver conservato integro nel tempo il grande amore per la sua terra d’origine”. L’idea dell’Azienda di Promozione Turistica, con l’appoggio di Provincia e Regione, è proprio quella di un unico festival di grande qualità che, con i suoi due mesi di programmazione, 160.000 spettatori e ben venti comuni, tra Gargano e Monti Dauni, coinvolti, diventerà, ogni anno di più, un vero e proprio evento.
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postato da: festival alle ore 14:02 | categoria:rassegna stampa, carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino, gargano
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 17 gennaio 2008
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postato da: festival alle ore 12:11 | categoria:rassegna stampa, carpino folk festival
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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mercoledì, 16 gennaio 2008
“Una grande rete delle cinque più importanti manifestazioni musicali di Capitanata per mettere in vetrina il meglio delle nostre risorse”. Così il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha illustrato il contenuto dell’iniziativa “Five festival sud system” la rete unitaria che crea una sinergia integrata tra "Carpino Folk Festival", "Orsara Jazz Festival", "Suoni in Cava (Apricena)", "Festival d'Arte dei Monti dauni", "FestambienteSud".
Alla conferenza di presentazione di “Five festival sud system” erano presenti
Giuseppe De Leonardis, assessore provinciale al Turismo, Rino Manduzio, delegato alla Cultura e ai Grandi Eventi della Provincia di Foggia, Mario Simonelli, sindaco di Orsara, Vito Zuccarino, sindaco di Apricena, Luciano Castelluccia, direttore artistico del "Carpino Folk Festival", Franco Salcuni, direttore di "FestambienteSud", Gianna Fratta ("Festival d'arte dei Monti Dauni"), Nicola Vascello, commissario Apt di Capitanata.
“I dati sulla partecipazione a questi eventi, circa 120 mila spettatori all’anno, ci hanno spinto ad osare di più. Creare una programmazione unitaria vuol dire andare oltre i confini del territorio provinciale e porsi in relazione con le più avanzate realtà della Puglia e d’Italia”, ha proseguito Stallone. Da questo momento, dunque, i cinque eventi si muoveranno in sinergia come un'unica manifestazione promuovendo un cartellone unitario già a partire dai prossimi appuntamenti. Entro febbraio sarà presentato un programma unitario con i nomi di tutti gli artisti che parteciperanno, in modo tale da poterlo presentare ufficialmente alla Bit di Milano.
“Sulla scorta degli ottimi risultati che abbiamo avuto lanciando un cartellone unitario per Teatro del Fuoco e Oda Teatro, la Provincia di Foggia ha inteso lanciare una nuova sfida. Investendo sul patrimonio consolidato di questi cinque eventi di alto profilo culturale e sociale vogliamo creare un cartellone unitario che eviti le sovrapposizioni di date tra i vari eventi e possa fungere da laboratorio di sperimentazione e da contenitore in grado di delineare un’offerta musicale molto completa: dal folk, alle tradizioni popolari, alla musica classica, al Jazz, alla libera espressione dei talenti di tanti nostri giovani”, ha affermato Manduzio.
“Questa sperimentazione, il “Five festival sud system”, rappresenterà un potente strumento per incentivare lo sviluppo e la crescita del turismo in Capitanata e per rafforzare la presenza e la capillarità dell’offerta culturale delle istituzioni sul territorio”, ha dichiarato De Leonardis.
“Questi appuntamenti, nel corso degli anni, sono cresciuti diventando appuntamenti e punto di riferimento di grande importanza. Con la nascita di una programmazione integrata, noi compiamo la scommessa più importante: le cinque manifestazioni, giunte alla fase della piena maturità, diventano una programmazione unica che dovrà fungere da snodo strategico per lo sviluppo dell’indotto turistico”, ha illustrato Vascello.
A seguire gli interventi degli esponenti dei cinque eventi.
Comunicato Stampa Provincia di Foggia
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mercoledì, 16 gennaio 2008

Si tratta diindicare una sinergia tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.

 
Foggia - Si chiama F.F.S.S. (Five Festival Sud System) il brand adottato da Apt e Provincia di Foggia per indicare una sinergia tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”. Cinque festival di grande importanza, che adesso, sotto un unico marchio, potranno fare sistema ed essere esportati in tutta la Puglia e soprattutto nel resto dell’Italia. L’idea dell’Azienda di Promozione Turistica, con l’appoggio di Provincia e Regione, è proprio quella di un unico festival di grande qualità che, secondo il commissario dell’Apt Nicola Vascello, “Si appresta a diventare uno degli eventi culturali più importanti dell’Italia meridionale, con i suoi due mesi di programmazione, 160.000 spettatori e ben venti comuni, tra Gargano e Monti Dauni, coinvolti”. (Il Grecale)

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martedì, 15 gennaio 2008
Si terrà mercoledì 16 gennaio alle 11 presso la sala Giunta della Provincia di Foggia una conferenza stampa inerente le sinergie tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti dauni”, “FestambienteSud”.

Interverranno Carmine Stallone, presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe De Leonardis, assessore provinciale al Turismo, Mario Simonelli, sindaco di Orsara, Vito Zuccarino, sindaco di Apricena, Luciano Castelluccia, direttore artistico del “Carpino Folk Festival”, Franco Salcuni, direttore di “FestambienteSud”, Dino De Palma, direttore artistico del “Festival d’arte dei Monti Dauni”, Nicola Vascello, commissario Apt di Capitanata.
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mercoledì, 12 dicembre 2007
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venerdì, 05 ottobre 2007
“Il Mediterraneo è oggi, fuori da ogni retorica, una chiave di lettura per capire le sfide politiche, economiche e culturali che attendono l’Italia, poiché gli straordinari fatti che qui stanno accadendo ci offrono un’occasione storica per far diventare questo mare il nuovo hub mondiale del secolo e l’Italia il perno e il centro di questo nuovo equilibrio.”

Si apre così la lettera che Veltroni ha inviato al direttore della Gazzetta del Mezzogiorno in occasione della sua venuta in Puglia con Franceschini e D’Alema.

Collocare il Mediterraneo e la Puglia al centro della iniziativa politica internazionale è una sfida affascinante per il Pd. Ma queste riflessioni inducono altre considerazioni sul ruolo che il Gargano può assolvere in un contesto internazionale. Uscire dalla marginalità, parlare un linguaggio unico come territorio, fare sistema, è l’imperativo per un’area, come il Gargano, che può essere strategica per la crescita della Capitanata e della stessa Puglia. Il Pd è chiamato a lanciare una sfida programmatica e ad elaborare nuove politiche più attente alla valorizzazione di questo territorio, raccogliendo intorno ad una nuova stagione progettuale le migliori energie, le intelligenze più fini.

Una delle sfide che il Gargano deve vincere nei prossimi anni si gioca intorno ai temi dell’ambiente e della cultura. Un territorio che propone eventi e grandi istituzioni culturali, che offre spazi, che valorizza l’ambiente, è un luogo prospero e potenzialmente appetibile per nuovi investimenti, un luogo dove fare affari. Ecco perché si legano tra loro le questioni ambientali e culturali.

Hai visto mai che a ripeterle all'infinito le cose poi c'è qualcuno che ti ascolta??

Un territorio che difende e valorizza le sue ricchezze ambientali, che disegna il suo traffico nel rispetto dell’ambiente e della convivenza civile, che investe sul servizio di trasporto pubblico e privato non inquinante, che incentiva grandi eventi culturali, offre una elevata qualità della vita attraendo, conseguentemente, più turisti, più visitatori. E’ un territorio che cresce.

Crescita dipendente, però, da alcune variabili:
Necessità per le imprese di aumentare le proprie dimensioni, per renderle più adeguate alla globalizzazione (nel turismo, per esempio, imprese più grandi e associazioni di impresa per aggredire nuovi mercati)
Evoluzione dei nostri fattori di competizione verso la conoscenza (investire nella professionalità, nella conoscenza dei mercati, delle lingue, delle tecnologie informatiche, nella agricoltura che punta sui marchi di tipicità e qualità, ma anche in forme nuove di produzione, sviluppare la filiera)
Rilancio del territorio come fattore di attrazione, di risorse, di opportunità di crescita e sviluppo.

Per questo un terreno decisivo per lo sviluppo è quello della formazione per fornire conoscenze e competenze ai nostri giovani, utilizzando il sistema scolastico territoriale e la stessa Università di Foggia, e non costringerli ad emigrare. Mettere al centro del ragionamento sul nostro futuro la formazione, la creatività, la produzione immateriale delle idee, non può che voler dire ragionamento politico sul ruolo strategico di quest’area del Mezzogiorno e della Capitanata per avviare una nuova fase di crescita. Ma non c’è crescita, non c’è sviluppo, non si contrasta la nuova povertà, non si riducono le disuguaglianze e non si rilancia la competitività del nostro territorio se la crescita economica e le politiche sullo stato sociale non sono in grado di sostenere la famiglia nella cura e nella crescita dei figli, di dare un futuro ai giovani, di consentire agli anziani che il vivere più a lungo significhi vivere meglio, di accogliere e promuovere l’inserimento di persone straniere.

Il Pd deve candidarsi a guidare questo nuovo corso, rivolgendosi alle forze produttive presenti sul territorio, promuovendo collaborazione e compartecipazione, lanciando un patto tra il mondo del lavoro, le professioni, la cultura, tra donne e uomini, tra giovani e anziani, tra i italiani e cittadini stranieri.Ci affascina l’dea di Veltroni di partire proprio dal Mezzogiorno per garantire la crescita del sistema Paese. Ci sentiamo impegnati con Veltroni ed Emiliano a costruire il Partito Democratico, un partito nuovo ma, al tempo stesso, con una forte connotazione “popolare” che si proponga di “cambiare l’Italia” rifiutando ogni provincialismo e spinga ad unire Nord e Sud.
Antonio Giuffreda candidato nella lista “Democratici con Veltroni” nel Collegio n. 2 per l’Assemblea Costituente Nazionale
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domenica, 30 settembre 2007
Un convegno internazionale e una grande festa, a Roma rispettivamente il 29 e 30 settembre, celebrano la sottoscrizione da parte dell'Italia della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile. «Noi partiamo per ultimi, ma poi diventiamo i primi», ha detto il sottosegretario ai Beni culturali Danielle Mazzonis, ricordando il «grandissimo ritardo» con cui il Parlamento ha approvato (all'unanimità alla Camera e al Senato) nelle scorse settimane le due convenzioni sulle diversità culturali e sui Beni Intangibili. Quest'ultima, ha proseguito il sottosegretario, «riguarda tutto ciò che ci caratterizza, dalle feste ai dialetti, dalla musica alle specificità culinarie». «L'Italia ha molto da inserire in queste liste», ha aggiunto la Mazzonis, e potrebbe accadere come per i siti del Patrimonio culturale, dove il nostro paese è partito in ritardo, ma ora è quello che ne detiene il numero più alto. Il convegno internazionale di sabato, che si svolgerà alla Biblioteca Nazionale, ha appunto lo scopo di illustrare a Regioni e enti locali la nuova convenzione, far conoscere cosa sta già accadendo all'estero (soprattutto in Francia), in che consiste l'iter burocratico per presentare le eventuali candidature, che il ministero dei Beni-attività culturali proporrà quindi in sede Unesco. In Italia c'è grande urgenza di rintracciare queste espressioni di cultura intangibile che altrimenti rischiano la dispersione, con la conseguente scomparsa di molte manifestazioni, ha detto l'assessore alla Cultura della provincia di Roma Vincenzo Vita, che ospita Le giornate della Cultura Immateriale: musiche, danze e cortei ai Fori Imperiali. «Non si tratta di fare i passatisti - ha aggiunto - questo non è folklore, ma l'occasione di sviluppare, in epoca di globalizzazione, il valore del locale».
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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domenica, 30 settembre 2007
Anticipiamo uno stralcio della relazione che il presidente del circolo Gianni Bosio terrà oggi al convegno organizzato alla Biblioteca nazionale di Roma. Il tema riguarda il lavoro, la memoria e la salvaguardia della tradizione orale
Alessandro Portelli - 29/09/2007

Scriveva Ralph Waldo Emerson, poeta e filosofo del Rinascimento americano: «La sacralità inerente all'atto della creazione, all'atto del pensiero, viene trasferita alla sua registrazione. Il cantare del poeta era sentito come qualcosa di divino; pertanto, anche la canzone è divinizzata. Lo scrittore era uno spirito giusto e saggio; d'ora in avanti, allora, il libro è perfetto, e l'amore per l'eroe diventa amore per la sua statua.» Ciò di cui Emerson ci parla riguarda la differenza fra un bene immateriale come processo, come azione - l'atto del cantare - e l'idolatria verso il suo consolidamento come testo, registrazione, libro, manufatto.
L'atto, la capacità creatrice è quello che conta; il risultato ne è solo la testimonianza. Questo è tanto più vero in quelle culture che, affidandosi soprattutto all'oralità, producono i cosiddetti beni culturali immateriali: beni, cioè, che non consistono in oggetti o in testi, ma nella possibilità socialmente diffusa di crearli o ri-evocarli. Una tradizione infatti non è un repertorio di forme immutabili, bensì un processo in continua evoluzione, reso possibile dalla capacità dei suoi protagonisti di evocare memoria e di produrre cambiamento.
Scrive Leslie Marmon Silko, autrice americana indiana Pueblo: «Oggi la gente pensa che le cerimonie dovrebbero essere eseguite esattamente come si è sempre fatto, e che basta un lapsus perché la cerimonia debba essere interrotta o il disegno di sabbia distrutto. Ma il cambiamento è cominciato già molto tempo fa, quando la gente ha ricevuto in eredità queste cerimonie, non fosse altro che per l'invecchiare del sonaglio di zucca giallo o il restringersi della pelle sull'artiglio d'aquila, o anche solo per come cambiavano le voci di generazione in generazione di cantori.» Dunque, lavorare per i beni immateriali della tradizione orale non significa proteggere l'immutabilità di culture folkloriche pensate come residui congelati di passati localistici (come nel folklorismo fascista che relegava il mondo popolare in uno spazio di subalternità con la pretesa di esaltarne le tradizioni). Significa, piuttosto, garantire il diritto e la possibilità che la tradizione si trasformi con i suoi stessi mezzi e secondo le proprie necessità, e che questa trasformazione non sia né eterodiretta né imposta.
D'altra parte, la memoria stessa è soprattutto un processo: non un deposito di dati in via di progressivo disfacimento, ma una perenne ricerca di senso nel rapporto con il passato e nel riuso dei repertori culturali. Nessun cantore o suonatore eseguirà due volte lo stesso brano nello stesso modo, nessun narratore dirà due volte la stessa storia con le stesse parole; perché, anche se vengono dal passato, queste espressioni si materializzano nel presente e il presente vi irrompe con le sue domande e le sue richieste. Infatti, gran parte delle forme espressive popolari sono destinate all'improvvisazione: basta pensare allo stornello, al blues, all'ottava rima, persino al rap, ai muttus della tradizione sarda. In questo caso, non è tanto la singola ottava o il singolo stornello a costituire un bene culturale, quanto la capacità del cantore o del poeta di reinventarne sempre di nuovi.
Per questo però, come scrive un'altra autrice Pueblo, Paula Gunn Allen, le culture che fanno affidamento sull'oralità sono sempre «a una generazione dalla scomparsa»: basta il silenzio di una generazione perché essere si perdano. Le culture popolari hanno i loro specialisti ma non si affidano solo a loro: ciascuno mette mano alla loro continuità anche solo ripetendo (a modo suo) le espressioni trasmesse nella memoria culturale. Come mediano fra memoria e innovazione, continuità e cambiamento, così le culture dell'oralità si collocano su un difficile e affascinante crinale, fra il locale e il globale. Rinchiudere il «folklore» dentro una definizione regionalistica locale è un'altra violenza. Proprio perché sono immateriali, le creazioni della cultura orale volano senza frontiere: nel sud segregazionista degli Stati Uniti, la sola cosa che bianchi e neri condividevano era la musica. Se una ballata come Il testamento dell'avvelenato la troviamo in Italia nel XVI secolo, oggi è in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, fatta propria da Bob Dylan e persino dai Led Zeppelin.
Tutto ciò non nega l'importanza della documentazione e della conservazione dei testi e degli oggetti. Nel suo «Elogio del magnetofono», Gianni Bosio notava che proprio la possibilità tecnologica di fissare le performance della cultura orale rende possibile la loro conoscenza critica e quindi il riconoscimento della loro complessità e ricchezza. Questo è il compito della documentazione: i beni culturali immateriali non si identificano con le registrazioni, con i manufatti, con i testi raccolti negli archivi, nelle biblioteche, nei musei; ma abbiamo bisogno di archivi, biblioteche, musei per documentare la storia, per riconoscere le trasformazioni, anche semplicemente per mettere in scena il pubblico riconoscimento dell'importanza - più ancora che di questi oggetti - delle persone e dei gruppi sociali che li hanno creati e che continuano a farlo.
Gianni Bosio affermava, a proposito di culture non egemoni, che il lavoro culturale è destinato a trasformarsi in lavoro politico perché deve proteggere e creare politicamente le condizioni della propria possibilità: la libertà di parola e di comunicazione, l'uguaglianza, la presenza dialogica e antagonista del mondo popolare. Diceva Woody Guthrie: «la canzone popolare è forte se è forte il movimento operaio»: le culture popolari vivono se vive il potere sociale dei loro protagonisti e creatori, se vivono le loro forme di rappresentanza organizzata e di presenza consapevole, i loro diritti civili e politici.
Una politica di tutela e promozione dei beni culturali immateriali comincia con la difesa e l'allargamento della democrazia, della cittadinanza, del diritto di parola e, soprattutto, del diritto a essere ascoltati. Comincia ripensando al grande insegnamento di Ernesto de Martino, quando ricorda i suoi anni di ricerca etnografica al sud: «entravo nelle loro case - scriveva - «come un compagno», come un ascoltatore intento non a estrarre da loro canti o formule o credenze, ma a vivere con questi uomini del nostro tempo, questi cittadini del nostro paese, dentro una storia che è la nostra stessa storia.
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postato da: festival alle ore 09:15 | categoria:rassegna stampa, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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sabato, 29 settembre 2007
L'Associazione Culturale Carpino Folk Festival riconosciuta come protettrice di un patrimonio che tra cultura tradizione, folclore o cultura immateriale, fa parte di tutti noi
FOGGIA - Grande soddisfazione da parte dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival per la ratifica da parte della Camera dei Deputati della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale avvenuta lo scorso 13 settembre.
«Finalmente – si legge in una nota – sarà possibile partecipare a pieno titolo ai lavori del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che ha già riconosciuto per l’Italia i Pupi siciliani e i Tenores sardi, come parte di un tessuto di tradizioni e feste che va oltre i nostri confini e che in tutto il mondo rappresenta una straordinaria ricchezza italiana».
«L’Italia adesso potrà presentare, a partire dal 2008, le proprie candidature per le prime iscrizioni nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO – prosegue la nota – ricordiamo che questa convenzione disciplina finalmente un settore sinora scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come cultura tradizionale, folclore o cultura popolare».
«L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ritiene che godano di tutti i requisti disposti dalla Convenzione i numerosi Cantori e Cantautori del Gargano, ad es. quelli di Carpino sono stati di recente nominati Testimoni della Cultura, i canti che si ostinano a tramandare anche ad età molto avanzata, la funzione che questi canti avevano in passato, come quella di portare la serenata, lo strumento principe usato per accompagnare questi canti, ossia la chitarra battente e quindi le tecniche artigianali per la loro costruzione, e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestisana e la mundanara, senza dimenticare la particolarità del ballo delle nostre terre».

«Per festeggiare questa vittoria italiana, di cui siamo orgogliosi, dopo anni di dimenticanza e trascuratezza – conclude la nota – il 30 settembre prossimo ai Fori Imperiali verrà festeggiata la Giornata della Cultura Immateriale e tutti i cittadini sono invitati per conoscere da vicino le nostre tradizioni con una manifestazione gioiosa e vitale del patrimonio immateriale dell’Italia. Il Gargano sarà rappresentato dai Cantori di Carpino che si esibiranno alle ore 11.00. Ma l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sarà presente a Roma già dal giorno 29 settembre per sostenere lÂ’Associazione Totarella che in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza e l'Istituto di Alta Cultura anticiperanno i festeggiamenti con un seminario-spettacolo tenuto presso il Teatro Ruskaja».
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postato da: festival alle ore 17:04 | categoria:rassegna stampa, carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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sabato, 29 settembre 2007
Grande festa domenica ai Fori Imperiali, con Mimmo Cuticchio, Ambrogio Sparagna, i Cantori di Carpino, Peppe Barra, Alexian, i Totarella e le zampogne del Pollino e Giovanna Marini
di ROSARIA AMATO
ROMA - I pupi siciliani e il canto a tenores della Sardegna "patrimonio culturale immateriale" dell'umanità. A sancirlo è l'Unesco, ma presto molte altre espressioni della cultura popolare italiana, dalla pizzica, la danza popolare pugliese lanciata in tutto il mondo dal batterista dei Police Stewart Copeland, alla canzone romana, ai canti di lavoro e di protesta, potrebbero aggiungersi alla lista, grazie alla ratifica operata qualche giorno fa dal Parlamento della "Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile". Un evento da festeggiare: oggi all'Accademia Nazionale di Danza e domani in via dei Fori Imperiali a Roma si alterneranno spettacoli e incontri con gli artisti esponenti della più genuina tradizione popolare, da Mimmo Cuticchio a Giovanna Marini e Ambrogio Sparagna.
"Noi partiamo per ultimi, ma poi diventeremo i primi", assicura il sottosegretario ai Beni Culturali Danielle Mazzonis, ricordando il "grandissimo ritardo" con cui il Parlamento ha approvato nelle scorse settimane la Convenzione Unesco. Ritardo che intanto non ha impedito all'Opera dei Pupi siciliani e al Canto a tenores dei pastori del centro della Sardegna di entrare di diritto nella lista dell'Unesco, come "Capolavori del patrimonio immateriale dell'umanità".
Altre espressioni della cultura popolare italiana potranno presto aggiungersi, facendo domanda a partire dal 2008. Si tratta di tradizioni, espressioni orali, riti, spettacoli folkloristici: "L'Italia ha molto da inserire in queste liste - spiega Mazzonis - e potrebbe accadere come per i siti del Patrimonio Culturale, dove il nostro Paese è partito in ritardo, ma ora è quello che detiene il numero più alto".
Stamane, sempre a Roma, si è svolto un convegno-seminario dei Beni Culturali per spiegare a tutti gli interessati in che consiste l'iter burocratico per proporre le candidature, che poi il governo trasferirà in sede Unesco.
I festeggiamenti si aprono nel pomeriggio all'Accademia Nazionale di Danza, dove l'associazione Totarella, le zampogne del Pollino, terrà un seminario spettacolo a ingresso libero. Totarella è un gruppo di musica e danza tradizionale che esprime le tradizioni delle zone al confine tra la Calabria e la Lucania, e al quale diversi anziani suonatori e costruttori di strumenti popolari "hanno affidato una sapienza e una memoria antiche", che fanno capo alla cultura contadina.
Domani in via dei Fori Imperiali si comincia alle 10.30 con i Sai Gaber, esponenti della minoranza linguistica occitana. Alle 11 i Cantori di Carpino, centro del Gargano (Puglia) noto anche per la tradizione della chitarra battente. Alle tradizioni culturali di Carpino hanno attinto molti artisti, a cominciare da Eugenio Bennato. Alle 11.30 Ambrogio Sparagna, virtuoso dell'organetto e studioso delle tradizioni dell'Italia centro-meridionale e del Lazio in particolare.
Alle 13.30 la musica rom di Alexian e del suo gruppo. Alexian, alias Santino Spinelli, è il primo esponente della comunità rom residente in Italia ad essersi laureato e ad aver ottenuto una cattedra universitaria. Nel pomeriggio Sara Modigliani, esponente della canzone romana, Mimmo Cuticchio, un gruppo di canto a tenores sardo, il napoletano Beppe Barra, ancora i Totarella, Alla Bua, un gruppo esponente della pizzica, danza salentina che ha conosciuto negli ultimi anni una riscoperta a livello internazionale. Si chiude alle 18 con Giovanna Marini, cantante e studiosa delle tradizioni italiane, in particolare dei canti di lavoro.
(29 settembre 2007)
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giovedì, 27 settembre 2007
Il Gargano è vivo! Il Gargano e vivo! Sembra che ultimamente questo sia diventato un monito comune a tutti! Specialmente a quanti hanno capito che "recitando" questo monito riescono a trarre non pochi vantaggi, ed in questo periodo pare l'abbiano capito in molti!!!!

Ed ecco spuntare nelle città del Gargano enormi manifesti che inneggiano al Gargano! Da notare: sono spuntati solo nelle città del Gargano! Ma a cosa serve farlo sapere a noi garganici, quando servirebbe invece una capillare campagna pubblicitaria del nostro povero Gargano su tutto il territorio nazionale ed internazionale (vedi manifesti della Notte della Taranta apparsi in Germania e in Svizzera in previsione dell'Oktober Fest, edizione 2008!). Noi lo sappiamo benissimo che il Gargano è vivo! E invece ecco che come al solito si spendono fior di quattrini per testimonial che come avvoltoi sembra non aspettino altro che questi tristi episodi per attaccarsi ai nostri soldi come a povere prede sconfitte e senza scampo. Ormai molti "artisti" hanno capito che fare il testimanial rende economicamente parlanda, molto più che fare t'artista, e quindi in un futuro molto prossimo vedremo aumentare vertiginosamente il loro numero. Ma a noi rappresentanti delle associazioni del Gargano, nonché a noi cittadini del Gargano, questa inutile spesa non sta bene, perché noi siamo ancora abituati a sudarceli i soldi, e vederci passare sotto il naso soldi facili, quando gli stessi enti a noi associazioni non dicono altro che "non ci sono soldi", non è cosa accettabile. E come disse lo scrittore Flaubert" non sono le perle che fanno la collana ma il filo e noi gente semplice siamo l'anima del Gargano e pretendiamo dai nostri rappresentanti politici che ci valorizzino. Tanti sono coloro che hanno speso una vita per dedicarsi alla tradizione popolare ed oggi si sentono ancora dire "devi farti conoscere".

E' ora di dire basta!

I nostri politici anziché spendere inutilmente i soldi dei contribuenti, e quindi i nostri soldi, farebbero bene a rendersi conto che andrebbero valorizzate le nostre risorse. Eh si perché il Gargano è ricco di risorse, non dobbiamo inventarle le abbiamo tutte li che sembra non aspettino altro che essere sfruttate per arricchire veramente il territorio. La vicenda terribile successa a Peschici e Vieste negli scorsi mesi sembra essersi trasformata per qualcuno in una gallina dalle uova d'oro e i nostri rappresentanti politici stanno permettendo che questo accada. Per non parlare poi della "destagionalizzazione dell'offerta turistica". La destagionalizzazione del turismo va programmata, studiata e ben diffusa attraverso i mezzi di comunicazione di massa, non improvvisata e diffusa in malo modo salo sul nostro territorio, ottenend