La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui
mercoledì, 07 maggio 2008
da Teleradioerre
Saranno messi in vendita, attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio ed altri canali turistici, pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica la sera.
L'azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival che rientrano nell'iniziativa "Five festival sud system" - le manifestazioni musicali che si svolgono in estate nel foggiano - i sindaci dei comuni di Orsara e Apricena e i rappresentanti delle agenzie di viaggio hanno curato un programma per accogliere i turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio.
La manifestazione "Five festival sud system" è nata con lo scopo di portare, oltre alla buona musica, anche il turista nelle zone del foggiano meno frequentate da turisti nel periodo estivo. Nell'edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia, infatti, viaggeranno sotto uno stesso marchio, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant'Angelo, dai Suoni in cava di Apricena al Festival Apuliae e all'Orsara Jazz.
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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venerdì, 02 maggio 2008
Scritto dal Comitato Direttivo dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival   
 
Grisetti fotografato da alemacrini La riunione di ieri sera del Comitato Direttivo dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha stabilito le date della nuova festa della musica popolare italiana.
La tredicesima edizione del Carpino Folk Festival si terrà dal 01 al 09 Agosto 2008.
 
Tutto il meglio della musica popolare, anziani cantori, artisti e gruppi di riproposta, si troveranno in quello che negli anni passati è stato un evento e una festa, un equilibrato mix tra riti pagani e religiosi, un magico binomio tra un festival/concerto e una festa paesana/patronale alla scoperta di un mondo antico, per molti sconosciuto e incomprensibile, ma proprio per questo carico di un fascino inesauribile che fa del nostro festival qualcosa di unico nel panorama musicale popolare.
 
Ogni edizione è sempre un nuovo punto di partenza. Il programma del 2008 sarà un grande spot per il patrimonio immateriale culturale del Gargano affinché i numerosi Suonatori e Cantatori del Gargano, i loro canti e la loro funzione, la chitarra battente, i balli e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestesana e la mundanara, entrino di diritto nella lista dell’Unesco rappresentativa del “Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità”.
 
Il Carpino Folk Festival 2008 si inserisce all'interno di F.F.S.S., l'iniziativa fortemente sostenuta e voluta dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dall'Azienda di Promozione Turistica di Foggia per proporre un unico festival di grande qualità, con ben due mesi di programmazione, luglio ed agosto, per attrarre molte migliaia di spettatori grazie agli oltre 250 artisti coinvolti negli spettacoli (dal Teatro Civile al Folk, alle Tradizioni Popolari, alla Musica Classica, al Jazz), diffusi su un territorio di venti comuni tra il Gargano e i Monti Dauni.
 
La line up del Carpino Folk Festival 2008 è in via di definizione, molte le sorprese e gli appuntamenti. Saranno pubblicate anticipazioni sul sito man mano...
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postato da: festival alle ore 14:03 | categoria:comunicati stampa, carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
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mercoledì, 30 aprile 2008
BASILICA - CATTEDRALE DI VIESTE - FESTA A MARIA

5 MAGGIO 2007 – ORE 21.00

I TENORES DI BITTI - “MIALINU PIRA”
IL CANTO A TENORE

Il canto a “tenore” è l’espressione etnico musicale più arcaica della Sardegna centrale ed è la prova dell’esistenza della pratica polifonica in tempi remotissimi. E’ realizzato da quattro cantori chiamati Bassu (Basso), Contra (Contralto), Mesu Oche (Mezza voce), Oche (Voce), disposti in cerchio, riproponendo la forma architettonica dell’antica civiltà sarda, quella nuragica. Ci troviamo di fronte ad un modo molto particolare di cantare dal punto di vista timbrico. Delle quattro voci due sono gutturali: Bassu e sa Contra. Esse caratterizzano in maniera peculiare il canto a tenore. Su Bassu con un suono grave e profondo e un caratteristico vibrato mantiene la stessa tonalità della voce solista, ovvero la  fondamentale della triade su cui si accorda la polifonia del tenore; una quinta sopra si trova la Contra che si caratterizza per un suono più lineare, metallico e meno vibrato. E’ difficile stabilire le origini del Canto a Tenore che secondo alcuni risalirebbe addirittura a 4000 anni fa. La natura del canto sembrerebbe strettamente radicata nella vita pastorale, nella solitudine della campagna, a stretto contatto con il bestiame e con la natura. Bitti è uno dei paesi in cui si pratica il Canto a Tenore. Immerso nel centro della Sardegna, nelle vicinanze di Nuoro, in Barbagia, Bitti è il paese di Michelangelo “Mialinu” Pira, antropologo e studioso della cultura bittese, alla cui memoria è intitolato il gruppo.  Il 25 Novembre 2005 il Canto a Tenore di Bitti è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Intangibile dell’Umanità.
Il repertorio della serata è caratterizzato soprattutto da antichi canti religiosi della tradizione sarda dal 1500 al 1900. Due particolarità accomunano questi canti alla devozione mariana dei viestani. La prima riguarda  l’affinità di melodia tra alcuni canti a tenore e quelli classici delle novene a S. Maria di Merino. La seconda è che tra i canti a tenore più famosi figura “Grobbes de  s’Annossata”, ossia canti in onore dell’Annunziata, e  la statua di S. Maria di Merino altro non è che una classica rappresentazione dell’Annunciazione.

Il Concerto è organizzato dalla Società di Storia Patria per la Puglia – gruppo di Vieste “Pasquale Soccio”, in collaborazione con la Comunità Parrocchia Cattedrale di Vieste e L’Associazione Musicale Onlus “Nuova Diapason” nell’ambito della “Festa a Maria”. Si ringraziano vivamente tutti i viestani che con il loro contributo hanno permesso la realizzazione di questo grande evento religioso e culturale.
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postato da: festival alle ore 20:38 | categoria:tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino, gargano
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martedì, 22 aprile 2008
tratto da www.puntodistella.it
«Siamo i diavoli alle chitarre; quelli svegli fino al mattino. Siamo "gli angeli che ballano intorno"; la musica che nasce nei paesi. Siamo l'eco delle piazze. Siamo i ragazzi con cui hai suonato a Scapoli, le ragazze che hai baciato a Carpino. Siamo la gioia che hai vissuto a Melpignano, le birre che hai bevuto a Bergolo. Siamo quelli che amano "questa donna", che hanno costruito giardini con "ori fini e acqua sorgentiva". Siamo quelli a cui da piccola hai rubato il cuore, quelli che non ti hanno mai detto una "parola a mmale". Siamo quelli che se non ti volevano bene non sarebbero venuti a cantarti. Siamo i cinque che con lo zoppo Fraccacchione sono andati a rubare le pere. Siamo gli "amanti ritornati", quelli per cui suonano le campane. Siamo le due zitelle che ballano. Siamo quelli mozzicati dalla Taranta. Siamo la “Tarantella del Gargano”. Si presentano così, nel loro spazio web www.myspace.com/capitannemo, rivendicando fortemente e orgogliosamente la propria identità (Sime de Monte e tenime la chepa toste! ), i componenti del gruppo di musica popolare “Tarantella del Gargano”. Sono Matteo Rignanese alias capitan Nemo (canto e chitarra); Pinuccio Ciliberti detto a cavaripa (canto). Ci sono anche “quei pazzi dei Sud Folk”: Angela Bisceglia (voce). Bernardo Bisceglia (mandola e voce); Peppe di Iasio (chitarra a basso e voce); Michele Cotugno (chitarra battente); Domenico Prencipe (chitarra acustica); Michelino Bisceglia (tammorra); Ilaria Rignanese (ballerina); Valeria Totaro (ballerina); Veronica Granatiero (ballerina); Michele Sacco (ballerino). Sul sito è possibile ascoltare (e scaricare free) 4 brani (“Tarantella di Monte”, “L’aria dli Muntanere”, “Montanara li Strusce”, “Aprile e nun Aprile”) tratti da “e llarjulà”, un cd di nuova uscita del gruppo. Interessante, nei post del blog, un intervento del leader Matteo Rignanese che, utilizzando il nick name Kudos, spiega ai blogger che “La Tarantella del Gargano non esiste”: «Fino a qualche tempo fa ero fermamente convinto dell’esistenza di questo brano magico la cui scrittura si perde nel tempo (andate a dare un occhio al "Cantico dei Cantici"). La mia certezza derivava dall’aver ascoltato di persona la sua esecuzione, dall’ averne interpretato i versi nelle occasioni più disparate, dall’aver comprato almeno una decina di dischi in cui è stato inciso con interpretazioni che vanno dal folk al jazz, passando per la musica sperimentale e chi più ne ha più ne metta. Per capirci sto parlando del brano in cui un giovanotto si interroga su "come fare per amare questa donna" e gli viene in mente di costruire un giardino. Da bravo Garganico sono fiero ed orgoglioso che un brano così ipnotico ed affascinante rappresenti la mia terra e quindi anche me. Il punto è che questo brano non si chiama "Tarantella del Gargano", e sul Gargano di tarantella non ce n’è soltanto una. La "Tarantella suonata alla Montanara" (ovvero "così come si suona a Monte Sant’Angelo) successivamente intitolata "alla Montanara" o più semplicemente "Montanara", e sempre più spesso chiamata "tarantella del Gargano" è uno dei tre stili di tarantella della città di Carpino; un modo di suonare, la decisione di un musicista di "interpretare" la tarantella su cui tessere i propri versi (una volta improvvisati, oggi rigorosamente fedeli a quanto tramandato dal passato). Su questo stilema esistono innumerevoli versi, alcuni strutturati in canzone vera e propria (di cui la più famosa appunto quella della bella figliola e del giardino), altri estemporanei, tutti strutturati in endecasillabi. Così come pure di Stili si tratta quando si parla delle altre Tarantelle suonate a Carpino: La Viestesana (Vieste), particolarissima per una digressione dalla tonalità maggiore a quella minore che avviene improvvisa per 2/4 di battuta; la Rodianella (Rodi Garganico), quanto di più gioioso la musica possa rappresentare. A queste bisogna aggiungere quanto si è conservato negli altri paesi: la tarantella di Sannicandro, li strusce di Monte S. Angelo etc.etc. In un contesto così vasto ricco di sfumature è senz’altro fuori luogo parlare di Tarantella del Gargano; al massimo si può parlare di "Tarantelle del Gargano". A fare i pignoli poi ci sarebbe da sottolineare che il Gargano con le tarante non ha un granchè a che fare. Quelle che si eseguono e che si continua a tramandare sono delle serenate; a morsi e pizzichi, ragni e tarante (a parte due soli versi della tarantella di Monte Sant’Angelo che fanno riferimento a due ragazze senza marito che il cantore invita a lasciar ballare) non si fa riferimento in nessun verso. Sono tutti versi d’amore, al massimo di sdegno quando non sono canti religiosi. Sì son d’accordo con voi che poco importa se "nel blu dipinto di blu" sia conosciuta in tutto il mondo come "volare", la sua bellezza resta immutata. Ma così come non esiste "volare" non esiste la "tarantella del Gargano". Anche se tutti continueranno a chiederci di suonarla, e noi non avremo nessun dubbio su cosa suonare! Forza Monte!».
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 22 aprile 2008
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Apulia Film Commission, in data 12 aprile 2008, ha approvato la graduatoria dei film ammessi al contributo relativamente alla prima tranche del Film Fund 2008 con riferimento all’avviso scaduto in data 31/01/2008 e ne autorizza la pubblicazione sul proprio portale web.

 

La valutazione è stata complicata perché ben 45 produzioni hanno fatto richiesta di contributo per un totale di richieste pari a 1.693.163,09 € per un ammontare di risorse disponibili pari, invece, a soli 150.000,00 €.

E’ stato adottato un criterio il più possibile selettivo che ha costretto a finanziare esclusivamente i progetti che hanno superato i 70 punti su 100.

Sono, invece, stati rinviati alla prossima sessione quei progetti filmici che, pur mostrando ottime potenzialità, non sono maturi dal punto di vista produttivo e/o sono ulteriormente migliorabili nella scrittura filmica.

Le produzioni i cui film sono stati rinviati, potranno riproporre la domanda nelle prossime sessioni di film fund senza versare alcuna quota di contributo spese nè allegando alcun materiale, ma semplicemente inviandoci l’entry form.

Le produzioni che hanno ottenuto il contributo, invece, saranno contattate nei prossimi giorni dagli uffici della Fondazione per l’assolvimento delle procedure regolamentari e per la firma della convenzione.

L’elenco delle produzioni beneficiarie di contributo e di quelle rinviate alla prossima sessione potete scaricarlo da QUI.

L’elenco di tutti i progetti filmici pervenuti alla nostra attenzione, con il dettaglio dei punteggi per singolo criterio e un breve commento critico, potete scaricarlo da questo file.

Contestualmente, il CdA della Fondazione AFC ha disposto la pubblicazione del nuovo regolamento che mette a disposizione delle produzioni audiovisive italiane e internazionali la seconda tranche di 150.000 € di contributi per il secondo quadrimestre del 2008.

La prossima scadenza è prevista per il 31 maggio. Come sempre farà fede il timbro postale. Invitiamo le produzioni che hanno intenzione di girare un prodotto filmico sul suolo pugliese nei mesi primaverili ed estivi a procedere immediatamente nell’invio della documentazione richiesta, così da agevolare il lavoro di analisi e decisione.

Scarica da qui il regolamento aggiornato.
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postato da: festival alle ore 12:17 | categoria:carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino, gargano
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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giovedì, 10 aprile 2008
Per valorizzare gli studi sulla cultura locale l’ANCI bandisce il Premio “Memorie e Musiche comuni” rivolto alle ricerche che riguardano la memoria storica, individuale e comunitaria, e la tradizione etno-musicale.

Il Premio 2008, giunto alla sua quinta edizione, si articola in tre sezioni generali: la sezione memoria storica che contempla le ricerche condotte utilizzando metodologie di storia orale; la sezione tradizione etno-musicale che riguarda le indagini sulle espressioni musicali del mondo popolare, che permangono al nostro tempo o di cui è possibile rintracciare tracce documentali; la sezione minoranze linguistiche che comprende le pubblicazioni aventi come oggetto le lingue e le culture delle minoranze linguistiche storiche presenti nel nostro Paese; e una sezione speciale, dedicata alle ricerche condotte nelle scuole.

Per ogni sezione sarà conferito un premio di 1.500 euro, un premio particolare sarà invece conferito per la sezione speciale dedicata alle scuole, e consisterà in un buono libri di 500 euro.

Sul sito sarà pubblicato l’elenco dei vincitori, nominati entro il 15 ottobre da una Commissione di esperti incaricati dall’ANCI. Nel caso di candidati classificati ex aequo (non più di due) la Commissione potrà ripartire il premio, e potrà anche non conferirlo nel caso in cui non   fossero presentati lavori meritevoli.

Come è scritto nel Bando le pubblicazioni (libri, cd, dvd, video), edite nell’anno 2007, dovranno pervenire in triplice copia a: Segreteria Premio, presso l’Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, via dei Prefetti 46, 00186 Roma (tel. 06.68009242, email santoro@anci.it), entro e non oltre il 15 giugno 2008. Le opere devono essere accompagnate da una domanda di partecipazione al concorso, sottoscritta dal concorrente.
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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sabato, 05 aprile 2008
Testo di Luca Ferrari dal suo portale: http://www.lucaferrari.net
Devo alcune precisazioni a chi, soprattutto sul sito degli amici di Carpino (www.carpinofolkfestival.com), ha frainteso il senso della mia giocosa ‘polemica’ sull’appello degli organizzatori del festival pugliese a votare Eugenio Bennato a Sanremo: non siamo d’accordo con la strumentalizzazione della cultura popolare per fini commerciali e la presenza di Bennato, con quel pezzo decisamente scadente e per niente rappresentativo della musica folk (meridionale), crediamo avesse esclusivamente quello scopo. Restiamo quindi della stessa idea, nonostante riconosciamo di aver sottovalutato il significato che gli estensori dell’appello hanno voluto attribuire alla presenza in TV della chitarra battente: dietro quella presenza ci stava, in effetti, la riflessione che da tempo è in corso sui significati della “Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”, redatta dall’Unesco nell’ottobre 2003 (cfr. all’indirizzo www.unesco.beniculturali.it).
Nel fraintendere il senso di quell’appello, abbiamo rischiato di essere a nostra volta fraintesi, perché alcuni lettori hanno ricavato l’impressione che fossimo insensibili (se non addirittura ignari) della cosa. Tentiamo quindi ora una modesta riparazione.

Dall’ottobre del 2003 ad oggi, è indubbio si siano fatti grandi passi avanti anche in Italia sulla riflessione delle implicazioni che la convenzione dell’Unesco contiene: già nel 2001 e nel 2005, come si ricorderà, l’Unesco aveva riconosciuto l’Opera dei Pupi Siciliani e il Canto a Tenores sardo (area barbaricina) quali “capolavori del patrimonio immateriale dell’umanità”, inducendo il Parlamento italiano ad avviare la procedura per la ratifica della convenzione che, entrata in vigore nell’aprile 2006, è stata formalmente recepita (con atto depositato all’Unesco) il 30 ottobre scorso.

Per chi ancora non fosse a conoscenza dei contenuti davvero straordinari del testo, può scaricarne copia in originale (in lingua inglese) dal sito http://www.patrimoniounesco.it e approfondire anzitutto la definizione di “patrimonio culturale immateriale” - quell’insieme cioè di “pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale”.
“Tale patrimonio culturale intangibile” - recita il testo – “trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana” (art. 2 comma 1 – Definizioni).

Patrimonio, si precisa, costituito da “tradizioni ed espressioni orali, compreso il linguaggio quale veicolo del patrimonio culturale immateriale; arti dello spettacolo; pratiche sociali, eventi rituali e feste; conoscenza e pratiche che riguardino la natura e l’universo; artigianato tradizionale (art. 2 comma 2).

È facile comprendere quali potenzialità sono implicate dalla Convenzione, tenendo conto soprattutto dell’opera di impulso che l’Unesco dichiara di voler svolgere nei confronti dei paesi aderenti (cfr. l’elenco completo all’indirizzo: http://erc.unesco.org/cp/convention.asp?KO=17116&language=E#1), in particolare nei confronti di quei soggetti già preposti alla tutela e alla promozione per mandato istituzionale (enti locali, province, regioni, fondazioni…). Per questo è previsto un appuntamento internazionale nel settembre 2009 in cui verranno valutate le candidature delle esperienze proposte a tutela.

Come non pensare, quindi, per restare a uno degli ambiti che più ci appassiona, a straordinarie realtà del folk italiano – esclusive, irripetibili, profondamente radicate nella storia del nostro paese – come il trallalero, il canto di risaia, il repertorio dei cantori di Carpino, il Carnevale di Bagolino, la musica per piffero delle quattro province… che rischiano di scomparire per sempre con la scomparsa degli ultimi cantanti/musicisti?

Un’occasione importante, quindi, da presidiare e monitorare costantemente, come già stanno facendo da qualche tempo gli amici del festival di Carpino con iniziative significative come quella tenutasi lo scorso 30 marzo in collaborazione con l'Istituto Centrale per la Etnoantropologia che ha visto la partecipazione di numerosi cantatori e suonatori tradizionali provenienti dal varie regioni italiane.
Per i curiosi qui trovate il casus belli e la relativa discussione.
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postato da: festival alle ore 22:02 | categoria:carpino, tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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venerdì, 04 aprile 2008
Domenica 30 marzo 2008 il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari ha vissuto una giornata davvero particolare, per l’ampia adesione di musicisti e rappresentanti di comunità locali (circa 100), per la grande affluenza di pubblico (più di 1300 persone), ma soprattutto per l’intensa atmosfera di condivisione, consapevole, gioiosa, a tratti commossa, di questa esperienza.
Nei vasti spazi museali, il silenzio degli oggetti è stato sospeso da canti, parole e suoni di quanti hanno voluto testimoniare, con il loro generoso contributo, la vitalità e il valore delle tradizioni, animando il luogo che documenta e conserva i beni demoetnoantropologici e riaffermandone il senso nel presente.
Come in un ritorno da emigrazioni interne, la gente si è riunita nella “casa” delle identità culturali, vissute, immaginate, ritrovate, in un creativo confronto intergenerazionale: sonorità che si sono avvicendate, talvolta sovrapposte, nell’armonia complessa che caratterizza la festa.
Una giornata particolare, inaugurata dalla Fujara, strumento della Repubblica Slovacca inserito nella Lista UNESCO dei capolavori del patrimonio immateriale, e proseguita con arpe popolari, zampogne, ciaramelle, tamburelli, organetti, chitarre battenti, canti, danze e voci di tante regioni italiane: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria.

Qui puoi vedere le immagini della Giornata a Roma

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postato da: festival alle ore 19:35 | categoria:tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
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lunedì, 31 marzo 2008
Finalmente...era ora! Dal 1° marzo - data storica per il nostro/vostro periodico - anche noi siamo in rete! Internet ci ha spalancato le porte grazie a un favoloso Elia Tavaglione (e chi non lo conosce!) che ha costruito di sana pianta www.puntodistella.it il sito segnalato in gerenza sin dal primo numero e attivo dopo 5 mesi. E' vero, è ancora da rifinire, ma almeno il giornale lo trovate e pure qualche numero precedente. Calma, ci stiamo organizzando: stiamo lavorando per voi! Permetteteci ora di ringraziare i webmaster di altri portali garganici (due per tutti: CarpinoFolkFestival e Uriatinon) che ci hanno ospitato finora e ci auguriamo continuino a farlo. Un altro grazie, non possiamo lesinarlo, va agli edicolanti di Vieste, Rodi, Cagnano, S.Giovanni R., Carpino, Ischitella, Vico e Peschici che ci distribuiscono gratis il giornale. il direttore
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postato da: festival alle ore 19:43 | categoria:tarantella del gargano, carpino folk festival, cantori di carpino
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venerdì, 28 marzo 2008
rassenga stampa
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giovedì, 27 marzo 2008
Le antiche masserie mostrano un pezzo della nostra storia quando essa si ricongiunge alle tradizioni dei saperi e dei sapori della nostra terra, alla naturalità dei movimenti, degli affetti, della convivialità.
Il recupero di questa genuinità e l’invito a ridiffonderne l’importanza educativa, ma ancor prima sociale, sono favoriti da un significativo impegno delle istituzioni e degli operatori agricoli a sostenere lo sviluppo di forme di turismo socio didattico presso le antiche masserie delle nostre campagne.
La “didattica” nelle masserie responsabilizza la pratica agricola, assegnandole un ruolo pedagogico che valorizza e consolida la nuova era della multifunzionalità rurale:
ad esse il compito di “fare scuola” a piccoli e grandi attraverso la promozione dei valori legati all’ambiente, all’alimentazione sana e consapevole, all’agricoltura ed allo spazio rurale.

Il Convegno “Dall’azienda agricola alla masseria didattica: il progetto della CCIAA di Foggia e la legge n. 2/2008 della Regione Puglia”
In occasione del Salone delle Produzioni Agroalimentari e Ortofrutticole di Puglia, Euro&Med Food 2008, il giorno 27 marzo 2008, alle ore 15,30, si è tenuto, presso l’Ente Fiere di Foggia, il Convegno dal titolo in cui è stata illustrata la legge della Regione Puglia sulle modalità di riconoscimento delle masserie didattiche, ed è stato presentato il progetto della Camera di Commercio di Foggia sulla creazione di una rete di coordinamento e di assistenza delle masserie all’ottenimento del riconoscimento e alla realizzazione di programmi socio educativi. Oltre alla Presidente per l’imprenditoria femminile Lucia La Torre, ha partecipato anche l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Puglia, Elena Gentile.
        Dopo aver ascoltato le esperienze di alcune imprenditrici locali, la Gentile si è soffermata sull’importanza di un gruppo che lavori affinché il mondo femminile dell’imprenditoria, si affermi in tutto il territorio, diventando riferimento per un nuovo sviluppo economico occupazionale e sociale.
Al termine del convegno sono state premiate le migliori imprenditrici dell’anno con il Premio “Esperidi di Capitanata”. Giunto alla sua seconda edizione il premio ha visto risultare vincitrici:
-         per l’innovazione, Antonella Pasqualicchio dell’azienda Lucky Wind, operante nel settore delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile;
-         per i nuovi prodotti, Rosita Basta dell’azienda “da cosa nasce cosa”, che si interessa di realizzare nuovi prodotti con il riciclo di materiale già lavorato;
-         per l’impresa più longeva, Faustina Libera Munno dell’azienda agrituristica omonima, per la lavorazione di prodotti agricoli e successiva commercializzazione.
 
Il progetto della Camera di Commercio di Foggia
Ad oggi in Puglia esistono programmi sull’educazione alimentare di cui fanno parte integrante la degustazione dei prodotti locali e la conoscenza del territorio e che accennano proprio alla promozione di “percorsi di educazione alimentare...nelle aziende agricolo-alimentari aderenti ai programmi della Regione...”, inoltre, è stata approvata una legge specifica in materia che regola il riconoscimento, l’accreditamento e le attività del percorso didattico delle masserie didattiche (legge regionale 2/2008).
Il Progetto della Camera di Commercio trova il suo complemento operativo proprio nella recentissima legge sul riconoscimento delle Masserie didattiche. La procedura individuata dalla legge stabilisce criteri e caratteristiche che le aziende agricole devono possedere per richiedere il riconoscimento e lo svolgimento conseguente delle attività socio educative.
L’iniziativa progettuale della Camera di Commercio mira, in tal senso, alla creazione di una rete di gestione assistenza e coordinamento delle fattorie didattiche nella provincia di Foggia, intesa a promuovere e valorizzare la natura polifunzionale delle attività che può svolgere un imprenditore agricolo e a rafforzare il dialogo tra il cittadino consumatore e fruitore dei servizi e delle attività ricreative e le strutture agricole che tutelano l’agro – diversità e promuovono il turismo rurale.
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 25 marzo 2008
100.000 euro per la Notte della Taranta - è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell'attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l'errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa ne pensano i  pubblicitari e gli intellettuali del Gargano?
Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un'idea
di Sergio Blasi
da Paese Nuovo di sabato 22 marzo 2008

Ho letto con attenzione il lungo, lucido ed appassionato intervento di Mauro Marino sulla questione della Fondaziona La Notte della Taranta.
Raccolgo l'auspicio e l'invito ed ecco pronto il petto alla frecce.
L'ho sempre fatto in questi lunghi anni di attività politica ed amministrativa, provando sempre a metterci le idee senza esitazione e la faccia senza tentennamenti.
C'è un'idea della politica alla quale non so rinuciare ed è quel nobile e splendido insegnamento di Norberto Bobbio che pensava: "la democrazia (quindi il governo del popolo) è il governo della cosa pubblica in pubblico".
E allora il senso profondo che io attribuisco alla Notte della Taranta è l'idea di un Sud che sa partendo da sé dalle sue risorse pensarsi e pensare ad un progetto di sviluppo. La fondazione l'ho sempre pensata così, il luogo nel quale è possibile preservare un progetto culturale senza tinteggiarlo con con la vernice dell'appartenenza politica a questo o a quello schieramento.
La fondazione è l'unico possibile dentro il quale approfondire la conoscenza, investigare il passato, tradurlo con le parole e il linguagio di oggi, dove possono trovare soddisfazione e mettere a disposizione di tanti giovani curiosi ed appassionati studiosi, materiali, ricerche e mezzi per catalogare tutto il possibile per consentire finalmente di avere un luogo fisico, pareti tavoli, sedie, carta, penne, fotocopiatori, dove tutti questi materiali siano a disposizione di tutti.
La fondazione non potrà e non è mai stata pensata a tale scopo avere come suo unico campo d'azione, come sua unica ragione sociale, l'organizzazione del festival "La Notte della Taranta".
Anche perché non solo il festival c'è già, ma perché è molto più comodo molto più discrezionale per gli amministratori della Grecìa pensare di organizzare il festival nell'ambito dell'Unione Grika. La fondazione al contrario diretta da altri soci che si aggiungono alla Grecìa come la Provincia e la Regione (oggi sono governate dal centrosinistra e io spero che lo siano anche da qui a cent'anni).
Allora è chiaro che la fondazione è uno strumento culturale a tutto tondo capace di esprimere pensiero culturale e quindi politico sullo sviluppo e sul futuro di una terra come il Salento.
Ed è qui la riflessione sul Sud, su cosa siamo stati e su cose potremmo essere, tutto dipende dalle scelte che faremo come classe dirigente, è il nostro compito.
E allora a lungo siamo stati braccia, che lasciavano le nostre case per andare in America prima, nelle miniere poi e nelle fabriche del Nord.
Lavoravamo sin da bambini andavamo a raccogliere le olive e a infilare con gli aghi spadino le foglie di xanti yaca e sul lungomare tiravamo lunghe reti intrecciate da corde grosse come braccia. Non avevamo il petrolio ma un pezzo del Sud non se lo fece mancare. Navi grandi lo portavano a raffinare sulle nostre spiagge più belle e puzzava soprattutto quando spirava scirocco e la fiamma perpetua che smaltiva le scorie di quel raffinare è stato per lungo tempo il nostro cero acceso al dio progresso.
Non avevamo più eretto torri per avvistare i Saraceni ma ne avevamo altre di forma più stretta, più snella, più alte e in cima fumavano.
Abbiamo portato in giro per le piazze d'Italia reclamando attenzione sul quel nostro essere Sud: eravamo la questione meridionale. Le classi dirigenti locali, piagnone e pavide, pronte ad aggrpparsi all'elemosina di turno, furono pronte a ringraziare chi ci dispensò la Cassa del Mezzogiorno.
Ci diedero a mensa pasti buoni a saziarci per cinque minuti e subito dopo lasciarci nella fame della disoccupazione.
Furono i tempi delle fabbriche buone solo per il giorno dell'inaugurazione, magari con padroni venuti dal Nord che dopo aver intascato gli "aiuti" ci consegnavano l'abbandono. Poi furono i terremoti del Sud ad indicarci un modello di sviluppo, fiumi di denaro finiti in mille mani che nei ritagli di tempo si preoccupavano di ricostruire, e nella gran parte del tempo di costruire 1.000 "imprese", società per azioni e sopraffazioni.
Poi ci pensò l'Europa, aree sottosviluppate così a Bruxelles chiamano il nostro sottosviluppo e invece di portarci opportunità collettiva una classe dirigente ancora una volta miope e pasticciona ha sprecato in incomprensibili acronomi POP, POR PIS, ecc una chance per noi e per le generazioni che verranno.
Ecco allora il pensiero del ragno La Notte della Taranta come un grande atto politico che metta nelle condizioni una terra come il Salento di fronte ad un mondo che cambiava, e cambia velocemente, di ripartire da sé.
Dal proprio pensiero e dalla propria capacità di pensarsi e progettarsi. Questo è la Notte della Taranta.
E la fondazione dovrà essere la staizone di comando, affinché al tavolo dove si progetta e si programma lo sviluppo, al nostro arrivo, all'arrivo del Salento, non si trovino solo posti in piedi; e quello che ci rimane da prendere non sia altro che ciò che il Nord scarta. Non vogliamo essere una sfumatura del Nord.

Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
100.000 euro per la Notte della Taranta
di Giovanni Pellegrino

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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 25 marzo 2008
100.000 euro per la Notte della Taranta - è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme a voi come mai invece sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell'attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l'errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo e d ancora cosa pensano i  pubblicitari e  gli intellettuali?
Vendola salva la Taranta
Da Bari arrivano le assicurazione dell'assessore regionale, Silvia Godelli. Ma nel Salento la cultura è sempre più terreno di scontro politico per la legittimazione del potere
di Francesco Lefons
da Paese nuovo di giovedì 20 marzo 2008

I soldi per la "Notte della Taranta" non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola. Ad assicurarlo è l'assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che spiega come l'Unione dei Comuni della Grecìa non rimarrà a secco per l'edizione 2008 del Festival nonostante il recente aut aut posto da Pellegrino. Una decisione, quella del Presidente della Provincia di Lecce, dal sapore fortemente politico; una sorta di attacco frontale nei confronti di Sergio Blasi. Tra qualche mese infatti (nel 2009), i due potrebbero trovarsi nel mezzo di un campagna elettorale interna al centrosinistra per decidere per decidere chi dovrà correre per la poltrona più alta di Palazzo dei Celestini. E poi c'è l'affare culturale, divenuto ormai vero e proprio terreno di scontro per la legittimazione del potere politico.
Dovesse andare male, i soldi, per la Notte della Taranta, non mancheranno. Parola di assessore regionale, parola di Silvia Godelli. Lei, delle beghe politiche tra Giovanni Pellegrino e Sergio Blasi, dice di saperne poco e niente. Non sa, e forse neanche le interessa sapere, che il Presidente della Provincia ha di recente annunciato di non essere disposto a finanziare l'evento se non a riparo di una fondazione. Il che, in termini strettamente economici, vuol dire che l'edizione 2008 del Festival dovrà fare a meno di qualcosa come 200.000 euro, visto che sembra del tutto improbabile si possa procedere a creare ex novo una Fondazione della Taranta (o qualcosa di simile) in tempi utili.
"Per quanto riguarda la Regione - spiega la Godelli - le cose funzionano diversamente. Io, in un certo senso, ho l'obbligo di finanziare la Notte della Taranta". Trattasi di obblighi di carattere normativo e nulla più. Esistono, infatti, appositi bandi regionali per l'area spettacoli con i quali si accordano finanziamenti a quei soggetti che rispondono a determinati requisiti. L'Unione dei Comuni rientra tra questi soggetti, cosicché "nel finanziamento all'evento in questione - continua l'assessore regionale - procedo per evidenza pubblica. Non faccio altro che seguire le procedure". Nulla è dato di sapere in merito all'entità della somma (che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 200.000 euro), l'istruttoria dei progetti presentati si è appena conclusa, e solo tra un mese si procederà alle delibere per il finanziamento. Quanto all'ipotesi Fondazione, la Godelli la considera "auspicabile" non tanto per questioni di natura finanziaria, quanto per il potenziamento qualitativo del Festival. A riguardo, però, un'altra perplessità: "Le confesso di non sapere come mai una Fondazione ancora non ci sia". E tanto basterebbe per capire che il terreno del dibattito tarantato tra Pellegrino e Blasi abita giustappunto tra Palazzo dei Celestini e Melpignano. Ma, soprattutto, appare del tutto evidente che il terreno di scontro tra i due non è la cultura in sé, ma una particolare categoria a essa strettamente correlata: quella che dal palco di Melpignano crea consenso e, di lì a poco, potere. A maggior ragione se tra qualche mese i due potrebbero trovarsi nel mezzo di una lotta interna per stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra nella corsa elettorale alla Provincia. Vista sotto quest'ottica la "Notte della Taranta" assume un'importanza che va al di là dei 200.000 euro, della Fondazione e di qualsiasi capriccio istituzional-formale. A meno che questi capricci non tornino utili per la definizione dei rapporti di forza all'interno dello scacchiere poliitco-territoriale dell'intera provincia. Se così fosse, il reale obiettivo dell'attuale presidente della Provincia - decisamente poco popolare - potrebbe essere quello di attirare a sé le simpatie bipartisan di tutti i sindaci "antiblasiani" sparsi qua e là per il Salento, usando come terreno di manovra proprio la "Notte della Taranta", vera e propria croce e delizia - forse più croce che delizia - dell'agenda politica provinciale.
Si potrebbe dire che la contesa politica, in realtà, è culturale; oppure che una certa cultura del potere trasforma la cultura in un imprescindibile presupposto per il potere. Come fosse una sorta di status che corona le teste di politici illuminati e che, proprio per questo motivo, non possono essere considerati come tutti gli altri. E poi, puerile ma vero, occuparsi di cultura vuol dire misurare gli umori di una larga fetta di elettorato e vuol dire, tra le altre cose, gestire somme di denaro di non poco conto.
Ci dovrà pur essere un motivo se le due grandi querce del panorama politico salentino - Adriana Poli e Giovanni Pellegrino - sono saldamente ancorati alla poltrona dell'assessorato alla Cultura. La Poli da ormai dieci anni gestisce l'affare, mentre Pellegrino, dopo l'abbandono di Sandra Antonica, ha impedito che il "giovane Blasi" ne prendesse il posto. E lo ha fatto come fosse un anziano educatore che sorprende il bambino troppo vivace con tutte e due le mani nella mamellata. In fondo si sa, la cultura è roba da grandi. Ai bambini spetta il gioco e quella beata innocenza che li esclude da ogni questione decisionale. I problemi cominciano a sorgere quando i bambini di una volta si fanno grandi e cominciano ad avanzare pretese nuove: il gioco diventa serio e i tempi belli della beata innocenza prendono la strada del ricordo.
Se a livello cittadino il pericolo di lesa maestà è ridotto al minimo - nessuno sembra avanzare pretese rispetto al "dominio" della Poli - a livello provinciale le cose stanno diversamente. La leadership culturale di Pellegrino sente sul collo il fiato di Blasi e, più in generale, di quella che lo stesso segretario provinciale del Pd ha definito "Generazione Taranta". Per informazioni vedere sulla cartina geografica i confini della Grecìa Salentina, concentrare l'attenzione su Melpignano e Martignano, e poi trarre l duvute considerazioni.
Basta poco per rendersi conto che il vento che soffia su Palazzo dei Celestini è grecanico. Pellegrino lo sa e cerca di arginare ogni spiffero proveniente da quelle terre. Ma il 2009 elettorale per ora è lontano - ci sono le politiche - e le occasioni per per mettere in chiaro strategie e rapporti di forza si moltiplicheranno strada facendo. Nel breve periodo resta da capire se la posizione (politica) di Pellegrino nei confronti dell'edizione 2009 della "Notte della Taranta" sarà, soìino alla fine, quella espressa nei giorni scorsi: ossia il non finanziamento in attesa di una Fondazione. Appurato che Regione e Ministero, con relativi finanziamenti, viaggiano su altri binari rispetto a quelli provinciali, non rimane che attendere la risposta (politica) di Blasi e "Generazione Taranta" tutta. Per il momento le grecaniche bocche sono cucite. Nessuno vuol parlare, men che mai Blasi. A lui, che è segretario provinciale del Pd, la campagna elettorale lo impedisce per ragioni di partito. Non a Pellegrino, però, che almeno per il momento gioca la sua partita da libero battitore.
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La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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martedì, 25 marzo 2008
100.000 euro per la Notte della Taranta - è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e per cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell'attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l'errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa pensano i  pubblicitari e gli intellettuali?
100.000 euro per la Notte della Taranta
Lo stanziamento da parte della Provincia di Lecce «A smentire notizie apparse sulla stampa su una mia volontà di non contribuire al Festival per il corrente anno» ha sottolineato Giovanni Pellegrino
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it di giovedì 20 marzo 2008

Il presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino ha diffuso una nota con cui precisa la sua posizione a proposito della manifestazione musicale 'La Notte della tarantà che si svolge in agosto nei comuni della Grecia salentina.

«A smentire notizie apparse sulla stampa su una mia volontà di non contribuire al Festival della Notte della Taranta per il corrente anno – sottolinea Pellegrino – sta l’oggettività della proposta di bilancio approvata dalla Giunta provinciale nei giorni scorsi. Nella stessa è previsto uno stanziamento di euro 100.000 come contribuito alla organizzazione del prossimo Festival, suscettibile di essere erogato ovviamente a valle dell’approvazione del bilancio da parte del Consiglio Provinciale».
«L'erogazione non è condizionata – precisa il presidente – ad una preventiva costituzione della Fondazione, anche se auspico che la Fondazione si costituisca al più presto per le ragioni di opportunità che da oltre un anno hanno indotto questa Provincia a deliberare di parteciparvi. Nè esiste – continua – alcun contrasto personale tra Sergio Blasi e me in ordine ad una futura candidatura alla carica, che attualmente ricopro. Il mio punto di vista sul punto è noto da anni».
«Ritengo che le forze politiche che attualmente compongono la maggioranza consiliare in Provincia dovrebbero presentarsi – conclude Pellegrino – unite anche nel nuovo confronto; ed auspico che le stesse concordemente individuino un candidato alla presidenza che sappia unitariamente rappresentarle e sia di me meno carico d’anni o comunque dotato di più fresche energie. Se ho segnalato ad altri la opportunità di un rinnovamento delle rappresentanze politiche, il principio non può non valere anche per quanto personalmente mi riguarda. Nelle forze politiche che sostengono l’attuale Governo provinciale sussistono molte personalità capaci di affrontare la difficile sfida. Sergio Blasi è indubbiamente tra queste».
Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un'idea
di Sergio Blasi
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postato da: festival alle ore 09:36 | categoria:tarantella del gargano, carpino folk festival, marketing territoriale
La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? Donatella Marcantonio
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mercoledì, 19 marzo 2008
Sono state presentate questa mattina, a Palazzo Dogana, le iniziative della Provincia di Foggia per la decima settimana della cultura. Di seguito l’elenco completo degli appuntamenti.

25 Marzo  Foggia
Palazzo Dogana , Sala del Tribunale
Ore 9.00 Convegno “Psicologia della Forma e degli Spazi tra Arte e Architettura” – organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Province di Bari e di Foggia - Associazione Alternativa Arte. A cura dell’architetto Alfredo De Biase.

25 Marzo San Nicandro Garganico
Cine Teatro Italia
Ore 18,30 “Da oltre 2000 anni… l’annuncio più bello del mondo” Teatro per diversamente abili – a cura dell’associazione Unitalsi in collaborazione con l’associazione “Superamento handicap” e “Il Senso della Vita”. Due spettacoli teatrali: “Dai vizi alle virtù” di Gabriele Granito e “Una storia d’amore” di Giuseppe Di Tullio

26 - 31 Marzo Foggia
Istituto tecnico Statale per Geometri “E. Masi”
itinerario espositivo sulla sostenibilità urbana
orario di visita al pubblico: Mattina ore 10,00 – 13,00 pomeriggio ore 16,00 -19,00
mostra-progetto a cura dell’Istituto scolastico Masi di Foggia, in cui si affronta il problema dell’architettura bioecologica, per il ripristino di un territorio sano, dove inserire infrastrutture e servizi non inquinanti.

25 - 31 Marzo Foggia
Palazzo Dogana
“Mostra d’Arte” - a cura dell’Accademia di Belle Arti di Foggia con la supervisione del prof. Antonino Foti. Manifestazione artistica c